Calle joshi

Biografie | By Poppo • 23-04-2022

Storia di una colonna portante del movimento joshi, da orfana a madrina di molte lottatrici di successo

Uno dei cartoni animati provenienti dal periodo dell'infanzia che l'autore di questo articolo ricorda con maggior piacere é il Charlie Brown & Snoopy Show, l'adattamento televisivo dei Peanuts di Charles M. Schulz che all'epoca andava in onda su Junior TV. Dei tanti episodi visti (e rivisti) e soprattutto ascoltati per via delle inconfondibili musiche composte da Bill Melendez, uno in particolare é rimasto impresso negli anni e si intitola Life is a circus Charlie Brown, dove il cane Snoopy aveva mollato per l'ennesima volta il suo povero padrone per entrare a far parte di un circo, il tutto solo perché invaghitosi della bella barboncina appartenente all'impresaria.

Durante lo svolgimento della trama, Snoopy (o meglio Hugo il grande, il suo pseudonimo circense) ha vissuto gioie e dolori della vita di artista di strada, gli applausi del pubblico, ma anche la fatica degli allenamenti e le bizze della sua innamorata e così alla fine, da perfetto spirito libero, é tornato a casa dall'incredulo e confuso Charlie Brown, ma non senza portarsi dietro un vistoso ricordo dell'esperienza.

Un tipo di vita che per molti versi é speculare a quella dei lottatori e delle lottatrici di wrestling: tanti allenamenti, esibizioni in grado di coniugare comicità e sprezzo del pericolo e soprattutto un continuo vagare di città in città e di pubblico in pubblico per poi tornare a casa dopo un lungo periodo di attività e in alcuni casi c'é chi invece fa in modo che questo carrozzone diventi la propria casa e le colleghe la propria famiglia, come nel caso di Command Bolshoi, vero e proprio caso di nomen omen.

Venghino siori venghino!

Il lato oscuro del boom economico giapponese e della successiva stagnazione dell'economia nazionale si trova in tanti aspetti postumi emersi in tutta la loro esasperazione: le morti sul lavoro dei sararīman causate dai turni giornalieri privi di interruzioni, il fenomeno delle persone che hanno deciso di abbandonare la vecchia identità e vivere clandestinamente per sfuggire ai propri debiti e purtroppo anche l'abbandono o l'affidamento agli istituti di cura dei propri figli da parte delle famiglie meno abbienti. É quest'ultimo il caso della piccola Yuriko Koya, nativa di Osaka ed affidata dopo pochi anni di vita assieme ai suoi fratelli alle cure dell'orfanotrofio cittadino di ispirazione cattolica, il tutto a causa della morte prematura del padre, l'unico allora in grado di garantire il sostentamento della famiglia.

Dopo pochi anni, Yuriko si separerà anche da loro, poiché alcuni di loro verranno adottati, mentre altri proseguiranno altrove la propria vita, anche se in futuro riuscirà a ricongiungersi almeno con il maggiore dei fratelli, deciso a rintracciarla dopo essere venuto a conoscenza della sua popolarità grazie alla sua carriera di lottatrice. In quel momento felice avvenuto a Tokyo molti anni dopo, la futura Bolshoi era al culmine della propria carriera e ormai aveva trovato una nuova famiglia diventando la factotum della JWP, l'ultima promotion superstite degli anni d'oro del movimento joshi, una meta raggiunta  dopo tanti sacrifici e anche a dispetto delle proprie condizioni.

Una foto di Command Bolshoi da piccola conservata presso il vecchio orfanotrofio di Osaka

Pur frequentando le scuole dell'obbligo, Yuriko per sua stessa ammissione non ha mai dimostrato particolare interesse per gli studi, piuttosto era affascinata dal mondo dello spettacolo, della musica e dello sport, trovando molti stimoli nelle discipline marziali come l'Aikidō, il judo, il karate ed il kendo, seppure quest'ultima tipologia le sia stata preclusa a causa della mancanza di soldi per acquistare l'apposita attrezzatura consistente nell'armatura e la tipica mazza di legno. Il karate invece si rivelerà una componente essenziale nel suo percorso formativo, soprattutto per via del forte legame che si creerà con la sua insegnante, la donna che la spingerà a non mollare nel momento più duro della sua vera ed unica professione esercitata, quella di wrestler.

