Calle joshi

Storia | By Poppo • 17-02-2021

Le luchas de apuestas, gli incontri in cui vengono messi in palio le mascaras o le cabelleras dei lottatori coinvolti, ormai sono solo un retaggio esclusivo della lucha libre messicana, bensì un topos ricorrente delle grandi rivalità del wrestling mondiale, a maggior ragione del joshi la cui storia spesso e volentieri si é intrecciata con quella messicana, non é quindi un caso che molti dei sui eventi epocali si siano conclusi con il Kamikiri, ossia taglio completo dei capelli: gli scontri tra Chigusa Nagayo e Dump Matsumoto, tra Bull Nakano ed Aja Kong, fino alla chiusura del cerchio tra Arisa Nakajima e Nanae Takahashi nel 2019 e all'ormai prossimo capitolo della saga di Giulia e Tam Nakano, annunciato per il 3 Marzo.

Episodi storici di cui questa rubrica si occuperà nel corso delle future uscite e che non mancheranno in questa, anche se la selezione qui proposta non gode dell'eco mediatica riservata ai grandi classici dello Zenjo e della GAEA. Altri tempi, altra cornice, altra considerazione, ciò che non manca però é l'intensità delle emozioni provate dalle protagoniste e dagli spettatori di queste storie al limite, storie di veri e propri pegni incassati e pagati in nome della disciplina.

19 Maggio 1990 - Megumi Kudo & Reibun Amada vs Miwa Sato & Yuki Morimatsu (FMW Battle Crush)

La divisione femminile della Frontier Martial Wrestling é nata ufficialmente nell'Ottobre del 1989, tre settimane dopo l'apertura del suo Dojo a Kawagoe sotto la direzione di Tarzan Goto. In principio si erano iscritte 3 ragazze, raggiunte qualche mese dopo da altre 6 a rinfoltire il gruppo di cui facevano parte Miwa Sato e Yuki Morimatsu, tutte ragazzine alle prime armi ed allenate giusto per salire sul ring senza rischiare la propria incolumità. Ma lo sguardo del fondatore Atsushi Onita era rivolto verso il grande seguito ormai acquisito da parte della All Women Japan e della presa che questa esercitava sull'esercito di teenager che affollava le palestre giapponesi per presentarsi ai provini organizzati dallo Zenjo per reclutare le future Chigusa Nagayo e Lioness Asuka; Onita non disponeva dei fondi necessari per ingaggiare le stelle già affermate, ma aveva sufficiente notorietà e conoscenze per organizzare la propria rete di scouting per scovare potenziali talenti scartati dalla grande compagnia, 3 di questi in particolare cambieranno per sempre il volto della FMW: Combat Toyoda, Reibun Amada e Megumi Kudo.

Il trio chiamato Outbreakers debutta nel Marzo del 1990 compiendo una sequenza di invasioni di campo attaccando le sfortunate rookie Sato e Morimatsu, le uniche ritenute più affidabili per esibirsi con continuità che saranno le vittime dei continui attacchi anche dopo l'esordio ufficiale sul ring delle fuorilegge.

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Un modo di creare interesse e curiosità attorno a loro, ma anche di stabilire una gerarchia internamente: a Megumi infatti era stato affidato il ruolo di capo allenatrice, non tanto per quanto acquisito nelle vesti di lottatrice (il suo contratto con la AJW era scaduto un anno prima delle colleghe) quanto per la professione che aveva esercitato successivamente al primo abbandono del ring, quella di insegnante di educazione fisica.

Le povere sottoposte subiranno le angherie delle nuove arrivate per 2 mesi fino all'ultima provocazione: una sfida di coppia in cui la posta in gioco erano i capelli delle perdenti, una scelta coraggiosa vista la rarità di questa stipulazione e la poca esperienza di tutte le partecipanti. Quello che ne esce é un preambolo di quanto offriranno le protagoniste in futuro, il senso di caos e violenza, le continue interferenze e la presenza scenica dei suoi volti principali; ma appunto si tratta di un preambolo, di un timido riflesso più dettato dal senno di poi che non di allora, si trattava pur sempre di 4 ragazze abituate perlopiù a fare da spalla o a lottare manciate di minuti negli opener di esibizione senza dover raccontare una storia propria, perdipiù divise tra un duo che aveva comunque avuto la possibilità di essere stato allenato da Jaguar Yokota ed un altro che doveva ancora essere formato come si deve.

Eppure da un semplice squash partirà la scintilla della più grande rivalità della promotion: dopo la vittoria infatti, il rifiuto della Kudo di infierire sulle due sconfitte scatenerà la rabbia della Toyoda; niente taglio per le chiome di Miwa e Yuki, ma i riflettori ormai erano puntati sull'imminente fine delle Outbreakers. Per tutte, il momento di fare sul serio era arrivato.

