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World Wonder Ring Stardom
Attualità | By Poppo • 22-05-2021
Image Credits: World Wonder Ring Stardom

Sull'onda del suo decimo anniversario tenuto ad inizio anno, la Stardom ha prolungato la sua operazione nostalgia: nella battle royal di apertura si erano rivisti alcuni nomi un tempo abituali come Yoko Bito e Miho Wakizawa o la stella dei primi tempi Yuzuki Aikawa, ai quali si sono aggiunte vere e proprie meteore apparse durante il decennio difficilmente riconoscibili se confrontate con le immagini di repertorio. Haruka Yuuri lotta ancora oggi con il nome di HARUKAZE e si può dire che stia vivendo il fiore degli anni essendo maturata molto a livello fisico - aspetto divenuto parte integrante del suo personaggio - ma al tempo stesso la sua vitalità la porta a dimostrare un'età inferiore alle sue 32 primavere.

Dell'altra ragazza apparsa quella sera invece, non si hanno avuto notizie per circa 6 anni: oggi ha 23 anni, ma sembra sia passata un'eternità, tanto che il suo aspetto nasconde qualsiasi parvenza di colei che sarebbe dovuta diventare il nuovo volto della categoria High Speed e forse qualcosa di più. Ma i suoi sogni di gloria invece sono stati interrotti bruscamente per ragioni poco chiare, l'ennesima pagina opaca di quell'annus orribilis corrispondente al 2015.

La settimana scorsa Koguma ha effettuato il suo secondo ritorno agli ordini di Rossy Ogawa stavolta in via ufficiale: é intervenuta per salvare Mayu Iwatani da un tentativo di pestaggio per mano dell'Oedo Tai e in un attimo é passata dalle esclamazioni di sorpresa dei presenti alle parole di scherno di Natsuko Tora, la quale le ha prontamente riservato una serie di battute sulla sua massa corporea (quella che ormai sta diventando tristemente la "cura Momo Watanabe").

Inizio della riscossa o di una nuova vita da gregaria? Di sicuro non potrà vivere della breve - seppure intensa - gloria passata.

Better to burn out

Koguma si era aggregata silenziosamente alla brigata allora guidata da Nanae Takahashi agli inizi del 2013, un gruppo che nel corso del primo biennio stava costruendo la prima classe di esordienti che aveva preso parte ai primi spettacoli e che man mano stava iniziando ad aggiungere talenti come Kairi Hojo, arrivata sempre nel corso del primo anno di vita della Stardom ma che aveva dovuto attendere l'annata successiva per iniziare a lottare.

La nuova recluta viene messa subito sotto con il lavoro e le viene dato il via libera per il debutto in Inverno dove sostanzialmente effettua il percorso comune a tutte le altre, effettuando piccole esibizioni con le colleghe più esperte. Finito il rodaggio però, continua ad affrontare ostacoli impegnativi dovendosi scontrare con avversarie che facevano della potenza il loro punto di forza: Alpha Female, Hiroyo Matsumoto, Yoshiko, Yuna Manase e la stessa Nanae; altra routine "di formazione" ma si rivela anche un modo per fare emergere le sue qualità principali rappresentate dalla sua agilità abbinata ad una bassa statura supportata però da una muscolatura che le permetteva una certa esplosività nei movimenti.

Un aspetto che viene preso fortemente in considerazione, tant'é che in poco tempo gli incontri che la vedono coinvolta, molto spesso infatti veniva inserita in contesa a più persone come 3 way o trios in squadra, rappresentazioni dove la velocità ed il ritmo sostenuto e privo di soste la facevano da padrona. Un comune denominatore inizia ad essere anche la presenza di Kairi, sia in veste di compagna di tag che di rivale come successo in un'occasione piuttosto importante: in Luglio sbarca in Giappone la leyenda de la lucha libre, il Doctor Wagner, assunto per una settimana di allenamenti con le ragazze e per una piccola esibizione mista che l'avrebbe visto affrontare Tatsuhito Takaiwa in arte Black Tiger assieme ad altre 4 ragazze; a venire scelte sono Kairi e Mayu Iwatani da una parte, dall'altra Takumi Iroha e appunto Koguma.

Un attestato di fiducia confermato dagli incontri successivi dove inizia a frequentare stabilmente il nucleo più talentuoso del roster e seppure rimanendo un passo indietro ad esse a livello di status, in relazione ad età e l'esperienza il bilancio dopo poco più di 365 giorni di carriera prometteva molto bene. Forse qualcosa di più a giudicare da quanto accaduto il 22 Febbraio 2015, il giorno del suo match più importante, quello per il titolo High Speed detenuto da Io Shirai, reduce da un lungo ed intenso regno da campionessa mondiale che l'aveva proiettata ai vertici di una compagnia in cui la zona main event si stava affollando grazie al crescente successo di altri due nomi importanti come Act Yasukawa e l'allieva prediletta di Nanae, Yoshiko.

