Calle joshi

Biografie | By Poppo • 05-05-2021

La festa dell'ascensione corrisponde al giorno in cui a Venezia si celebra la Sensa, una ricorrenza nata non solo per glorificare un'impresa militare (la conquista della Dalmazia e la conseguente cacciata dei pirati), ma soprattutto il suo rapporto coniugale con il mare e la sua laguna: senza questo terreno non sarebbe potuta sorgere la città, senza la città questo gruppo di isole non godrebbe delle bellezze edificate al loro interno, dalla loro unione é sorto un gioiello capace di brillare ancora oggi, seppure di un luce un po' maliconica ed offuscata dalla sua anima "commerciante".

In questo giorno, il Bucintoro, la nave dogale il cui nome ancora oggi lascia interrogativi, compiva il suo tragitto verso l'isola di Sant'Elena per consentire alla massima autorità delegata dal consiglio di rinsaldare questo legame. L'immagine di questo gioiello navale si presta molto bene al paragone con Bull Nakano sia per affinità etimologica (Kentaurus, un essere bovino forse presente nella decorazione di poppa) che per il valore intrinseco e la nobilità che esso rappresentava.

Ma la metafora più adeguata in realtà é quella della stessa sensa, il rapporto tra la stessa Bull ed il wrestling ha dato lustro ad entrambi, un matrimonio a tutti gli effetti, nella buona - soprattutto - e - anche - nella cattiva sorte.

Cattive compagnie

Al termine delle chūgakkō (il corrispettivo delle nostre scuole medie), Keiko Aoki non aveva intenzione di proseguire il suo percorso scolastico: a 15 anni era una ragazzina robusta nel fisico e nel temperamento, con una scarsa propensione a seguire le regole e ad ascoltare gli adulti. Per questo motivo i genitori la spingono a scegliere una carriera lavorativa a cui dedicarsi, nella speranza che possa apprendere il rigore e la disciplina necessaria per farsi largo nella società. La figlia a quel punto aveva due idee per il futuro: fare l'estetista o la wrestler come il suo idolo Antonio Inoki, passione ereditata dalla stessa madre che le organizzò il provino per la All Japan Women's Pro-Wrestling. Nel 1983 la principale compagnia femminile a livello nazionale stava consolidando la sua popolarità grazie alla nuova generazione di talenti capitanata dal trio Jaguar Yokota, Mimi Hagiwara e Devil Masami, mentre Chigusa Nagayo non era ancora l'icona in grado di spingere le più giovani a formare file oceaniche per convincere la dirigenza ad arruolarle nel proprio dojo.

Keiko venne assunta, ma la vita da novizia non era delle più semplici: la durezza e la durata degli allenamenti che comprendeva l'intera giornata feriale, la privava della quotidianità a cui era abituata ed al tempo stesso sottoponeva il suo corpo a sforzi ai quali non era abituata, tantomeno il dover rispondere a dirigenti e colleghe anziane, probabilmente l'aspetto più difficile da accettare per lei. Nonostante queste difficoltà l'abbiano penalizzata molto in questi inizi - portandola a fallire i primi esami di idoneità al debutto - é in quel momento che si forgia la sua ambizione, la stessa che la porterà a vivere per il resto della sua carriera il business come se fosse uno sport vero e proprio in cui affermarsi. A Settembre arriva il tanto sospirato nulla osta: il suo debutto viene organizzata nella sua prefettura di origine, Saitama, non molto distante dalla sua Kanagawa, motivo per cui molti suoi amici poterono assistere ai primi passi sul ring; il nervosismo iniziale per la tanta attesa si sciolse presto, dando il via all'avventura di Keiko Nakano.

Keiko Nakano vs Masami Yagishita & Mika Komatsu - 23 Settembre 1983, AJW (Toda City Sports Center, Saitama)

I primi 2 anni di praticantato la vedono lavorare principalmente con le sue coetanee come la stessa Komatsu e Yumi Ogura e mentre perfezionava le sue abilità tecniche, il sogno era quello di diventare una beniamina del pubblico, una sorta di idol come lo era stata Jackie Sato e come lo stava diventando la Nagayo. Ironia della sorte però, nella mente dei Matsunaga lei sarebbe dovuta diventare l'antitesi di questi personaggi, una cattiva da contropporre ad essi, anche in virtù del suo fisico. Se é vero che in quegli anni stava nascendo la più grande eroina della storia del movimento, parallelamente si stava formando la sua nemesi, nonché colei che diventerà la sua vera maestra: Kaoru "Dump" Matsumoto.