Nonostante il forte fascino esercitato su di lei grazie alla visione di una serie di spettacoli in televisione, quel mondo in origine aveva dimostrato un certo ostracismo nei suoi confronti, chiudendole le porte in faccia in occasione della sua prima richiesta di accettazione presso la prima incarnazione della JWP, la Japan Woman Pro-Wrestling: all'epoca si trattava di una ragazzina che doveva ancora concludere le scuole medie, ma il problema principale non consisteva nell'età, ma piuttosto nella sua altezza, inferiore al valore minimo richiesto, ossia di 1 metro e 40 centimetri.

Completato il periodo di istruzione obbligatoria e raggiunti i criteri minimi per il reclutamento, nel 1989 Yuriko ripresenta nuovamente l propria candidatura alla nuova capo allenatrice in carica, la celebre Devil Masami, la quale si dimostrerà più accondiscendente nel metodo di selezione, ma molto severa nei metodi di allenamento: sarà lei ad affibbiarle dietro le quinte il nomignolo di Piko e sarà sempre lei a seguirla nei 2 anni di preparazione al mondo del professionismo, un periodo in cui la giovane lotterà qualche breve spezzone di incontro usando il suo vero nome, allenandosi tanto, ma nutrendo al tempo stesso dubbi sulle sue reali possibilità di sfondare in un ambiente così duro e popolato da ragazze molto più sviluppate in altezza e massa muscolare e così l'idea di abbandonarlo del tutto si era pian piano fatta strada in lei, al punto tale da abbandonare addirittura il dojo per recarsi dalla sua insegnante per riprendere la "via della mano vuota".

Ma invece di incoraggiare questa decisione, la maestra l'ha spinta a riflettere sulla sua decisione e a cercare di capire se davvero fosse il caso di mollare prima ancora di essersi messa in gioco sul serio: a posteriori queste parole costituiranno il suo vero inizio di carriera.

Command Bolshoi ritratta assieme alla sua insegnante di Karate

Nell'ultimo anno di vita della prima incarnazione dell'organizzazione che fu di Jackie Sato, essendo l'atleta più piccola e meno esperta del gruppo ma anche una delle più agili, le era stato assegnato un personaggio quasi su misura: con la fine del personaggio di The Scorpion infatti, era venuta a mancare la figura della lottatrice mascherata che allora era ancora in voga, così per venire incontro alla sua passione per il circo, le erano stati forniti una parrucca, un monociclo e la maschera da pagliaccio di Bolshoi Kid, la ragazzina proveniente dalla celebre scuola circense russa.

Come accaduto per la maggior parte delle sue coetanee, i primi match ufficiali sono consistiti in lunghe prove di resistenza nei confronti delle più affermate colleghe, tuttavia l'attitudine burlesca della Bolshoi le garantiva nel bene e nel male maggiore riconoscibilità agli occhi del pubblico, infatti oltre all'entrata in scena fatta di esibizioni di giocoleria, anche all'interno dei suoi incontri la fantasia del personaggio trovava spazio attraverso l'uso di balletti e piccoli scherzetti ai danni delle avversarie. L'altra faccia della medaglia però consisteva nel fatto che questo tipo di performance veniva solitamente assegnato a coloro che appartenevano ai bassifondi delle gerarchie interne, sicché la stessa Piko era ben conscia che questa sua versione non sarebbe potuta durre nel tempo, seppure grazie ad essa avrebbe conseguito uno dei risultati più prestigiosi in carriera: nel 1994, la JWP per un breve periodo ospitò la leggendaria Chigusa Nagayo, la più celebre joshina vivente tornata in attività dopo il primo ritiro imposto per i limiti di età dalla sua federazione, la All Japan Women's Pro-Wrestling; l'ex Crush Gal sottovalutando la piccola e giocosa rivale, dopo pochi minuti di scontro andrà incontro alla più cocente sconfitta patita in carriera e seppure si trattò della classica "scivolata sulla buccia di banana", si trattava pur sempre di un risultato impensabile per l'epoca.

