Calle joshi

Match | By Poppo • 09-06-2020

Il modo di dire che fa da titolo a questo articolo si può prestare a diverse interpretazioni: solitamente si usa per sottolineare il poco ritegno di una persona che si sta mettendo in ridicolo, però in alcuni casi può invece dare merito a chi non ha paura di dire o fare qualcosa di azzardato.

Kia Stevens quando le venne assegnato il ringname di Amazing Kong (poi trasformato nel più conosciuto Awesome Kong) pensò inizialmente che si trattasse di un nome poco consono, quasi offensivo, ma decise di tenerlo e di cercare di costruirci lo stesso attorno il suo personaggio, così da ricavare qualcosa di positivo da una situazione potenzialmente negativa. Probabilmente non immaginava che avrebbe dovuto fare uno sforzo ulteriore qualche tempo dopo, ossia cercare di tirare fuori il meglio da un personaggio che distribuisce fiori al pubblico.

PRIDE or not?

Il 2004 è stato l'anno delle Kong:alla storica Aja si era affiancata appunto la sua - più giovane - versione americana, la quale inizialmente l'aveva sostituita facendo il suo debutto assoluto sul ring due anni prima (in occasione uno show della AJW in cui affrontò Yumiko Hotta), per poi affrontarla in GAEA per celebrare i 9 anni della promotion e formando infine un tag team basato sul rispetto reciproco. La forza fisica, l'aspetto imponente delle due sommato al Palmarès complessivo sono elementi che forniscono la chiave delle rispettive carriere: per il pubblico sono state le due Kaijou più rappresentative di tutto il panorama, due mostri indistruttibili ed inarrestabili; ma non era questa la visione di Nobuhiko Takada.

In quello stesso anno vedeva la HUSTLE, una compagnia nata come costola della PRIDE Fighting Championships, sigla legata al mondo delle arti marziali miste famosa soprattutto per essere riuscita ad assoldare veri e propri pezzi grossi del mondo MMA come Fëdor Emel'janenko, Wanderlei Silva e Quinton "Rampage" Jackson. L'obiettivo della HUSTLE era quello di inserirsi anche nell'ambiente del puroresu sfruttando l'ormai nota simbiosi tra i due mondi che era culminata anni prima con la collaborazione tra New Japan e UWF. Quello però che mise in piedi l'ex fighter Takada però fù di segno diametralmente opposto non solo a questa concezione del business, ma anche rispetto a qualsiasi compagnia operante in quel periodo; il suo sguardo infatti volgeva interamente verso l'America: occorrevano storie accattivanti alle quali il pubblico potesse affezionarsi, ci dovevano essere vere e proprie stable composte da buoni e cattivi molto marcati e gli stessi personaggi dovevano essere fuori dalle righe, a prescindere dal loro background.

Il primo a dare l'esempio fù lo stesso Takeda, il quale assunse la gimmick del Generalissimo, ossia il capo di una fazione di freak intenti ad invadere la compagnia.

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Nobuhiko Takada, un misto tra Mr Bison di Street Fighter ed il colonnello Gheddafi.

Il più controverso di questi personaggi fù invece HG, abbreviazione di Hard Gay, un nome che lascia facilmente intuirne la direzione creativa, cementata dal suo ingresso sul ring sulle note di La vida loca di Ricky Martin, dalle movenze macchiettistiche e dalle continue allusioni di tipo sessuale. Il riscontro fù immediato e catalizzò l'attenzione delle cronache dell'epoca, tuttavia non senza polemiche.

HG in azione

Ad accompagnare questi personaggi vennero ingaggiati diversi lottatori di grande successo, sulla falsariga della PRIDE: i locali Masato Tanaka, Toshiaki Kawada, Devil Masami e soprattutto star di livello internazionale come Kevin Nash e Scot Hall e addirittura per il primo show venne arruolato Bill Goldberg.

GAEA e Fiori

Pur non essendoci una vera divisione femminile, molte ragazze vennero assunte con l'intento di farle lottare tra di loro, ma soprattutto di proporre incontri di tipo intergender, una modalità ancora poco considerata e perlopiù malvista anche dagli stessi lottatori.

