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WWE/WWF
Storia | By Poppo • 03-10-2021
Image Credits: WWE/WWF

Il prossimo Novembre andrà in scena la trentaseiesima edizione di Survivor Series, uno dei quatro eventi storici annuali tenuti dalla WWE dal 1987 ad oggi, un palcoscenico che ha visto fare il suo debutto ufficiale il celeberrimo personaggio dell'Undertaker, ma che ha richiamato milioni di appassionati soprattutto grazie ai suoi incontri a squadre, gli ormai canonici 5 contro 5 ad eliminazione che hanno visto fronteggiarsi formazioni guidate da Hulk Hogan e André The Giant, gli invasori del cartello WCW-ECW fino ai più contemporanei John Cena e Seth Rollins.

Un formato che a causa degli anni ha probabilmente perso di appetibilità verso quegli appassionati per vari fattori: tra i tanti si può citare il progressivo spostamento di questo incontro nelle parti medio-basse dello spettacolo, una scrittura a sostegno spesso prova di mordente o in grado di sostenere l'astio tra i gruppi rivali e in generale la smisurata offerta in programmazione che oggi oggi rende difficile vedere scontri inediti all'interno dello smisurato roster a disposizione in questo periodo dell'anno.

Qualcosa di simile a quanto sperimentato dalle 10 ragazze che il 19 Novembre del 1995 si esibirono alla USAir Arena di Landover per quella che allora era solo la nona edizione, un gruppo che parlava prevalentemente giapponese.

Vengo anch'io, no tu no

Era passato solo un anno da quel fastoso anniversario della All Japan Women's Pro-Wrestling chiamato Big Egg Wrestling Universe, dove tra i tanti eventi accaduti si era verificata la prima storica vittoria da parte di una lottatrice del Sol Levante della cintura femminile dell'allora WWF, trionfo ancora più storico se si pensa che grazie ad esso Bull Nakano era diventata la prima a diventare campionessa massima in Giappone, Messico e Stati Uniti. La portata di quanto accaduto in seguito invece non era stata altrettanto memorabile: certo, i suoi incontri con l'ex detentrice Alundra Blayze erano riusciti a ritagliarsi un minimo di spazio negli show televisivi ed un certo plauso dalla critica, affascinata anche dal look e dal personaggio dell'ex Gokuaku Domei, eppure la loro faida era stata archiviata velocemente ed aveva avuto il solo scopo di cercare di attirare il pubblico oltreoceano.

Nella terra degli imperatori però la concorrenza era già all'opera da qualche tempo, soprattutto grazie ai buoni rapporti con la New Japan, cementati dalla famigerata e chiacchieratissima spedizione diplomatica in Corea del Nord di Antonio Inoki, culminata nell'affollatissimo evento chiamato Collision in Korea e al quale aveva preso parte tra le altre anche una delegazione di ragazze dello Zenjo guidate da Akira Hokuto e a cui si era aggregata la stessa Bull Nakano, ingaggiata da Ted Turner grazie ad un'offerta economica decisamente più vantaggiosa rispetto a quella ricevuta in Connecticut.

Akira Hokuto Documentary - Life and Death Trip in North Korea

Una mossa che aveva preso alla sprovvista i McMahon, i quali per la divisione femminile avevano pur sempre idea di tentare un timido tentativo di rinforzo guardando - come fatto in passato - sempre ad Oriente, a partire dall'ingaggio dell'ex Monster Ripper, rinominata Bertha Feye e il cui ruilo sarebbe dovuto essere quello di nuovo mostro indistruttibile che avrebbe dovuto contribuire a valorizzare Alundra e la Nakano. L'altra mossa riguardava proprio quest'ultima e consisteva nel farla diventare una beniamina del pubblico mettendole contro la nuova arrivata e forse anche un'altro mostro inarrestabile, qualcuno che in passato aveva già lavorato con lei dando vita a grandi incontri, ossia Aja Kong.

L'addio aveva temporaneamente cambiato i piani, tuttavia i buona rapporti tra il gruppo americano e quello dei fratelli Matsunaga, aveva fatto sì che una rappresentanza nipponica avrebbe avuto l'opportunità di esibirsi alle series in un 4 contro 4 ad eliminazione, guardacaso programmato pochi giorni prima di World War 3, altro spettacolo a tema della  WCW in cui curiosamente le ragazze che erano apparse in Corea si sarebbero esibite nuovamente in un tag team match che avrebbe poi fatto parlare di sé per la sua alta qualità. Con questo pretesto Aja avrebbe avuto modo finalmente di lavorare dall'altra parte del mondo, assieme alla veterana Lioness Asuka, la popolare Kyoko Inoue, e le giovani speranze Tomoko Watanabe, Chaparita ASARI e Sakie Hasegawa, equamente divise tra le due squadre capeggiate dalla Blayze e dalla Feye che aveva debuttato attacandola dopo aver riconquistato la cintura.