A sinistra uno degli scherzetti tipici di Bolshoi Kid, a destra il caratteristico balletto che eseguiva ad inizio match

Eppure già da qualche tempo prima, la Bolshoi stava già progettando l'evoluzione del suo travestimento, un modo per mettere da parte velocemente i tratti più infantili della sua maschera per potersi confrontare alla pari con le altre compagne, una versione di sé più matura corrispondente al nome di Command Bolshoi

Tuttavia le ristrettezze della nuova Japanese Woman Pro-wrestling Project in termini di roster, unita alla volontà di non abbandonare di punto in bianco quel personaggio dedicato agli spettatori più piccoli, aveva fatto si che entrambe le versioni sarebbero coesistite per almeno 6 anni, trovando anche modo di incrociare le armi nei primi mesi di vita, per l'esattezza nel 1993: per l'occasione Yuriko aveva rinnegato momentaneamente i propositi di crescita per riprendere frizzi e lazzi della kiddo originale, causando peraltro anche un piccolo incidente alla sua - ancora sconosciuta - controparte, facendole perdere le extension. 

Nessuna delle 2 parti riuscirà a prevalere e la stessa cosa avverrà nella rivincita disputata nel 2002, dove ancora una volta l'identità della Comando sarebbe stata assunta da una lottatrice diversa, in quel caso Hiromi Yagi, anche se le circostanze ed il contesto risulteranno decisamente mutati.

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Bolshoi Kid vs Command Bolshoi - 23 Dicembre 1993, JWP (Korakuen Hall)

Da giocoliere a domatrice

Fino agli inizi del nuovo millennio, la zona main event e le principali storie della compagnia erano ruotate attorno alla slanciata figura di Dynamite Kansai, l'asso che aveva sfidato e sconfitto avversarie dai profili molto diversi tra loro, dalla idol Cuty Suzuki alla sanguinaria Mayumi Ozaki, diventando la degna erede della Masami, lottatrice altrettanto forte fisicamente ed in grado di interpretare il ruolo di combattente indistruttibile in maniera credibile. Un primo cambiamento di questa tendenza era avvenuto con la vittoria della cintura massima da parte di Hikari Fukuoka, prodotto del vivaio riuscita a crearsi un proprio spazio grazie al suo stile di lotta basato sulle sue spettacolari movenze aeree e che nel 1997 era riuscita finalmente ad interrompere l'egemonia della Kansai con una prova di grande sofferenza e tenacia, tanto da conquistarsi il rispetto dell'ex regnante al termine della battaglia.

Questo risultato nel suo piccolo inizierà una svolta nelle dinamiche principali, consentendo nel corso del suo biennio da campionessa maggiore spazio a profili molto diversi e più variegati, scelta dovuta anche all'apertura da parte del gruppo nei confronti delle altre realtà che stavano proliferando in giro, su tutte la Gaea Japan. Uno spazio che la Bolshoi proverà a prendersi nei primi periodi di questa nuova era attraverso la sua prima vera opportunità di lottare per la Openweight belt e lo farà con una prova determinata da pura antagonista, con tanto di attacco nei confronti della campionessa prima ancora del suo ingresso sul ring, un crescendo di rabbia che sfocerà nel corso dell'incontro con un gesto clamoroso: per la prima ed unica volta si toglierà spontaneamente la maschera, proprio come aveva fatto a suo tempo il grande Mitsuharu Misawa quando si era liberato del suo celebre ed ingombrante copricapo ereditato da Tiger Mask.

Sforzi risultati vani al termine della serata, visto che la cintura era rimasta alla vita della proprietaria e al fin della fiera anche ininfluente per il proseguo della carriera della Bolshoi, poiché da allora avrebbe continuato a mantenere il suo ruolo senza cambi di attitudine, ma al tempo stesso questa prestazione aveva contribuito a modificare la percezione che il pubblico aveva di lei, dandole maggiore legittimità e presagendo in futuro un consolidamento da parte sua all'interno della JWP: i tempi stavano cambiando e le sue abilità di lottatrice si stavano affinando sulla falsariga dello stile imposto dalla Fukuoka, abbinando movenze acrobatiche ad una solida tecnica di lavoro agli arti da terra, inoltre anche la presentazione estetica stava migliorando grazie all'introduzione di un'entrata in scena più elaborata, dal costume all'introduzione di un numero di abilità con i nunchaku, come prima di lei avevano fatto leggende del calibro di Bull NakanoGreat Kabuki, il suo vero ispiratore che nel corso degli anni inizierà anche ad accompagnarla sul ring in più di un frangente; insomma, occorreva ancora un pizzico di pazienza.