Formatasi all'ombra della Masami, Kaoru ne aveva preso il posto di leader delle antagoniste, portandone all'estremo i suoi precetti: l'uso delle risse fuori ring e delle scorrettezze viene amplificato aggiungendo armi sempre più vistose ed atteggiamenti ben oltre il consentito, a cui si aggiunge un look da ribelle estremamente riconoscibile quanto minaccioso, fatto di giacche di pelle, creste coloratissime e simboli vagamente richiamanti la cultura dell'ultra destra. Keiko viene assegnata alle Gokuaku Domei, la squadra nata dalla scissione delle Devil Gundan, le cui reduci vengono gradualmente trasformate da semplici lottatrici in body a teppiste vere e proprie dotate di nomi animaleschi, stessa sorte a lei destinata e dalla quale nasce l'appellativo con cui viene ancora chiamata, Bull.

Una decisione poco gradita dalla stessa ed in totale contrasto con i suoi sogni, ma il monopolio che lo Zenjo aveva sul mercato non le lasciava molta scelta, perdere il contratto con loro significava terminare la propria carriera nel mondo del wrestling. Un'opzione assolutamente non contemplata che la spinse ad accettare un'altra serie di sacrifici, tra i quali la rasatura di parte dei capelli per volontà della sua nuova senpai, principale responsabile non solo dell'acconciatura, ma anche dei trucchi sul viso che si riveleranno in seguito l'altra fetta del suo futuro successo.

A completare la trasformazione, l'arma: se molte delle colleghe di unit usavano ancora la mazza da Kendo o le catene - ricordando Masami - e la Matsumoto era arrivata ad usare addirittura una spada, la scelta della Nakano era ricaduta sui nunchaku - i tradizonali bastoni uniti da una catena - oggetto molto evocativo e scenografico che in breve tempo riesce a padroneggiare con sicurezza. A poco tempo dal suo reclutamente entra subito nel vivo delle storie principali del gruppo e questo comportava di conseguenza l'affacciarsi alla zona main event, con vista sul fenomeno mediatico, le Crush Gals.

Per tutto l'anno 1985, le ex campionesse Nagayo-Asuka avevano subito le angherie della nuova fazione, subendo imboscate ad ogni occasione buona: prima, durante e dopo i match, persino negli spettacoli televisivi estranei al mondo del wrestling veniva organizzati siparietti per portare avanti questa rivalità. Il primo grosso sfregio portato a segno dall'atrocious alliance era stata la vittoria dei titoli di coppia ai danni delle gals: grazie alle numerose interferenze, Dump e la partner Crane Yu si erano portate a casa le cinture, tuttavia il regno non durerà molto, poiché il capo banda dopo un appena un mese decise di bandire proprio l'ex lottatrice mascherata, massacrandola con violenza durante un incontro che eccezionalmente le aveva messe l'una contro l'altra. La Yu verrà comunque sfruttata dalla Matsumoto nel secondo momento cruciale della sua personale guerra alle due idols, ossia durante il primo dei due Kamikiri e venendo usata come sosia durante gli ingressi per consentire un attacco a sorpresa. Nonostante il conseguimento dello scalpo di Chigusa, Yu rimarrà comunque ai margini della compagnia, mentre di riflesso Bull scalava le gerarchie diventando di fatto la nuova numero 2 delle Domei a partire dal torneo Tag League the best, dove ancora una volta le due formazioni si sarebbero fronteggiate, stavolta in occasione della finale.

Dump Matsumoto & Bull Nakano vs Crush Gals - 10 Ottobre 1985, AJW

Anche in questa occasione il gruppo si era presentato min maschera per confondere le avversarie e come per i precedenti la situazione era prontamente degenerata in una rissa senza quartiere, tanto da costargli il primo dei 3 punti previsti a causa della squalifica chiamata dall'arbitro Jimmy Kayama, l'unico abbastana coraggioso da affrontare le teppiste. Un richiamo sufficiente a placare le intemperanze, ma il danno causato avrebbe avuto pesanti conseguenze su una due protagoniste: Lioness Asuka infatti era stata pesantemente colpita al ginocchio e per tutto il resto della segunda caida, finisce preda di Bull e dei suoi colpi; i soli 2 anni di esperienza quasi non si vedevano da quanto si trovava a suo agio sotto ai riflettori, seppure rischiando il lancio di spazzatura da parte delle inferocite tifose della Nagayo, totalmente annicchilite in quell'ultimo atto in cui il loro idolo, dopo aver lottato da sola a causa del forfait della sua alleata causa infortunio, venne costretta a dichiarare la resa da Kayama, preoccupato delle sue condizioni fisiche. Così tra i fischi e nella baraonda più totale, Bull aveva iniziato il suo percoso di specializzazione nella categoria, infatti poco tempo dopo arriverà anche la vittoria delle cinte, sempre assieme alla sua mentore: tra le due si era creato ormai un processo di osmosi, in parte com'era avvenuto con la "vecchia" Crane, ma rispetto a lei il pubblico percepiva quella sorta di carisma emanato da Bull, al quale contribuiva anche la freschezza delle sue movenze ed il coraggio di usare mosse rischiose dal paletto pur essendo dalla parte delle cattive. Le nuove campionesse si prenderanno il lusso di presenziare anche ad una piccola tournée negli Stati Uniti per la WWF, un anticipo di quello che sarà il futuro di Keiko, ma anche di altre sue colleghe negli anni successivi.