Jim Ross presenta le giapponesi in gara

Piazza pulita

Buone intenzioni a parte, che si trattasse di qualcosa da tenere in secondo piano era parso fin dagli ingressi in scena, o meglio dai non ingressi delle antagoniste, tagliate brutalmente per lasciare una sola e breve passerella al gruppo di eroine guidato da Alundra, di cui facevano parte Kyoko, Chaparita e Sakie, curiosamente messa contro la sua solita alleata e compagna di tag Aja. Una situazione non certo migliorata da quella che ad essere generosi era stata una tiepida reazione da parte del pubblico presente, spaesato da tutti quei nomi mai visti, tanto da riuscire ad accennare qualche applauso in sede di presentazione della bionda capitana, per poi chetarsi nuovamente durante l'inizio delle operazioni concesso alle ospiti Asuka e ASARI.

Un breve scambio, un breve tag alle due capitane ed un altrettato breve sequenza per arrivare alla prima eliminazione, quella ingloriosa dell'ex Crush Gals, schienata dalla campionessa WWF per dare l'illusione di un vantaggio da parte del suo gruppo.

A cambiare le carte in tavola ci aveva pensato poi la Kong con la sua forza bruta, eliminando in una manciata di minuti la Hasegawa senza lasciarle la benché minima possibilità di figurare e poi Chaparita, che da parte sua ha avuto il "lusso" di poter esibire qualche timido volo del suo repertorio per finire macellata con una Diving splash, mossa nemmeno facente parte della serie di finisher della Kaijou.

Nonostante la prova il pubblico aveva continuato a seguire tranquillamente senza riservate particolari ovazioni, costringendo la Kong a fermarsi in più di un'occasione per cercare di infastidirlo con le sue pose tipiche, ma senza grosso successo, anche perché la fase successiva con Kyoko Inoue aveva riservato ulteriori imbarazzi alla prova, dato che il loro incrocio si era concluso con uno schienamento contato erroneamente a 3 dall'arbitro con conseguente eliminazione prematura della Inoue, anch'essa rimasta priva della meritata esposizione.

Rimasta da sola contro 3 avversarie, Alundra aveva iniziato la sua riscossa seguendo i dettami del tipico beniamino WWE, subendo l'azione combinata di Bertha e socie all'inizio per uscire fuori con veemenza colpendo con un Piledriver (a modo suo) Tomoko (altra vittima sacrificale) ed eliminando con agilità la Feye con un German suplex veloce e particolarmente enfatico, vista la differenza di stazza. Rimaneva quindi lei e Aja, ex alleate ai tempi della guerra con la Nakano e poi rivali verso la fine del tour giapponese della allora Madusa Miceli e che era culminato in uno dei tanti bizzarri tentativi di ibrido tra MMA e wrestling, uno street fight con regole delle arti marziali miste, per metà contesa fatta di prese e mosse regolamentate, per l'altra metà rissa tra il pubblico, qualcosa di piuttosto difficile da decifrare oggi.

 

Aja Kong vs Madusa Miceli - 21 Luglio 1990, AJW (Ota Ward Gymnasium)

Come allora la Kong aveva condotto le danze lasciando alla bionda i suoi comeback veloci ed acrobatici, ma stavolta per chiudere i conti erano bastati 2 Uraken ben piazzate per chiudere in una decina di minuti questa frettolosa esibizione, da cui l'unica ad uscirne bene in qualche modo é stata Aja, per anni fregiatasi di essere una delle poche sole survivor di tutti i tempi.

Un titolo decisamente fine a sé stesso in prospettiva: l'idea - come trestimoniato dai successivi tag disputati dalla giapponese - era quella di farla lavorare con Madusa e di rendere la Feye un personaggio comico (come accaduto poi in seguito), tuttavia i piani ancora una volta era stati stravolti dalla WCW, dove approderà Madusa assieme alla sua cintura, la quale finirà nel cesto dell'immondizia diventando a suo modo uno dei simboli della Monday night war tra le due compagnie.

La sua carriera non durerà oltre l'ultima ripresa della rivalità con l'amica Bull, così come la WCW oggi é solo un ricordo ed il survivor series match un pallido ricordo del passato, mentre Aja Kong é sopravvissuta e continua a mietere vittime, come ha sempre fatto.

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