Oltre alla già citata Masami e la ragazza immagine Yinling (chiamata anche Erotic Terrorist, altro nome che non lascia spazio all'immaginazione) vennero ingaggiate diverse ragazze dalla GAEA: una di queste era Ayako Hamada, le altre due furono proprio Aja ed Amazing Kong.

Hamada, figlia del Gran Hamada pioniere della contaminazione tra Giappone e Messico era una delle giovani realtà del panorama Joshi e in quel periodo aveva già messo in bacheca diversi titoli importanti come il WWWA title in AJW ed il AAAW Single title in GAEA, ossia le più importanti cinture in circolazione, inoltre era stata per anni il volto dell'emergente ARSION, la sigla fondata proprio da Aja Kong e dal giovane Hiroshi "Rossy" Ogawa. Proprio in virtù della sua compagnia di origine le venne affibiata come gimmick iniziale quella di Arsion Z.

Le due Kong non saranno così fortunate: il loro tag rimase in piedi, ma avrebbe assunto una connotazione inimmaginabile, quella di due ingenue Kawai ignare della loro forza fisica ed estramemente amichevoli con il pubblico e con le stesse avversarie a tal punto da non saper quasi lottare. Se l'americana poteva anche concederselo essendo ancora alle prime armi, per Aja era diverso: per anni aveva dominato le scene delle più importanti federazioni, per di più nel periodo di maggior visibilità nella storia del wrestling femminile giapponese. Paradossalmente tocca quindi a Kia aiutare la sua maestra in questa metamorfosi, mettendo da parte il lottato in favore delle pose, della mimica e dell'acting. Da questo difficile lavoro nascono quindi due nuovi personaggi: Aja si trasformò in Erica e Kia invece assunse il nome di Margaret.

Le tre finiranno per lavorare assieme, del resto in passato avevano avuto già modo di lavorare assieme, specialmente Aja e Ayako si erano scontrate molte volte, prima in Arsion (quando Ayako era solo una ventenne) e nello Zenjo.

Un match natalizio

Erica & Margaret vs Dokuron Z & Jaguar Y - 24 Dicembre 2005, Hustle House Christmas Special (a partire dal minuto 38)

Uno dei picchi di questa rivalità venne raggiunto in occasione dell'evento Hustle House Christmas Special svoltosi la vigilia di Natale del 2005: dopo una serie di sconfitte per mano Erica, Arsion Z si trasforma magicamente in Dokuron Z una lottatrice vestita come il famoso LA Park, in omagio alle sue origini messicane. La responsabile di questa sua trasformazioneera stata la sua compagna in questo incontro, la veterana ed ex volto della AJW, Jaguar Yokota, anche lei mascherata per assecondare la compagna. Le due lolite entrani in scena ignare di tutto questo, belle sorridenti con i loro coloratissimi body rispettivamente rosa e giallo e con il loro cestino di fiori che Margaret consegna ai presenti.

L'incontro è un concentrato di tutto quello che non si vedrà mai più in nessun altro contesto: quanto mai è ricapitato di vedere le due behemoth mettersi a piangere dopo aver subito uno schiaffo? O non riuscire a mettere a segno nessun colpo per la maggior parte del tempo? Ogni commento tecnico rischia di essere superfluo, eppure dietro a questo semplice esempio di comedy innocente c'è un lavoro di decontestualizzazione notevole se considerato il contesto e l'epoca in cui si svolge.

Come spesso succedeva nei loro incontri in HUSTLE, le due Kong con il passare dei minuti prendono consapevolezza dei loro mezzi ed inizieranno man mano a rispondere a colpi avversari arrivando a mettere a segno anche qualche combinazione come gli splash all'angolo. Questo leit motiv le porterà anche a vincere i titoli di coppia (unificati) e rimanere campionesse per diverso tempo, ma in questo caso è Hamada a prendersi la sua rivincita personale a suon di balletti strafottenti.

Per le sconfitte comunque non ci sarà nulla di cui doversi vergognare.

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