Il proseguo del 1986 tuttavia segnerà anche il cambio di rotta nella battaglia con le Gals, a partire dalla vittoria di Chigusa nella nella lucha de apuesta di rivincita dell'anno precedente e passando per una serie di trionfi nei diversi incontri a squadre disputati nel corso dell'anno, contese in cui spesso e volentieri la Nakano lottava per la maggior parte del tempo, essendo divenuta nel frattempo la performer più affidabile della comitiva, anche grazie alla notevole perdita di peso che l'aveva resa più fluida nelle movenze, ma senza che ci perdesse troppo in presenza scenica, grazie alla sua altezza sopra la media. Le risse ed il gioco di squadra rimarranno il suo terreno per altri 2 anni, periodo in cui legherà molto con l'altro nome di spicco delle Gokuaku Domei, Condor Saito, assieme alla quale duellerà a lungo con le Red Typhoons, l duo formato da Kazue Nagahori e da Yumi Ogura, ormai divenuta un'avversaria ricorrente nella sua ascesa al successo, accelerata dall'avvicinarsi della scadenza naturale delle carriere imposta dallo Zenjo: il limite di attività fissato per i 26 anni d'età incombevano su molte delle protagoniste di quegli anni, soprattutto sulle sue sodali, tant'é che nel 1988 arrivano al capolinea prima la Saito e poi la Matsumoto, sancendo in tutti i sensi la fine di un'epoca.

Ma i semi per la nascita del nuovo corso erano stati già saldamente piantati nel terreno e Bull ne rappresentava il germoglio più vicino alla maturazione e ironia della sorte una volta, un personaggio che sarebbe divenuto particolarmente amato partiva da un passato da antagonista. Rimanendo nella "sua" categoria tag ha la possibilità non solo di centrare il terzo trionfo (stavolta assieme a Grizzly Iwamoto), ma anche di interagire con le sue future rivali, nonchè top stars della compagnia: nel 1989 infatti aveva iniziato ad accompagnare l'ultima arrivata nell'atroce alleanza, una ragazza molto alta di origine mezza giapponese e mezza americana, molto simile a lei sia nel fisico che nel look; assieme ad Erica Shishido - che tornerà prepotentemente un paio d'anni dopo - sfida in più circostanze una coppia inneggiante agli states di nome Marine Wolwes, in cui militava una certa Akira Hokuto.

Da sola

Parallelamente però, la sua marcia in singolo si rivela inarrestabile: stravince il torneo Japan Grand Prix battendo la giovane Yumiko Hotta per ben due volte nel corso della competizione (e battuta pure in coppia, in occasione del primo show della AJW in Thailandia), tiene in ostaggio a lungo il titolo AJW, il terzo per importanza, per poi conquistare il secondo, la White belt, per arrivare al fatidico momento in cui l'ultima bandiera dell'epoca gals alza bandiera bianca: Lioness Asuka, come in quella finale di torneo, viene costretta a ritirarsi mentre era campionessa mondiale WWWA, lasciando il posto vacante e come successe durante la finale della Tag League, toccava a Bull raccoglierne oneri ed onori.

Bull Nakano vs Mitsuko Nishiwaki - 1 Aprile 1990, AJW (Korakuen Hall)

L'ultimo ostacolo per giungere alla top era rappresentato da Mitsuko Nishiwaki, altro nome della nutrita scena tag team, dove assieme a Yumiko Hotta formava le Fire Jets, la stessa coppia sconfitta a Bangkok due anni prima. Nulla di insormontabile e infatti si rivelò un match a senso unico: non ci fu un solo istante in cui Mitsuko riuscì a trasmettere la concreta possibilità di aggiudicarsi la contesa, la maggior parte della sua offensiva veniva scansata quasi con fastidio dall'ormai prossima campionessa, lo stesso trasmesso dal suo volto dopo meno di 10 minuti al momento dell'incoronazione da parte del presidente della federazione Touichi Mannen. Ancora una volta il suo personaggio aveva avuto la meglio sulle sue emozioni personali, ma paradossalmente proprio questa maschera molto diversa dal suo vero essere l'aveva resa il nuovo astro del wrestling femminile nipponico. Il tempo delle brave ragazze acqua e sapone era finito, il nuovo modello da seguire era quello delle bad girls.