11 Settembre 1993 - Akira Hokuto vs Rumi Kazama (LLPW Onna Kyokuken Hanabi)

Nel 1993 Akira Hokuto era la più popolare delle lottatrici, motivo per il quale era in faida con chiunque, con le colleghe della AJW e con le rivali delle altre compagnie. L'era interpromozionale, con il suo fiorire di nuove realtà, consentiva la possibilità di ridare visibilità alle vittime della regola del ritiro a 26 anni dello Zenjo come Devil Masami o Chigusa Nagayo e al tempo stesso permetteva di incrociare il meglio delle varie etichette e lottare contro Akira in quel momento voleva dire ritagliarsi uno spazio importantissimo all'interno del panorama.

Chi ha provato ad approfittare di questa rottura del vecchio monopolio é stata Shinobu Kandori: cacciata dalla JWP l'anno prima assieme ad altre due compagne, si era messa in proprio fondando la sua promotion, le Ladies Legend Pro Wrestling, un gruppo che ripudiava tutto ciò che rientrava nella sfera dell'intrattenimento esuberante del wrestling in nome di una sua idea più aderente al mondo dell'amatoriale e delle arti marziali miste. Un manifesto però che non attraeva particolarmente le nuove leve, tant'é che l'inizio della programmazione degli spettacoli non fu immediato a causa delle poco materiale umano a disposizione: a lungo le uniche performer a disposizione rimasero la fondatrice, Eagle Sawai e Rumi Kazama, ex modella gravure convertita alla vita disciplinata dei dojo. Proprio quest'ultima si rivelerà una delle pedine usate dalla Kandori per costruire quello che si rivelerà il più importante programma da lei programmato.

Gli eventi in collaborativi della AJW spesso e volentieri mettevano in palio i titoli di tutte le compagnie coinvolte scambiandole in base alla necessità di ospitare o meno determinati nomi, dando l'illusione di un vero e proprio roster unificato. Con questa premessa si affrontano a fine Agosto la Hokuto e la Kazama, in palio la prestigiosa All pacific belt, la seconda cintura più importante della federazione dei Matsunaga detenuta dalla dangerous queen. Il primo assalto di Rumi alla White non era andato a buon fine, tuttavia in più di un frangente era riuscita a mettere in difficoltà la detentrice grazie alle sue improvvise contromosse, tanto da spingerla a trapelare un certo fastidio mutato in dure reprimende. La sua tenacia però non era stata sufficiente a conquistare il rispetto di Akira, al contrario ne aveva acuito il disprezzo per lei e per la sua etichetta e la sua proprietaria, al punto da alargare la provocazione ad una comparsata dal vivo ad uno spettacolo LLPW per insultare Rumi e soprattutto la Kandori, la nemesi che aveva sconfitto mesi prima nel celeberrimo scontro all'ultimo sangue di Dream Slam. Per tutta risposta le viene offerto di farsi avanti in un hair vs hair da disputare all'Olympic Memorial Park Gymnasium di Tokyo.

La Hokuto arriva all'appuntamento da favorita imbattibile, ancor più dopo aver vinto il Japan Grand Prix ed essere ormai entrata nell'ottica di poter strappare la cintura WWWA all'invincibile Aja Kong. Ma l'ultimo riconoscimento conquistato aveva avuto un prezzo non indifferente: il suo ginocchio già malmesso in precedenza era stato preso di mira durante tutta la manifestazione ed in generale il suo stato di salute stava deteriorando dopo anni di abusi che d'altro canto le avevano fatto ottenere la sua reputazione di donna d'acciaio.

Il problema emerge immediatamente dopo il suono della campanella: senza nemmeno tentare un clinch le due finiscono a terra doloranti, Rumi vittima di una backbreaker improvvisa, Akira del contraccolpo dovuto all'impatto sul ginocchio danneggiato. Sarà comunque lei a riprendersi per prima e a procedere con la sua offensiva come se nulla fosse - un marchio di fabbrica deille grandi lottatrici del tempo - ma per la Kazama si rivelerà l'arma da sfruttare per metterla in grave difficoltà resistendo al cannoneggiamento improntato sulla sua schiena, addirittura uscendo dalla Dangerous Queen Bomb.

Ma ancora una volta la favola non raggiunge il lieto fine e nemmeno stavolta Rumi riesce ad ottenere vittoria e sportività dalla cachorras finendo addirittura sottomessa: lo sberleffo peggiore, soprattutto perchè non rivolto a lei, ma all'ex judoka Kandori a cui viene lasciato l'ingrato compito di rasare la sua collega, mentre la Hokuto abbandonava soddisfatta il palazzetto. Anche questa sarà una lunga guerra che farà scorrerà molto sangue.

