Calle joshi

Recensioni | By Poppo • 18-05-2020

Dopo la prima sconfitta patita per mano di Tsukasa Fujimoto, la seconda tappa del personale Okibariyasu di Saki Akai viene stabilita in concomitanza con le finali del D-Ou Grand Prix, il torneo annuale della DDT giunto alla sua terza edizione e che ha visto tra i partecipanti anche Chihiro Hashimoto. Se il match contro Tsuka rappresentava un perfetto incrocio tra la tradizione e la contemporaneità, la prossima avversaria è invece un personaggio storico della scena joshi a tutti gli effetti: Sakura Hirota.

Quando si parla di lei, la prima parola che viene spesso associata è cosplay: recentemente su Youtube gli highlight del suo incontro con Kana (oggi rimossi) avevano superato il milione di visualizzazioni; si può parlare di effetto Kana certo, ma rispetto ad altri incontri ben più famosi disputatti dall'attuale Asuka, ha ottenuto una notorietà decisamente più alta e merito di ciò non può che dipendere dall'unicità della riproduzione messa in campo dalla Hirota (con tanto di finto seno spropositato). Chissà se Chigusa Nagayo, la mentore a cui Sakura ha fatto da spalla comica durante il corso della sua militanza in GAEA, aveva già immaginato il successo che avrebbe ottenuto quando le assegnò questa gimmick; solitamente questi personaggi venivano interpretati da lottatrici ritenute carenti sotto il profilo tecnico ed era un modo come un altro per intrattenere il pubblico durante i primi incontri della serata (un esempio su tutti Numacchi, lottatrice della All Japan Women's Pro-Wrestling che lottava vestita da operaia, con tanto di elmetto e pala).

Si, ad inizio carriera Sakura Hirota faceva anche match "seri"

Eppure dopo più di quindici anni di carriera, qualche merito bisogna pur riconoscerglielo, perchè se è vero che non è mai andata oltre questo ruolo, è altrettanto vero che ha saputo interpretarlo dandogli sempre quel tocco di goffa spontaneità in grado di strappare una risata a prescindere dal fatto che si tratti del cosplay di Meiko Satomura o di quanto interpreta sè stessa, magari della solita Eiger.

La sfida per Saki si sposta quindi su un versante diametralmente opposto al primo incontro, quello del comedy e in un certo senso della personalità, dovrà infatti dimostrare di poter interagire senza farsi mettere in secondo piano dalle stramberie della rivale, facendo quello che in passato hanno fatto altri grandi nomi oltre ai già citati, da Aja Kong fino a Hikaru Shida.

La press conference di presentazione (svoltasi alla fine di un evento della Wave) fa già capire quale sarà lo spirito di questo incontro, inoltre introduce due protagonisti inattesi: Kino e Megu, i due figli di Sakura; per l'occasione infatti, la povera madre non ha trovato nessuno in grado di badarli, perciò dovrà portarli con sè, sperando di trovare qualcuno all'interno del palazzetto in grado di occuparsene. Effettivamente nello spogliatoio della DDT c'è solo l'imbarazzato della scelta!

Battute a parte, potrebbe trattarsi di una trappola: non è la prima volta che i figli partecipano ad un evento di wrestling, tanto che una volta in Ice Ribbon sono rimasti pure coinvolti durante il match della madre contro Miyako Matsumoto, in quello che è stato un vero scontro tra prime donne del comedy.

Il babysitter designato è Antonio Honda, un nome perennemente invischiato nelle storie più demenziali delle wrestling femminile Giapponese a tal punto da renderlo il nome perfetto per l'occasione.

What you waiting for?

Per tutta la conferenza stampa Saki ha mantenuto un attegiamento accomodante nei confronti della sfidante, ma al tempo stesso distaccato: è la padrona di casa, ma il suo obiettivo è vincere l'incontro per equilibrare la serie. Lo stesso atteggiamento viene mantenuto durante il suo ingresso sul ring, totalmente concrentrata sull'obiettivo. Ma le buone intenzioni finiscono dopo diversi minuti dall'attacco della musica di ingresso di Sakura Hirota: non si fa viva; Saki inizia ad innervorsirsi chiedendo all'aribtro spiegazioni, ma di colpo riparte "What you waiting for?" e subito appare la sua imitazione, Sakura Akai. La reazione spaventata della vera Akai è più divertente del prevedibile cosplay, tanto da farle perdere l'aplomb e la sua compostezza da modella.

La fine di questa entrata-passerella però non coincide con l'inizio dell'incontro, c'è un altro elemento di distrazione: sono Kino e Megu, intenti a giocare nel loro box con i Lego; talmente adorabili da attirare l'attenzione dell'arbitro, sicchè il match non può iniziare. Ormai Saki è una furia, lo richiama per iniziare distraendosi e subendo l'umiliazione di lasciare la prima mossa alla Hirota.

A questo punto inizia il solito campionario di buffonate da parte di Sakura: prova per la milionesima volta la camminata sulle corde, rovinando a terra per la milionesima volta; poi prova la sua scomposta headbut, trovando come al solito il piede dell'avversaria. La Akai decide quindi di ripagarla con la stessa moneta eseguendo la stessa sequenza della headbut, con la differenza che il suo colpo va a segno. Per il pubblico non c'è dubbio: è lei la cattiva della storia, non si può lottare seriamente contro Sakura, perciò partono i primi fischi. Inutile dire che quest'ultima per uscire dalla fase di dominio avversario si affida al suo attacco più scomposto, il Kancho, la tecnica perfettamente immortalata da Kenny Omega proprio in DDT.

Come l'avrebbe definita Tony Fusaro? pistolata della morte o ditata californiana?

Infine viene sfoderata l'arma risolutiva della Hirota, quella che, ci si creda o no, le ha garantito molte delle sue vittorie più importanti: cadere accidentalmente addosso all'avversaria!

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Finita la sequenza di "mosse infernali", arriva un inatteso aiuto in favore di Saki: dal box Antonio Honda fa presente un problema piuttosto urgente, ossia che Kino ha il pannolino tutto bagnato e servono quindi le attenzioni della madre. Le due avversarie convengono quindi di accelerare l'incontro e chiuderlo quanto prima; Saki prende l'iniziativa e, non senza malizia, prima utilizza lei stessa il Kancho e poi chiude la pratica con la sua Rookie Awards. La serie adesso è in parità, 1-1.

Più di tutto fa sorridere il fatto che in questa serie che doveva essere anche una condivisione del mondo DDT con atlete provenienti da altre realtà ci sia finita una performer molto più in linea con questo contesto di molte altre. Certi aspetti del comedy proposto dalla promotion infatti erano stati anticipati dalla stessa Sakura agli inizi della sua carriera, dunque questo match può essere visto come un (breve) omaggio nei suoi confronti.

Prima di correre dalle sue creature, la Hirota prende la parola e con il suo solito modo buffo augura Okibariyasu alla Akai. Ne avrà bisogno, perchè la prossima rivale sarà Rina Yamashita. E ci sarà poco da scherza stavolta.

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