Il primo passo della nuova reggenza portò ad un'ulteriore elaborazione del suo aspetto esteriore: la sua capigliatura si era fatta sempre più folta, per questo motivo venne elaborata usando una quantità impressionante di lacca per tenerla in piedi per il tempo sufficiente per completare la sua entrata in scena; al tempo stesso i costumi di scena abbandonano l'opacità del vecchio body nero in favore di costumi più elaborati, a volte su misura in base alla location o alla storia in corso e con il crescere della sua popolarità potrà in seguito concedersi alcune libertà personali utilizzando capi griffati dalle sue band musicali preferite (come i Megadeath). Il suo atteggiamento durante gli incontri rimase inizalmente immutato, ma gradualmente la resenza delle Domei a bordo ring viene a mancare, perché Bull non aveva bisogno di aiuti, era in grado di affermare il proprio dominio incassando qualsiasi tipo di offensiva senza mostrare il benché minimo cedimento, spesso causando alle rivali dropkick e cadere fuori dal quadrato senza alcuna protezione.

L'esclusione delle colleghe però porta in breve tempo alla fine del vecchio ordine per mano della nascente classe del 1986: Erica, la sua giovane assistente aveva assunto una nuova identità sotto lo pseudonimo di Aja Kong ed assieme a Bison Kimura si era apertamente ribellata alla capitana uscendo dal gruppo per fondare una propria squadra chiamata Jungle Jack, lanciando una prima sfida in occasione di Survival Shout, alla Korakuen Hall. Ad assistere la propria leader, l'ormai consolidata compagna Iwamoto, la quale assieme alla Kimura svolse il compito di carne da macello: fin dall'incipt, il tema di questa guerra si rivela essere il dualismo tra Aja e Bull e la volontà della prima di superare la propria senpai diventandone la versione moderna, ma senza dover attenderne il ritiro come avvenuto in passato. Il primo scontro sorrise alle novelle ribelli, ma si era trattato di una vittoria parziale ottenuta sull'anello più debole della catena e senza ver messo davvero in difficoltà il bersaglio grosso.

Le interferenza da parte del duo proseguono ai danni della Nakano, portando nel giro di un mese al primo incontro nella gabbia svolto a casa sua, a Saitama. La gabbia non é in grado di escludere dai giochi Bison e le armi che passava alla sua alleata, incluso il cestino della spazzatura usato occasionalmente dalla Matsumoto. Più della vittoria però, l'importanza di questo incontro risiede nella sua stipulazione: si trattò infatti del primo di una lunga serie di scontri nella gabbia che vedrà coinvolte le forze in campo e di cui Bull diventerà non solo la specialista, ma una vera icona grazie al match successivo svolto nel successivo Novembre, evoluto in forma di Chain Link Cage Match, con la cintura dalle 3 W in palio.

Bull Nakano vs Aja Kong (Chain Link Cage Match) - 14 Novembre 1990, AJW Wrestle*marinepiad II (Yokohama Bunka Gymnasium)

Ancora una volta il ruolo di protagonista della contesa venne svolto dalle armi, poiché la modalità di incontro prevedeva la presenza di oggetti vari legati da catene in cima al ring, ma ovviamente fuori dalla gabbia c'erano altre protagoniste secondarie pronte a fornire supporto e le Jungle Jack avevano provveduto a reclutare come aggiunta un'americana che da un anno si stava allenando in Giappone, un nome che avrebbe avuto un'enorme importanza in futuro, Madusa Miceli. Bull dal canto suo si era portata anche lei un supporto per evitare sorprese, le giovani rookie Kyoko Inoue e Tomoko Watanabe, per neutralizzare in parte le sortite nemiche, ma la rissa parte ancora prima di entrare dentro la struttura, prima in sala interviste e poi sullo stage durante gli ingressi, dove Aja voleva tagliare con una forbice l'ormai celebre cresta blu, ancora una volta richiamando la progenitrice dell'atrocious alliance. Le varie interferenze riescono ad indebolire solo temporaneamente la red champ, costringendo la Kong a tentare la strategia di indebolire le gambe per impedire la sua nuova finisher - il legdrop dalla terza corda - usando qualsiasi supporto, incluse una spranga di ferro ed un grande palo di legno. Ormai divenuta beniamina del pubblico a tutti gli effetti, Bull veste i panni dell'eroina in difficoltà, cercando di fuggire dalla gabbia legando la sfidante con una corda prima e poi con una catena. Ma invece di limitarsi ad uscire dalla gabbia, decide di usare il colpo di teatro: colpire Aja con un legdrop dalla cima, una mossa rischiosa e fatta da pochissimi wrestler in contesti speciali; dopo una momentanea e leggera perdita dell'equilibro, la Nakano giunge le mani per pregare e poi si lancia andando a segno e rialzandosi subito per scalare nuovamente la struttura metallica ed uscire in trionfo, portata in spalle dalle sue piccole assistenti.