12 Aprile 2008 - Mayumi Ozaki vs Carlos Amano (The Wizard of OZ)

Chi invece aveva già motivi sufficienti per mettere in scena la battaglia della vita erano Mayumi Ozaki e Carlos Amano: maestra ed allieva avevano lavorato fianco a fianco fin dagli esordi della giovane Carlos (quando si chiamava ancora Rieko), percorrendo assieme tutte le tappe che avevano portato la Ozaki ad uscire dalla JWP alla nascita della sua unit che in seguito ha dato origine all'attuale OZ Academy. La Amano era stata l'allieva prediletta fino al momento in cui ha superato la maestra riuscendo in ciò che a lei non era mai riuscito: sconfiggere da sola Aja Kong conquistando la cintura Openweight. Un affronto intollerabile per la regina dell'hardcore, lavabile solo ripudiando l'ex pupilla e perseguitandola in ogni occasione con il suo seguito di fedelissime e con l'uso di tutte le armi possibili.

Lo scontro é inevitabile, ma le condizioni vengono messe in chiaro: tutte le armi sono consentite, ma non altrettanto le interferenze esterne, uno street fight al meglio delle 3 cadute e ovviamente oltre alla cintura, in palio anche i capelli, situazione non nuova alla OZ, ma nei precedenti avvenuti in GAEA era sempre stata accompagnata dalla fida KAORU, mentre qui si sarebbe dovuta arrangiare da sola.

Neanche a dirlo, a farla da padrona in questo incontro sono le armi: Mayumi da anni ha abbandonato qualsiasi tecnicismo per dedicarsi solo ed esclusivamente alla rissa, fino all'esasperazione e Carlos deve giocare sul suo terreno, per questo motivo lei entra con una mazza da baseball per rispondere alla sedia rivestita di filo spinato; malgrado le intenzioni, la prima caduta é un bagno di sangue per lei, la sua testa finisce dritta contro sedie e tavoli, pure vittima dalla sua stessa arma e il suo sprezzo del pericolo (con cui dovrà fare i conti anni dopo) non basta a scongiurare il primo punto per la maestra. Occorre un cambio di strategia, la stessa adottata contro la Kong, resistere e mostrarsi più forte del dolore e contrattaccare con il suo repertorio di suplex, testate e mosse di sottomissione: in quel campo é lei la più forte, le armi sono solo un'estensione, un'armbar può fare molti più danni di una sedia. Se aiutata da una catena poi, ancora meglio e ironia della sorte, la catena che fa cedere Mayumi é la stessa arma che aveva ereditato a sua volta dalla sua vera maestra, Devil Masami. Anche la sua sedia le si ritorce contro nella tercera caìda, ci finirà sopra dopo un violento suplex, quello decisivo dopo una feroce resistenza della campionessa, anche dal disperato tentativo di intrusione del fido Policeman.

Cintura mantenuta e scalpo conquistato, ma come fanno le migliori cattive, la padrona di casa rifiuta di farsi tagliare i capelli dalla rivale optando per il fai da te. Tutto finito? Certo che no, in casa OZ si seguono le regole della OZ e la sfida si ripropone secondo i suoi comodi: per commemorare i 6 anni dalla scomparsa di Plum Mariko, va in scena un tag team tra la coppia vincente KAORU-OZ e le campionesse di coppia, la stessa Carlos e la leggendaria Dynamite Kansai, ex asso della JWP ormai  in veste di tutrice delle nuove generazioni, tant'é che sarà lei a venire schienata per ultima consegnando cinture e capelli al perfido duo. Poco male, entrambe avevano sempre tenuto i capelli corti e comunque, in un ambiente esplosivo come la OZ, il pareggio era sempre da tenere in contro.

19 Settembre 2010 - Emi Sakura vs Yoneyama (JWP Revolution)

2 anni dopo, Kaori Yoneyama in teoria aveva finalmente centrato il suo obiettivo di collezionista di cinture: la ragazza che sfidava in contemporanea tutte le campionesse aveva vinto il JWP Openweight, il titolo più importante della JWP nonché l'ultimo che mancava alla sua bacheca. Ma questo non le bastava, così come era sufficiente lottare solo nell'eterna compagnia numero 2 del Giappone a chi ormai si era creata una serie di amicizie che le avevano permesso di esibirsi in quasi tutte le altre promotion esistenti (incluse alcune di tipo maschile) ognuna delle quali aveva un propria cintura da aggiungere alla lista.