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Hikari Fukuoka vs Command Bolshoi - 20 Settembre 1997, JWP (Korakuen Hall)

L'avvento degli anni duemila cambia totalmente lo scenario: nei primi anni le principali lottatrici si svincolano dalla promotion, sia per lavorare maggiormente con la più prolifica Gaea, sia perché l'intera disciplina stava vivendo un periodo di ridimensionamento, inoltre bisognava fare i conti con la decisione della Masami di fare un passo indietro circa le proprie mansioni interne a causa dell'età avanzante, così a prenderne le redini sarebbe toccato alla sua Piko, una delle poche superstiti della vecchia guardia, così gradualmente la Bolshoi era diventata nell'ordine campionessa assoluta dopo aver battuto Ran YuYu e poi negli anni successivi aveva assunto prima il ruolo di capo allenatrice e poi quello di presidentessa nel 2003.

Diversamente da altre sue pari grado, il cambio di mansione verrà gestito da parte della nuova leader mantenendo un profilo basso, senza voler accentrare su di sé le luci della ribalta, limitando la sua presenza alla categoria di coppia e puntando piuttosto a dare maggiore risalto alle giovani promesse, in primis alla talentuosa Azumi Hyuga, per poi concentrarsi sulla più giovane Arisa Nakajima, cercando parallelamente di reclutare nuove forze fresche grazie all'ampliamento dell'attività didattica con l'apertura presso il dojo di Saitama di 2 corsi, uno mensile chiamato JWP Sports Class ed uno settimanale chiamato Sports Class Pro Course.

Sul fronte creativo, le storie principali proposte sotto la sua reggenza si sono basate sulle collaborazioni esterne, a partire da quella con le Neo Japan Ladies di Kyoko Inoue da cui sarebbe nato il primo incontro con in palio ben 3 titoli massimi (le 2 cinture delle Neo Ladies e la Openweight) tra la Hyuga e l'asso avversario Yoshiko Tamura e poi quella con la vulcanica Emi Sakura, protagonista di molti incontri importanti assieme all'autoctona Kaori Yoneyama, sia contro che in coppia, sempre nelle vesti di invasore grazie al gruppo di piccole apprendiste che si portava a seguito, la sua Ribbon army, conosciuta ancora oggi come Ice Ribbon, una realtà in cui la Bolshoi lascerà un piccolo segno vincendo la cintura di campionessa ICEX60 (antesignana dell'attuale cintura principale), un regno breve e finalizzato essenzialmente al passaggio di consegne nei confronti della prossima stellina locale, l'ex attrice Tsukasa Fujimoto, la quale riuscirà a battere la veterana alla prima occasione utile riuscendo a rubare le sue tattiche di danneggiamento delle braccia e di rovesciamento di fronte a suo favore. Una storia che tenderà a ripetersi anche in seguito.

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Kaori Yoneyama & Emi Sakura vs Command Bolshoi & Arisa Nakajima - 19 agosto 2013, JWP Pure Slam 2012 (Korakuen Hall)

In queste dinamiche la Bolshoi era entrata maggiormente in gioco nel 2013 proprio per arginare le scorribande della Sakura, fungendo da maestra defilata della Nakajima ed in generale nelle vesti di garante della compagnia, un simbolo pronto per essere abbattuto dalla nemica più acerrima del sistema, l'anticonformista Kana, protagonista della rivalità più famosa proposta dalla JWP, quella del suo ingresso nella compagnia con relativo tradimento nei confronti di Arisa e conquista del titolo massimo: la presidentessa verrà pesantemente sbeffeggiata dalla nuova campionessa e per questo scenderà personalmente in campo per cercare di riprendere la cintura, ma il suo tentativo non andrà a buon segno, poiché il loro scontro si rivelerà una rissa conclusa senza vincitrici né vinte.