L'episodio fa parlare di sé, diventando subito una pietra miliare della storia della AJW, ma la guerra con le Jack era ben lungi dal suo termine e come i predecessori era virata presto sul personale mettendo in palio i capelli delle contendenti in un hair vs hair di coppia tra le due dissidenti e l'alleanza maestra-allieva formata dalla Nakano e Kyoko Inoue: stavolta le ribelli non ebbero la soddisfazione di vincere almeno la prima contesa, finendo umiliate pubblicamente tra le lacrime della Kimura e la fiera ostinazione della Kong, ancora più determinata nel voler raggiungere il suo scopo. Nel frattempo però anche le altre componenti del roster iniziano a sfidare Bull in questi cage match, provando una dopo l'altra a sconfiggerla i quello che ormai era il suo ambiente naturale, inclusa una vecchia conoscenza dello Zenjo, la canadese Monster Ripper che proprio in un match di coppia dentro la gabbia (sempre contro le Jungle Jack) l'aveva tradita rivendicando di essere stata campionessa ai tempi della Yokota. Sconfiggendola, la Nakano, come la stessa Jaguar e Devil Masami e la Nagayo, aveva inciso il proprio nome a fianco delle più grandi di tutti i tempi e superando il primo anno da campionessa.

L'unica in grado di batterla nella "sua" stipulazione sarà Akira Hokuto nel 1992 - perlopiù aiutata dalle solite Aja Kong e Bison Kimura - nello stesso anno le 2 vengono mandate in Messico dai Matsunaga in virtù degli ottimi rapporti diplomatici con il Consejo Mundial de Lucha Libre, un viaggio non particolarmente gradito dalla Nakano in quanto ritenuto un palcoscenico non particolarmente appetibile e di difficile adattamente a livello linguistico e culturale. Malgrado l'iniziale difficoltà di adattamento, l'esperienza si rivela proficua: la Hokuto utilizzerà questo viaggio per costruire i suoi futuri successi, mentre Keiko viene quasi subito insignita del massimo alloro della federazione, aggiudicandosi prima una battle royal per il ruolo di prima sfidante al titolo e poi sconfiggendo la famosa Lola Gonzales, ma a parte i riconoscimenti troverà maggiore beneficio dal modo di lottare tipico della Lucha libre, molto meno improntato sulla forza bruta e sulla durezza dei colpi (aiutata anche dal fatto di lavorare spesso in parejas o in trios), riuescendo in parte a recuperare i diversi acciacchi che stava accumulando e che in parte stavano incidendo sulla sua forma fisica che stava tornando a virare verso forme più rotonde, similmente a quando aveva iniziato. Dopo un anno di reggenza da ruda invasora, renderà la cintura alle messicane venendo sconfitta da Xóchitl Hamada (la sorella maggiore di Ayako), non prima di aver chiuso i conti con la sua nemesi.

Nuove compagnie

Al suo ritorno in patria riprende a battagliare con le Jungle Jack ed in seguito anche con le Cachorras orientales,  la nuova formazione composta da Etsuko Mita, Mima Shimoda e guidata proprio dalla Hokuto. Aja, fallito il secondo assalto alla Red belt in Aprile e brevemente riunita alla sua mentore per fronteggiare la nuova minaccia, ottiene l'ultima possibilità di battere Bull alla fine di Novembre, a due anni dal loro celeberrimo Chain Link Cage match.

La Kong nel frattempo aveva rinforzato la propria corporatura in maniera massiccia in nome del proprio soprannome, ma questo non era stato sufficiente per garantirle una posizione di vantaggio su colei che da più di 1000 giorni deteneva la cintura principale della compagnia. Anche in questo ultimo scontro, dopo una pressante sfuriata iniziale era stata la campionessa a condurre le danze, facendo valere tutta la sua forza e l'ormai conslidato arsenale di mosse aeree con le quali aveva messo al tappeto tutto la concorrenza. Come 2 anni prima, il momento decisivo avviene al momento del legdrop: la mossa va a segno, ma Aja stavolta esce dallo schienamento ad una frazione di secondo dal conto di 3; incredula, Bull esegue nuovamente la mossa, ottenendo lo stesso risultato, di conseguenza va per il moonsault, l'altra mossa dalla terza corda con cui era riuscita a vincere in Aprile, ma senza riuscire a connettere. Aja, conscia della forza dell'avversaria - capace di resistere a ben 3 Uraken - va a sua volta sul paletto, ma invece di usare il suo solito diving elbow, ruba la mossa della campionessa, riuscendo finalmente a batterla e a superarla.

