Calle joshi

Match | By Poppo • 04-07-2020

Si può dire che le ultime due settimane sono state all'insegna del marchio Shirai: Mio ha rilasciato un'intervista tradotta in inglese per The Joshi Podcast dove ha ripercorso i fatti salienti della sua carriera, mentre qualche giorno fa la più famosa Io ha messo in scena una clamorosa reunion con la sua storica guida, Kana (oggi conosciuta come Asuka); un ritrovo clamoroso non tanto per le dinamiche interne al terzo brand della WWE (dove per qualche motivo essere giapponesi o messicani porta solo a fare coppia con i propri connazionali), quanto per aver rimesso di fronte senpai e kōhai molti anni dopo la separazione dovuta dall'approdo di Io in Stardom.

Pur avendo iniziato a lottare assieme, da diverso tempo le strade delle sorelle Ōdate invece da tempo hanno preso direzioni diametralmente opposte e se la minore continua a calcare il ring come lottatrice, Mio ha appeso gli stivaletti al chiodo (causa serio infortunio al collo dovuto ad una caduta eseguita erroneamente) dedicandosi al ruolo di madre, ma rimanendo nel business come arbitro part-time per la Ice Ribbon.

Un parallellismo affascinante, specie vedendone l'evoluzione passo dopo passo.

Tuoni e mostri

Nel 2010 i due tuoni viola (ossia la traduzione letteraria di Shirai) si stavano facendo le ossa in giro per il Giappone lottando come freelance in varie compagnie e all'interno di show autoprodotti da singoli soggetti. Le esperienze forgianti come i viaggi in Messico ed America e l'idea delle Triple Tails sono ancora lontane, per il momento quella con Kana è solo una collaborazione fruttuoso più a livello di booking: è infatti lei a gestire gli ingaggi più grossi in Wave e JWP ed è sempre a nome suo che trovano spazio per allenarsi a Tokyo, dove trovano il loro vero allenatore, nonchè di fatto il vero datore di lavoro, Tomohiko Hashimoto.

L'ex judoka, conosciuto anche per aver interpretato il ruolo di Monster Freddie, a quel tempo era molto attivo nel settore, dove organizzava e gestiva diverse etichette indipendenti dove si esibivano i suoi assistiti, forte soprattutto dell'associazione con il suo socio, il leggendario Big Van Vader, mastodontico lottatore pluridecorato sia nel Sol Levante che in America con il quale aveva creato una parallelamente la sua agenzia di booking per i lottatori. Oltre alla sua compagnia più famosa, la Apache Army (in qualche modo erede della FMW), uno dei marchi di fabbrica più ricorrenti degli show organizzati era il Team Vader Vader Time, ed erano eventi il cui titolo omaggiava la catchphrase più famosa dell'ex Triple Crown champion che si svolgevano sempre alla Shinjuku FACE di Tokyo e dove tra i nomi coinvolti si possono trovare vecchie glorie come Tatsumi Fujinami e Masato Tanaka ed altri giovani che oggi sono tra i top name mondiali come Kota Ibushi e Kenny Omega.

Proprio in uno di questi eventi (il quinto per la precisione), si tenne la prima sfida "ufficiale" in singolo tra le due sorelle.

Trova le differenze

Fino ad allora le due ragazze avevano lavorato assieme nella maggior parte degli incontri: in quelle occasioni si trattava sempre di tag team, trios (spesso assieme a Kana rivaleggiando contro alla Revolution Amandora di Kyoko Kimura) o incontri a squadre; non sempre si trovavano nella stessa squadra, in quello stesso anno poco alla volta avevano iniziato a trovarsi contro, anche solo nel ruolo di spalle delle protagoniste principali delle rivalità correnti.

Io Shirai & Kana vs Mio Shirai & Basara - 18 Giugno 2010 FUKUMEN MANIA ROCOCO MANIA-1

Dopo circa tre anni di attività entrambe stavano mostrando miglioramenti costanti, senza tuttavia aver ancora sviluppato uno stile proprio, ma adattandosi ad assecondare le varie personalità con cui interagivano e concentrandosi più sull'aspetto coreografico del lottato, perciò questa era un'occasione per mettersi alla prova e di essere la parte portante della narrazione.

Mio Shirai vs Io Shirai - 29 Aprile 2010, Team Vader Vader Time 5 ~ Return Of The Emperor ~

Le regole dell'incontro prevedevano l'obbligo di vittoria da parte di una delle due contendenti solo attraverso lo schenamento o per sottomissione, ergo niente count out o squalifiche.

Il match inizia con alcuni scambi di chain wrestling basilare in cui le due cercano di utilizzare tecniche speculari come se fossero entrambe davanti allo specchio; ad ottenere i primi takedown sarà Mio, prendendosi così il ruolo di forza dominante dell'incontro grazie alla maggiore forza fisica e dando quindi l'impressione di essere la più esperta per via della maggiore età (questo nonostante la stessa affermerà tempo dopo di averci messo molto più tempo della sorella ad adattarsi al mondo del wrestling).

Di contro Io non si perde d'animo inizando a cercare di lavorare sempre da terra la maggiore, attaccandone la gamba sinistra e paradossalmente pagando invece a caro prezzo quella che sarà la sua specialità, le manovre aeree; fin dal primo running dropkick viene respinta con decisione da Mio, finendo sempre vittima dei suoi calci. La sorellina però non rinuncia ad esibire da subito questa parte del suo repertorio, comprese le movenze usate per evitare le mosse nemiche, sicuramente ad una velocità minore rispetto ad oggi, ma mostrando già di essere pienamente sicura di sè.

Il lavoro di Mio invece è meno evidente, però è altrettanto efficace, denotando una maggior concentrazione sul versante della psicologia, infatti appena riesce a riprendere il controllo della contesa applica subito un armbar al braccio sinistro della rivale, quindi la parte superiore rispetto a quella in cui aveva subito in precedenza, per poi spostarsi sulla schiena e le gambe mediante l'applicazione di una Boston Crab. Il pubblico però reagisce più animatamente non appena Io decide di lanciarsi su di lei fuori ring dalla terza corda con un Flying Crossbody, da perfetta Baby face.

Successivamente si vede la sequenza che ancora oggi si vede usare da parte della ex pluricampionessa Stardom: la 619 seguita dalla sua versione del Tiger driver e chiusa dal Moonsault, quest'ultima mossa però non va a buon fine, così come avverrà per la tentata 630° e per la Frog splash finale. Tutte le volte trova come risposta un calcio in testa di intensità crescente in quelo che diviene sempre di più uno scontro testardo di stili.

Alla fine però arriva la beffa: Mio esegue l'unica sua mossa acrobatica di tutto l'incontro un Sunset flip laterale che coglie totalmente impreparata la sorella più giovane consentendole di vincere il loro primo duello.

Per quella sera, la sostanza vince sulla forma: una lezione che la giovane Io terrà ben presente nei successivi incroci.
 

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