A salvare l'onore della promotion ci penserà nuovamente una Nakajima, giunta all'apice del suo successo grazie ai tanti sforzi compiuti dal suo capo per renderla una star a tutti gli effetti, come ad esempio la scelta di incentrare parte della sua piccola auto celebrazione personale: nei mesi precedenti la Command aveva deciso di festeggiare la decade dalla nascita del suo personaggio con una serie di 7 incontri con le migliori performer della sua scuderia, come Rabbit MiyuTsubasa Kuragaki e Manami Katsu; oltre a loro si era misurata con Leon, una figura molto simile a lei e non solo per l'utilizzo della maschera, ma anche per il modo di lottare ed impostare i propri match e che anche per questo diventerà la sua sparring partner fissa negli anni avvenire.

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Command Bolshoi vs Leon - 20 Luglio 2013 JWP Pure Violence Road 12 (Itabashi Green Hall)

In quell'occasione c'era in ballo la cintura messicana coniata dal Consejo Mundial de Lucha Libre in onore della sua collaborazione con l'appena nata compagnia nipponica REINA e detenuta proprio da Leon, ma al termine della serata la Bolshoi era riuscita a strappare il successo grazie all'esperienza e ad una manovra più veloce di quel mezzo secondo sufficiente per bloccare i riflessi felini dalla sua avversaria, praticamente un piccolo bignami del suo stile di lotta ormai sviluppato in modo da rimuovere tutti gli orpelli e le "pagliacciate" adottate in gioventù.

Una gloria personale durata ancora una volta pochissimo, stavolta a vantaggio della sua ace, infatti dopo appena una settimana, in occasione del quarto incontro della serie, Arisa riuscirà non solo a difendere il titolo JWP, ma anche a conquistare l'alloro della REINA, con fatica, ma chiudendo con grande autorità con una sequenza di Dragon suplex in grado di annichilire la propria insegnante senza discussioni.

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Command Bolshoi vs Arisa Nakajima - 27 Luglio 2013 JWP Pure Violence Road 13 (Nagoya Club Diamond Hall)

La dedizione nei confronti delle sue iscritte, unita alla vita comune nel dojo, nel tempo hanno consentito alla Bolshoi di vivere quel clima familiare che le era sempre mancato, rendendola se non una madre una sorta di sorella maggiore, una figura a cui rivolgersi nei momenti di difficoltà o per chiedere consigli, un'idea condivisa anche dalle tante professioniste che hanno collaborato anche esternamente con lei nel corso della sua lunghissima carriera.

Nuove attrazioni

Wrestling ed insegnamento, ma non solo: Yuriko nel tempo si era dedicata anche ad altre attività, in primo luogo la musica, una sua passione coltivata attraverso lo studio del canto e dell'uso della chitarra classica, tanto da incidere nel 2010 una canzone intitolata Ame nochi hare, la cui traduzione corrisponde a "sereno dopo la pioggia", una composizione che ancora oggi viene eseguita all'inizio degli eventi organizzati da lei, così come gli altri brani realizzati da lei e dal suo gruppo, alcune volte anche con il supporto delle sue associate.

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Esibizione dal vivo della Bolshoi, 8 Marzo 2011 (con la partecipazione di Azumi Hyuga e Tsubasa Kuragaki)

Rimanendo nel campo dell'attività fisica, la cura del proprio corpo - forse anche in memoria delle osservazioni passate sul proprio fisico - l'ha portata ad entrare nel campo del bodybuilding assieme ad altre sue colleghe come Meiko Satomura, figura molto simile a lei in quanto ex giovane allieva cresciuta in un grande gruppo e poi diventata promoter pochi anni dopo. Entrambe nel 2015 hanno partecipato ad un concorso nazionale dedicato alla disciplina, il NPCJ's Blaze Open bodybuilding, posizionandosi rispettivamente al terzo e quarto posto: la voglia di ben figurare da parte della lottatrice mascherata era tale da essersi imposta un importante taglio di peso per questa apparizione, ben 12 chilogrammi in totale.