É la fine delle ostilità e nonostante i molteplici screzi avvenuti in tutto questo tempo, gli ultimi gesti di questa rivalità sono stati di solo rispetto, tra abbracci ed inchini reciproci. Per una notte, la kaijū si era mostrata umana e riconoscente nei confronti di chi le ha insegnato tutto quello che c'era da sapere e le aveva passato il testimone e la sua maestra aveva finalmente messo da parte la durezza del suo personaggio. Dalla sera successiva tutto sarebbe tornato al suo posto, una avrebbe ripreso il suo ruolo di mostro distruttore imponendo una nuova tirannia, l'altra avrebbe ripreso i consueti panni.

Con l'arrivo del 1993 e dell'era interpromozionale e soprattutto l'avvicinarsi dei 26 anni, gli orizzonti della Nakano in Giappone iniziano ad assottigliarsi: viene usata principalmente per riformare la coppia con Aja Kong, ma in veste di accompagnatrice e non più come protagonista principale, oppure negli incontri a squadre con le altre compagnie coinvolte (specie con la JWP), mentre in singolo il suo impiego é perlopiù di rappresentanza con gli altri grandi nomi offerti dalle altre realtà che si stavano consolidando, come Shinobu Kandori e la rediviva Devil Masami (ricreando un suggestivo incrocio con il passato). Incontri di grandissima qualità, ma lontani dall'avere un vero peso specifico nelle dinamiche interne alla AJW, insomma il trattamento riservato alle stelle considerate troppo anziane per il loro target di riferimento, ancora rivolto alle ragazzine più giovani. C'era ancora tempo però per un ultimo grande botto, quello che l'avrebbe condotta ad assumere una dimensione globale ed ancora una volta, si svolge in Novembre.

Agli inizi del 1994, la WWF le contatta per prendere parte ad alcune data del suo tour nel Sol Levante per cercare di vendere più biglietti coinvolgendo lottatori locali da affiancare alle proprie stelle. Ad affrontare Bull a Yokohama ed Osake é una vecchia conoscenza, la campionessa della categoria femminile Alundra Blayze, ossia la stessa Madusa Miceli che anni prima aveva incrociato brevemente e che aveva cambiato nome per la volontà di Vince McMahon di mantenerne i diritti d'immagine. La bionda si era cucita l'immagine di power and grace, una ragazza immagine bella, ma altrettanto forte, abile negli sport ed appassionata di motociclette. I 2 house show spingono i road agent a proporle altre apparizioni oltre confine, così in accordo con la dirigenza della AJW, Keiko inizia a girare con il "carrozzone wrestlingiano" per eccellenza, girando il mondo: Germania, Inghilterra, Canada e ovviamente negli Stati Uniti, dove effettua le prime apprizioni televisive per la trasmissione di punta della compagnia, Monday Night Raw, dove viene presentata come assistita come assistita di Luna Vachon, che in quel periodo stava cercando di togliere la cintura alla sua rivale. Per la maggior parte del tempo lavora assieme ad Alundra ed entrambe hanno modo di apprendere l'una dall'altra: l'ex campionessa WWWA le trasmette parte del suo bagaglio tecnico, l'ex Madusa invece la aiuta a capire i meccanismi degli incontri televisivi ed in generale ad ambientarsi oltreoceano.

There I met Bull Nakano. We started a rivalry and she was very new back then too. So her and I had amazing matches and her and I were able to do matches without even speaking to each other. That’s how beautiful of a dance that was. I owe so much to her. She’s incredible. That woman is incredible. And I would love to see her as a future WWE Hall of Famer. I will be there crying my eyes out.

Là (In Giappone) incontrai Bull Nakano ed iniziai una rivalità e lei era molto innovativa. Io e lei ci affrontammo in incontri stupendi tanto da riuscire a lavorare senza parlare. Era come una una danza. Le devo moltissimo, é davvero incredibile, quella donna é incredibile. Vorrei tanto che entrasse nella Hall of Fame della WWE, quando avverrà sarò in prima fila a commuovermi.

Madusa

La AJW vista la situazione decise di prendere la palla al balzo e di portare in scena questo dualismo per il suo show più imponente, Big Egg Wrestling Universe. Al Tokyo Dome vengono fatte convergere le migliori lottatrici di tutte le promotion giapponesi esistenti, alcune di esse coinvolte in un torneo apposito chiamato V-Top Tournament. L'altro piatto forte della serata per i 42.500 presenti, consisteva nella difesa della cintura femminile della WWF.