Quella sera Koguma non solo regge in pieno i ritmi forsennati della minore delle sorelle Shirai, ma esibisce il meglio del proprio repertorio per sfidarla sul suo stesso terreno, culminando con una doppia sequenza di Yoshitonic, la prima dal paletto e la seconda per rovesciare un tentativo di powerbomb, così fulminea da sorprendere pure l'ex campionessa e portare a casa il primo titolo e la palma di miglior match di quella che dovrebbe essere la sera della sua consacrazione.

Eppure qualcosa riesce a guastare quel momento, il main event di fine serata, quel maledetto Seisan match in cui Yoshiko massacra intenzionalmente Act Yasukawa, terminando di fatto la sua carriera e causando un gravissimo danno d'immagine all'azienda e la successiva frattura tra Ogawa e Nanae ricomposta - corsi e ricorsi storici - solo grazie al recente anniversario. Una macchia che mette in secondo piano la sua affermazione, ma che di riflesso porta alcuni benefici grazie alla scelta forzata da parte della Stardom su chi avrebbe dovuto sostituire le stelle perdute: toccherà alle nuove 3 moschettiere, Mayu, Io e la piratessa Kairi; quest'ultima ormai aveva iniziato a fare coppia fissa con Koguma, un sodalizio rinforzato dall'arrivo 2 mesi dopo della californiana Chelsea assieme alla quale nascerà il trio delle Candy Crush, un gruppo che ottiene - complice l'ennesima riassegnazione - le cinture di categoria, le Artist of Stardom.

A 17 anni già bicampionessa, un'ascesa veloce, un futuro sulla carta radiosa per una performer già molto peculiare nel suo modo di interpretare ed innovare l'High Speed  proposto prima da Ogawa nelle sue Neo Ladies e reintrodotto in Stardom proprio nel suo anno di debutto.

Tutti buoni propositi bruciati nel giro di appena 2 settimane.

Fade Away

Il 17 Maggio alla Korakuen Hall Koguma difende la cintura dall'assalto della messicana Starfire, gaijin che da un anno a quella parte frequentava con una certa costanza la promotion e che si era associata alla banda dell'Oedo Tai che aveva cambiato anch'essa forma e leader dopo il Seisan e ancora prima passando da semplice aggregatore di straniere guardaspalle di Kyoko Kimura a gruppo eterogeneo di cattive.

L'incontro rispetto agli standard ricorda più il periodo in cui Koguma affrontava i giganti, una contesa molto fisica in cui la stessa interpreta l'underdog ma senza esibire le sue manovre più spattacolari, cercando piuttosto di sorprendere l'avversaria con folate più semplici ma improvvise. Con il passare del tempo però a mettersi in mostra é quasi solo la messicana, i cui colpi si fanno sempre più intensi e l'offensiva sempre più incisiva della giapponese, tanto da arrivare a chiudere con una combinazione che non ammetteva repliche, la leggendaria Splash Mountain seguita dal suo Package Driver.

Kris Wolf celebra con la compagna la vittoria del titolo (ironia della sorte le progenitrici del gruppo che l'ha riaccolta 7 giorni fa), mentre Kairi e Chelsea accompagnano l'amica a braccia negli spogliatoi. Nessuno poteva immaginare che non si sarebbe più rivista calcalre un ring per moltissimo tempo.

La settimana successiva la Stardom rilascia un cominicato in cui viene annunciato il licenziamento della ragazza: vengono addotte "diverse violazioni del codice comportamentale interno" senza ulteriori specificazioni, il suo blog su Ameblo non viene più aggiornato, le cinture Artist inizialmente vengono ignorate per poi tornare vacanti in Ottobre e su di lei cala il silenzio più assoluto.

Un mistero difficile ancora adesso da decifrare, frutto della scarsità di interviste postume e della difficoltà ad accedere ad altre possibili informazioni personali attraverso i canali social (il profilo Twitter della ragazza ad esempio é in modalità privata), un mistero di cui si spera di capire le cause grazie a questo ritorno di fiamma avvenuto in un momento in cui la Stardom (pur con tutte le sue contraddizioni) sta facendo i conti con il proprio passato.

La stessa cosa che é chiamata ora a fare Koguma: togliersi di dosso non tanto i chili in eccesso quanto la ruggine e - soprattutto - i rimpianti di ciò che sarebbe potuta essere la sua carriera.

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