Assieme a loro aveva partecipato (superandole classificandosi al secondo posto) anche un'altra wrestler, la nativa di Hong Kong Ray, conosciuta tramite Leon e divenuta presto anche lei amica della Bolshoi dopo aver lavorato assieme a lungo, specie nell'ambito degli spettacoli autoprodotti tipici del panorama indipendente in cui operava. Alla fine dello stesso anno arriverà purtroppo un terribile responso dei medici nei suoi confronti, un tumore al cervello che porrà fine alla sua vita dopo 3 anni di lunga sofferenza, un periodo di tempo in cui le sue colleghe mascherate cercheranno spesso di promuovere la vicinanza nei suoi confronti parlando di lei nel corso delle proprie esibizioni e ance dopo la prematura scomparsa aiutando l'organizzazione dell'evento commemorativo chiamato Viva Ray!

L'edizione 2015 del NPCJ's Blaze Open bodybuilding. Da sinistra a destra: Command Bolshoi, Meiko Satomura, Ray

Tornando al wrestling, oltre alla sua JWP, le sue apparizioni ormai avevano trasceso la propria organizzazione, trovando spazio e ospitate presso altre realtà, soprattutto a livello internazionale grazie alle varie apparizioni negli Stati Uniti per la Chikara, ma anche in terra nativa le sue prestazioni erano richieste dalle altre promoter per aiutare i propri talenti a migliorare, come nel caso della rediviva Emi Sakura, la quale nel frattempo aveva abbandonato la sua Ice Ribbon per mettere in piedi una nuova sigla grazie all'acquisizione di una piccola realtà situata in Thailandia, la Gatoh Move. In questa piccola e poco convenzionale palestra, la Command ha aiutato molte delle studentesse di nuova generazione della Sakura (su tutte Mei Suruga) e ha regalato pure qualche momento di commozione affrontando una ragazzina che in tenera età aveva assistito ai suoi spettacoli, la giovane meteora Kotori.

A chiudere un'annata piuttosto pregna si era aggiunta la seconda vittoria della cinture Openweight della sua compagnia ai danni della Kuragaki, una vittoria inaspettata e giunta quasi di rapina dopo aver sofferto a lungo la forza fisica dell'ex campionessa, ma anche stavolta la gloria durerà molto poco: tempo appena un mese e a scipparle la gloria ci penserà un vecchio fantasma del passato, la rientrante Mayumi Ozaki, capo della Oz Academy e soprattutto vera e propria bestia nera della Bolshoi, sempre capace di sconfiggerla con le sue tattiche scorrette basate sull'uso delle armi e delle interferenze esterne e che negli anni ruggenti le aveva inflitto la peggiore delle umiliazioni strappandole la maschera dal suo volto sanguinante durante un incontro basato sulla sua stpulazone personale, i Dress Up Wild Fight.

Ma oltre alla finzione, le 2 condividevano un brutto episodio avvenuto realmente, la morte sul ring della compagna Plum Mariko, la loro senpai che aveva lottato nell'agosto del 1997 il suo ultimo incontro condividendo il ring assieme a loro e nel caso della Ozaki anche gli ultimi istanti di vita, poiché l'ultima mossa da cui non si sarebbe più rialzata, gliel'aveva inflitta involontariamente lei. Dopo aver conquistato la cintura, la Oz ha continuato a collaborare con la sua vecchia compagnia, riproponendo un nuovo scontro con l'ormai collega promoter (seppure senza cinture in palio) in occasione del nono anniversario della scomparsa della loro amata collega, dove finalmente la Piko avrebbe finalmente trovato la sua rivincita, mettendo un lieto fine ad una triste vicenda che ancora oggi entrambe continuano a ricordare annualmente per rinnovarne la memoria.

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Mayumi Ozaki vs Command Bolshoi - 24 Luglio 2016, JWP Pure Slam 2016 (Korakuen Hall)

Ciao bambine!