Alundra Blayze vs Bull Nakano - 20 Novembre 1994, AJW  AJW Doumu Super Woman Great War ~Big Egg Wrestling Universe (Tokyo Dome)

Pur non trattandosi del main event, anche per questo incontro non venne a mancare lo sfarzo destinato alle coreografie: al momento dell'entrata in scena della Nakano  partono una serie di macchine per il fumo e si alternano varie luci, mentre lei si esibiva nelle consuete movenze con i suoi nunchaku, mentre per l'americana, entra accompagnata da una banda di motociclisti sventolando la bandiera a stelle e strisce del suo paese. Paradossalmente gli ingressi durano quasi quanto l'incontro, una contesa quasi a senso unico dove la gaijin non era mai stata in grado di prendere misure della più esperta sfidante, trovandosi a cercare di sorprenderla con qualche sortita improvvisa e finendo vittima del patentato diving legdrop. Quando ormai sembrava che l'ambiente joshi non avesse più nulla da offrirle, ecco l'occasione di riuscire a fare qualcosa che gli altri grandi nomi non erano riusciti a fare, sfondare negli states. Nelle interviste post gara Alundra chiede ufficialmente alla nuova detentrice una rivincita in casa propria, evocando addirittura la possibilità di lottare nella cornice di Wrestlemania: i tempi non erano ancora maturi per uno spazio simile, pertanto le 2 si affrontarono nuovamente nel corso degli house show, per poi svolgere la rinvincita ufficiale il giorno dopo l'undicesima edizione. Alundra riesce a recuperare la cintura con un roll up dopo una decina di minuti, ma a fare scalpore é quanto succede al momento dei festeggiamenti, quando dal nulla debuttò ufficialmente Bertha Faye, il nuovo nome d'arte di quella Monster Ripper sconfitta in passato e che di fatto avrebbe preso il posto di Bull nel ruolo di heel principale della divisione. Quando si dice l'ironia della sorte.

Si tratta dell'ultima apparizione per la compagnia di Stamford, le notizie ancora oggi affermano che si sia trattato di un licenziamento in piena regola causato dall'arresto dei Keiko per possesso di droga (cocaina), tuttavia le poche fonti non rendono disponibile una documentazione sulla reale dinamica dei fatti, visto e considerato che la stessa avrebbe lottato nuovamente nel paese senza problemi e lo stesso successe in Giappone, paese molto poco tollerante nei confronti dell'utilizzo delle droghe. Il momentaneo ritorno in patria le offre una nuova opportunità di respiro internazionale poche settimane dopo: la WCW, in collaborazione con la New Japan Pro Wrestling, stava preparando in Nord Corea un super spettacolo ripartito in due serate, un'operazione diplomatica messa in atto proprio dall'idolo di infanzia della Nakano, quell'Antonio Inoki che nel frattempo era entrato in politica ed era molto attivo nell'ambito diplomatico. All'interno delle due serate, Bull ritrova Akira Hokuto, ormai diventata la lottatrice più popolare al mondo, con la quale fa coppia il primo giorno per poi affrontarla il secondo. Il poco spazio nell'economia generale non scalfisce l'entusiasmo di aver conosciuto la leggenda del puroresu e di aver potuto esibirsi di fronte a ben 150,000 spettatori, ad ogni modo questa sorta di angolo joshi convince la dirigenza della società di Ted Turner a provare a ricostruire il proprio roster femminile partendo dal Giappone, per questo motivo cerca di ingaggiare i migliori nomi del panorama e verso la fine dell'anno, a War World III va in scena un apprezzatissimo tag team che vede nuovamente le due icone fare squadra per affrontare le più giovani Cuty Suzuki e Mayumi Ozaki.

Delle 4, l'unica decisa a rimanere a lavorare per Eric Bishoff e soci é proprio la Nakano, la quale dopo poche settimane avrebbe nuovamente potuto lavorare con la sua "anima gemella" americana: il 18 Dicembre, Alundra si presenta a Nitro con la cintura WWF e la getta nella spazzatura, proclamando il suo passaggio in WCW con il suo nome d'orgine abbreviato, Madusa.

WCW Monday Nitro - 18 Dicembre 1995 (Augusta, Georgia)

La faida quindi riprende, con modalità a simili a quelle attuate dalla concorrenza, infatti anche qui a Bull viene affiancato un manager, Kazuo Sonny Onoo, il quale aveva radunato una gruppo di giapponesi con lo scopo di distruggere l'odiata cultura locale. Alla Nakano in questo caso viene anche offerto di parlare durante i promo, ma la traduzione di Sonny solitamente liquidava le sue frasi piegandole al suo personaggio, spesso storpiando il concetto di donna giapponese, indicandola come massaia silenziosa e sottomessa all'uomo, contrariamente alla figura emancipata di Madusa. Stereotipi, insomma.