Una di queste era nata giusto 4 anni prima per mano di una sua vecchia conoscenza: Emi Sakura, l'eterna indipendente con i suoi progetti individuali che comprendevano il cinema e appunto l'organizzazione di promozioni atte alla valorizzazione delle giovani speranze joshi, la Ice Ribbon. Le due si conoscevano molto bene già all'epoca ed avevano vinto assieme più volte i titoli di coppia nelle varie incarnazioni presenti nelle due compagnie, pertanto un loro scontro era inevitabile, non fosse stato per l'iniziale opposizione della presidentessa Command Bolshoi, da sempre contraria alla possibilità di consegnare la cintura principale ad esterni (situazione che si verrà a creare più volte in futuro). Per convincerla serviva mettere sul piatto qualcosa di più di una semplice difesa titolata, per tanto viene chiesto alla Sakura di mettere in palio lei qualcosa a sua volta, viene pertanto sancito l'hair vs hair e ad assistere a bordo ring vengono invitate tutte le affiliate alla Ribbon. Cabellera contro cabellera, promotion contro promotion.

L'amicizia viene totalmente messa da parte e fin dalle prime battute le due puntano dritte all'obiettivo, si prendono per i capelli, si scambiano prese al capo, fuori ring abbondano i colpi diretti al viso e sul ring le powermoves sono dirette alla testa dell'avversaria in modo da farla cadere con tutto il peso del corpo, la Sakura utilizza persino una verterbreaker dalla terza corda ed in generale tiene le fila dell'incontro. Una grande differenza se confrontata con la versione cosplayer di Freddie Mercury a cui ci ha abituato negli ultimi anni. Con il passare dei minuti i rovesciamenti di fronte si moltiplicano, gli scambi invece che risentire della fatica diventano sempre più fluidi nonostante la violenza dei colpi, ma l'ultima parola spetta a Kaori con un rolling german suplex improvviso in grado di piantare capo e spalle di Emi per il tempo necessario.

La cerimonia del taglio successiva si svolge in un clima teso, la Yoneyama esita a procedere, scossa più dall'emozione che non dalla stanchezza e ad aggravare la situazione ci pensa Sayaka Obihiro, recluta al primo anno di attività che cerca in tutti i modi di difendere in lacrime la propria senpai. Come spesso avviene in queste rappresentazioni giapponesi é lo sconfitto a chiedere con forza di procedere con l'umiliazione, l'unico modo per affrontare a testa alta la sconfitta, così Kaori si decide a procedere con la rasatura, mentre a Sayaka viene promessa una futura title shot in Ice Ribbon per vendicare la maestra.

17 Settembre 2017 - Chikara & Fairy Nihonbashi vs Hikaru Shida & GAMI (WAVE New Chapter)

Curiosamente questo é il quarto incontro di questo tipo svolto in settembre

Il Kamikiri però non é prerogativa di conflitti profondi ed impegnati, certe volte é stato usato per creare momenti di leggerezza, come nel caso della Wave.

Fairy Nihonbashi, la fatina imbranata della compagnia aveva incrociato più volte le armi con Hikaru Shida durante le sue comparsate per la compagnia di Yumi Ohka, spesso creando i piccoli siparietti tipici dei suoi incontri. In questa occasione le due vengono coinvolte in una mini faida che stava avvenendo tra Mitsuo Momota, figlio del leggendario Rikidozan e padre di Chikara con il quale faceva coppia in DDT dove avevano sconfitto lo sfortunato Kendo Kashin usando la bacchetta magica di Nihonbashi.

Deciso a vendicarsi, Kendo si presenta in WAVE chiedendo a gran voce di potersi vendicare direttamente della fata e di Momota, tirando in ballo l'allenatrice GAMI che in qualità di organizzatrice gli concede solo un match adeguato alla sua pretesa di soddisfazione coinvolgendo Hikaru Shida per garantire la parità di sesso. Proposta accettata con molte riserve, tra le quali la presenza della stessa a bordo ring al suo angolo - in modo da creare parità numerica vista la presenza di Chikara - e di mettere in gioco lo scalpo dei contendenti. Richiesta accontentata, ma non senza conseguenze.

L'incontro - se si può definire tale degenera velocemente poiché GAMI decide di entrare in gioco non ritenendo Kashin in grado di difendersi da sé: scelta sbagliatissima, il lottatore della NOAH prende talmente male la cosa da ribellarsi ed inziare prima a colpirla favorendo il suo schienamento dopo appena 4 minuti, ma poi addirittura tagliando lui stesso i capelli alla malcapitata, che oltre ad essere stata coinvolta in una rivalità con la quale non aveva avuto a che fare, ne ha subito le conseguenze peggiori, o forse no: in fondo, dalle nostre parti si dice che I bei perde i cavéi, e i bruti se li tien tuti.

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