La parabola della JWP si sarebbe poi conclusa un anno dopo: il calo degli spettatori proseguiva inesorabile e gli introiti non consentivano di mantenere la struttura esistente ed i contratti in vigore, per questo motivo si era deciso di chiudere i battenti per la seconda volta e di ripartire ancora una volta, cambiando sigla ma mantenendo lo stesso spirito e una parte delle lottatrici cresciute negli ultimi anni: si scrive Pure-J, ma si legge tra le righe JWP e anche Command Bolshoi, visto che oltre alle cariche precedenti, in questa incarnazione il suo ruolo si é esteso anche a quello imprenditoriale, essendone diventata proprietaria a tutti gli effetti, inclusi i vecchi titoli di coppia e quello junior, gli stessi usati dalla precedente gestione.

Le poche reduci che l'hanno seguita sono di fatto le sue ultime "sorelline" cresciute nell'ultimo decennio tra allenamenti e piccoli riti interni, come l'annuale torneo di wrestling organizzato nei pressi della piscina di gomma del dojo, l'ultima famigliola composta da Hanako Nakamori, KAZUKI Rydeen Hagane, ma anche dallle ultimme novizie accolte, le promettenti Chie Ozora e la cilena Akari e naturalmente l'inseparabile Leon, alleata ed avversaria con la quale ha compiuto l'ennesimo viaggio oltreoceano per pubblicizzare la sua nuova compagnia nel 2019, difendendo la nuova versione dell'Openweight in terra d'Albione per la compagnia locale della EVE.

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Command Bolshoi vs Leon - 9 Marzo 2019, EVE She Slams On Saturdays! (Resistance Gallery, Londra)

Si tratta dell'ultimo acuto della sua carriera, poiché in quel periodo la Bolshoi aveva annunciato pubblicamente il deterioramento del suo stato di salute: dopo alcune visite mediche, i medici le avevano diagnosticato una cronica calcificazione nei pressi della colonna vertebrale, una patologia degenerativa non curabile che nel lungo periodo ne limiterà i movimenti e che con il proseguire dell'attività avrebbe rischiato di deteriorarne il fisico in maniera permanente.

Per questo motivo al vecchio cuore della JWP era stato preparato un vero e proprio comitato di addio, fatto di inviti da parte della maggior parte delle organizzazioni esistenti per consentirle un'ultima passerella assieme alle vecchie ed alle nuove acrobate, contorsioniste ed equilibriste con cui ha condiviso il ring nei suoi quasi trent'anni  di carriera, le stesse che avrebbero trovato posto creando una lunghissima fila nel corso del suo ultimo spettacolo, il più popolato nella breve storia della Pure-J, la sera in cui prima Bolshoi Kid e poi Command Bolshoi hanno dato il loro ultimo addio affrontando in 2 incontri (rigorosamente distinti) ben 17 avversarie diverse, per poi ricevere almeno il triplo di persone al termine delle ostilità per riceverne il tributo finale.

Il tutto di fronte ad un nutrito gruppo di bambini provenienti da quell'orfanotrofio di Osaka da cui tutto era partito, un nido che la piccola impresaria non ha mai dimenticato e che continua ancora oggi a sostenere alla partnership stipulata con la DAIDOH DRINKO, società produttrice di bevande che annualmente versa un piccolo contributo derivante dalla vendita di bibite da distributori automatici per finanziare piccoli progetti dedicati all'infanzia promossi dalla stessa struttura con il nome di Pure Dream Donation.

Bolshoi Kid assieme alla sua versione Cowboy (interpretata da Tsubasa Kuragaki), in occasione del suo ultimo match

Oggi la Bolshoi continua a lavorare dietro le quinte per la sua Pure-J e per le sue allieve e se é vero che oggi come oggi le arti circensi sembrano un retaggio del secolo scorso e che il wrestling in generale stia diventando sempre più un affare per pochi grandi gruppi, il proseguo della sua attività per certi versi é qualcosa di rassicurante e finché proseguirà, vorrà dire che si può ancora tornare bambini per qualche ora ed esaltarsi perché il circo é ancora in città e allora "Venghino siori venghino a vedere il circo che non chiude mai, il circo dei nuovi-vecchi numeri, il circo di Command Bolshoi...."