Nel 1996 si affrontano diverse volte, la più bizzarra avviene durante il pay per view a tema motociclistico Hog Wild, dove vengono messe in palio le rispettive motociclette, con la la vincitrice che si sarebbe guadagnata il diritto di distruggere il veicolo della perdente. Un match breve, dove la beniamina di casa si prese la vittoria con la stessa modalità con cui vinse nuovamente il titolo ripudiato. Il programma si trascinerà perdendo gradualmente l'interesse del team creativo, così come in generale l'idea di puntare sulle donne in generale, ma molti addetti ai lavori erano molto interessati al loro lavoro, spesso prendendo spunto dalle combinazioni messe in scena. Gli elogi però non erano bastati a prolungare l'esperienza americana e Bull si apprestava a scrivere gli ultimi capitoli della sua carriera.

Di nuovo sola, di nuovo in compagnia

Al ritorno in Giappone trova piccoli spazi nella vecchia AJW, ma inzia a collaborare con l'appena nata Yoshimoto Women's Pro Wrestling Jd, il nuovo progetto messo in campo da Jaguar Yokota dopo un paio di anni di silenzio, dove ritrova l'amica Bison Kimura, con la quale avrebbe dovuto lavorare nel primo periodo per richiamare pubblico nell'attesa della crescita dei talenti più giovani. Un proposito infrantosi a causa del grave infortunio ai legamenti delle ginocchia riportato all'inizio del 1997: dopo 17 anni di carriera, la sua arma vincente era ormai fuori uso, complici anche le sue condizioni fisiche che avevano visto l'ulteriore incremento del peso corporeo, ormai incompatibile con il suo stile ancora incentrato sulle mosse dal paletto.

La prognosi si rivela un colpo durissimo a livello psicologico: l'idea di dover rinunciare alla sua unica passione e di non poter combattere ad alti livelli la distrugge, portandola addirittura a contemplare il suicidio. Decide quindi di tornare a casa dai genitori e ancora una volta, é la madre che cerca di indirizzarla consigliandole di prendersi un periodo di assoluto riposo e di provare a costruirsi in seguito una nuova vita al di fuori del business. Dopo un anno e dopo aver recuperato la piena mobilità, decide di tentare la carriera di golfista per la LPGA, partecipando con il suo nome di battesimo, in modo da voltare definitivamente pagina. I risultati non sono particolarmente eclatanti, ma la vita personale al contrario svolta felicemente, prima grazie all'incontro con il Kickboxer Daisuke Aokila, colui che si offre di offrirle la sua palestra per aiutarla a perdere peso, riuscendo in 6 mesi a ridurre la massa corporea di una trentina di chili e facendole raggiungere un aspetto mai avuto fino a quel momento. In seguito apre un bar a Tokyo nel 2010 , il Bull-Chan divenuto presto famoso grazie alla sua presenza ed alle sue performance con i vecchi Nunchaku e che rimane aperto per 9 anni prima di chiudere per volontà della stessa.

 

Anche la sfera affettiva trova sviluppi positivi, sfociando in un matrimonio da cui nascono 2 figli, ma la storia d'amore con il wrestling non é mai finita del tutto e una volta rimessasi in forze, decide di tornare come "voce fuori campo" nelle cronache di Samurai TV o nella serie di interviste realizzate alle personalità di spicco contemporanee come ad esempio Kana e Kairi Hojo, ma anche come personaggio esterno, seppure con qualche piccola incursione per celebrare il ritiro di altre leggende, come nel caso di Manami Toyota (una delle tante che era passata sotto i suoi colpi prima di diventare grande) o collaborando con il vecchio nemico numero 1, Chigusa Nagayo e le sue giovani apprendiste. L'apparizione più clamorosa é avvenuta nel 2017, ancora negli U.S.A. per l'indipendente Rise, dove é rimasta all'angolo di Kris Wolf nella sua lotta contro Shotzi Blackheart, la quale dal canto suo aveva a fianco l'antica rivale Madusa.

Un anno di collaborazione sufficiente a ripercorre la sua storia personale, con tanto di rivistazione a parti invertite della sua rivalità con l'amica/nemica e successiva rinascita in salsa anglofona delle Gokuaku Domei.

Perché come per Venezia e la sua laguna, anche per Bull ed il wrestling si tratta di un rapporto simbiotico: senza di esso Keiko non avrebbe realizzato i propri sogni, ma senza di lei il wrestling femminile non avrebbe raggiunto il suo apice di popolarità all'epoca. E forse neppure i traguardi di oggi

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