Calle joshi

Kana Pro
Match | By Poppo • 03-06-2020
Image Credits: Kana Pro

Sette anni fa, durante un pomeriggio autunnale, una ragazzina fa il suo ingresso all'interno del palazzetto dello sport di Hiroshima accompagnata dal fratello.

Konami Takemoto all'epoca aveva 18 anni ed era in procinto di completare il suo percorso di studi nella nativa Fukuyama, città situata nella zona portuale della prefettura; per la prima volta ha l'occasione di vedere dal vivo la sua lottatrice preferita: Kana.

Una passione di famiglia

Fin dal terzo anno di liceo Konami aveva praticato arti marziali miste con lo scopo dichiarato di poter gareggiare e vincere contro i ragazzi della sua età; proprio come la controversa Kana, la stessa donna che ha diviso il ring con atleti del calibro di Minoru Suzuki, Mikey Whipwreck, Tajiri e Naomichi Marufuji e quell'essere bizzarro chiamato Kikutaro. Il fratello più grande invece non è uno sportivo praticante, ma un semplice appassionato di puroresu che partecipa dal vivo agli eventi quando ne ha la possibilità e quel giorno c'è un evento prodotto dalla stessa Kana con la sua sigla indipendente la Kana Pro. Consapevole delle passioni nutrite dalla sorella, decide non solo di portarla con sè, ma di arrangiarle un provino vero e proprio. Missione che va in porto sotto tutti i fronti: riesce a parlare con Kana e la stessa si dichiara entusiasta dell'interessamento da parte di Konami, perciò quando lo desidererà potrà iniziare ad allenarsi con il suo staff; o meglio, quando ne avrà la possibilità.

Konami e Syuri presso la palestra Burst di Tokyo.

La fredda Tokyo

Un anno dopo Konami ha lasciato la città nativa per trasferirsi nella capitale ed iniziare la sua carriera da pro wrestler; per ottenere la benedizione dei suo genitori ha dovuto prima completare gli studi superiori e mettere qualche soldo lavorando per un convenience store. La sua vera formazione si svolge quindi presso la palestra BURST gestita da Kei Fujii, lo stesso che seguirà la sua parte di preparazione atletica. Ma la sua stella polare rimane Kana, a tal punto che alcuni articoli dell'epoca si lanciano - chi più, chi meno - nel paragonare le due e tutti convengono nell'affibiarle l'etichetta di "discepola numero 1 di Kana". La sua strada ormai è tracciata e di questo ne è felice, anche se la nuova città non le piace molto in quanto "fredda e con pochi volti amici". Il volto benigno della maestra intanto può bastare, anche perchè dopo qualche mese da già il suo assenso al debutto sul ring.

Allo specchio

Il 25 Febbraio si va in scena: come da tradizione la rookie al suo primo vero match affronta la sua senpai in una breve esibizione. Ma Kana e la tradizione non sono mai andati particolarmente d'accordo, di conseguenza il match andato in scena è molto diverso dai debutti standard che si vedono ancora oggi.

A differenze di molte altre veterane dallo stesso lignaggio, Kana non si pone in una condizione di nettà superiorità sulla sua più giovane rivale, anzi la "vende" consentendole da subito un primo tentativo di lavoro alla gamba e soprattutto consentendole a più riprese di rispondere, spesso con mosse e movenze similari. Molte novizie passano gran parte del loro primo match a terra a subire prese di sottomissione, Konami ne subisce qualcuna, ma solo per poterle consentire di trovare uan contromossa con la quale ribalta la situazione, come se fosse un incontro di arti marziali miste, seguendo i dettami del nuovo corso iniziato da Kana anni prima.

Eppure al realismo proposto si contrappone una coreografia perfettamente studiata: Konami attacca le gambe, Kana rovescia a sua volta in un'altra presa alla rispettiva gamba nemica, Konami cerca di colpire il braccio, Kana fa altrettanto, Konami inzia a rifilare schiaffi, Kana la schiaffeggia. bastano solo 6 minuti per far comprendere che l'etichetta di allieva sta molto stretta alla ragazza venuta dal mare, a tal punt che subito dopo aver ceduto alla Chicken Wing si rialza subito rifilando uno schiaffo alla maestra. La lezione sembra appresa e già superata.

Ma al rientro nel backstage la tensione agonistica si scioglie in un pianto sommesso tra le braccia del suo allenatore, dopodichè la sua dichiarazione alla stampa sarà:

Avrei voluto fare di più. Ero contenta che tutti mi incoraggiassero, ma ho il rimpianto per non essermi potuta potermi muovere come pensavo", ha detto sulla ragione delle lacrime

Quando le chiedono il motivo delle sue lacrime risponde

Voglio essere una lottatrice che tutti possono sostenere

Idee chiare insomma, molto più di quanto si possa supporre.

Da lì a qualche mese Kana deciderà di trasferirsi in America firmando per la WWE. Per Konami Tokyo tornerà ad essere una città fredda, ma allo stesso tempo potrà trovare un nuovo percorso di formazione, più personale, dimostrando di aver imparato l'unica vera lezione lasciata dalla sua insegnate: great minds think alike, though fools seldom differ.

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