Calle joshi

Storia | By Poppo • 07-11-2020

All'interno di queste pagine si è parlato in precedenza del binomio tra il mondo joshi ed i videogiochi, sottolineando principalmente come esso - finché è durato - rappresentasse in un certo senso il radicamento della disciplina all'interno della cultura popolare.

Un discorso simile si può intraprendere anche per quanto riguarda la presenza delle lottatrici all'interno della scena cinematografica: ai giorni nostri Dwayne Johnson e Dave Bautista rappresentano l'esempio più clamoroso - in termini di visibilità - di transizione dal ring alle cineprese, mentre per anni lo sono stati Hulk Hogan e Roddy Piper; anche le joshine in tal senso sono riuscite a togliersi le loro soddisfazioni, ma la cosa più interessante di queste loro escursioni è il loro ruolo ed il tipo di rappresentazioni a cui hanno preso parte, tutti elementi che in un certo senso descrivono molto bene i periodi di gloria e quelli bui attraversati dal movimento in questi anni, non a caso i nomi coinvolti sono tranquillamente annoverabili tra i più importanti del passato e del presente.

1977 - The Beauty Pair: makka na seishun

La traduzione di makka na seishun equivale a una gioventù spontanea e all'inizio della pellicola viene mostrato un tag team match tra 4 giovani ragazze: da una parte ci sono le villain Yumi Ikeshita e Shinobu Aso, dall'altra due eroine che si stavano facendo largo nel cuore delle loro coetanee, Maki Ueda e Jackie Sato, meglio conosciute come Beuty Pair. Nonostante gli effetti sonori aggiunti in post produzione (che ricordano i film dei nostri Bud Spencer e Terence Hill) ed un'ampia parte recitata, si tratta di un vero e proprio documentario riguardante la più celebre coppia prima dell'avvento delle Crush Gals che per molti versi prendono spunto da questo duo nato non all'interno del quadrato, ma in teatro: dopo un'esibizione del loro gruppo Roses of Versailles in cui Jackie interpretava il otokoyaku (ossia impersonava un uomo) e Maki la musumeyaku (ruolo femminile) viene deciso di assemblare questo duo per via della loro forte presa sul pubblico, la dirigenza della AJW era a talmente convinta del loro potenziale da fargli vincere le cinture di coppia al loro debutto.

L'investimento - di cui questo documentario commissionato a Makoto Naitô faceva parte - ripagherà con gli interessi visto che le due riusciranno a portare ben 13.000 persone ad assistere al loro primo faccia a faccia, merito soprattutto della loro carriera parallela di cantanti, tanto da raggiungere la top 10 nazionale con la loro hit Kakemeguru Seishun, qui proprosta come tema principale della colonna sonora e proposta generalmente al termine di tutte le loro esibizioni. Per la prima volta delle wrestler erano riuscite a fare breccia nell'attualità dello spettacolo. L'esperimento verrà replicato in modo seriale dalla AJW nel 1993 con una serie di VHS dedicata ad alcune top stars come Manami Toyota, Takako Inoue e Yumiko Hotta dove si alterneranno scene di vita mondana ad incontri tratti dagli house show.

Al termine del match inizia il racconto vero e proprio che mescola alla trama fittizia che vede le due ragazze perdere il primo incontro e preparare la rivincita sulla scia di Rocky, una serie di elementi biografici reali come ad esempio l'iniziale carriera da cestita di Jackie (dovuta alla sua altezza fuori dal comune, almeno in Giappone) ed il bullismo subito da Maki ai tempi delle scuole. Come nella famosa pellicola di Rocky, il duro lavoro e l'amicizia consentiranno alle due di vendicare la sconfitta patita dalle rivali Black pairs e chiudere con un happy ending sulle loro stesse note che continueranno ad intonare ancora negli anni a venire, inclusi alcuni revival negli ultimi anni, seppure portati avanti dalla sola Maki, poichè la vita della povera Jackie si è spenta a soli 40 anni per via di un tumore.

Unica consolazione deriva dal fatto che la sua Beautyfull determination le consentirà di fare la storia prima confermandosi come una delle campionesse WWWA più longeve di sempre e poi fondando a sua volta una delle compagnie di importanti dopo lo Zenjo, la JWP.

The Beauty Pair: makka na seishun - 1977, Makoto Naitô

1981 - ...All the Marbles (California Dolls)

Agli inizi degli anni 80 l'interesse per il wrestling femminile arriva in quel di Hollywood grazie ad uno dei cineasti più controversi dell'epoca, Robert Aldricht, regista e produttore del film Quella sporca dozzina; da sempre attento alle tematiche relative alla condizione delle donne ed ai temi di attualità politica e sociale, decide di realizzare una pellicola (prodotta e distribuita da MGM) incentrata sulla carriera in ring di due ragazze californiane (Vicki Frederick e Laurene Landon rispettivamente Iris e Molly) e del loro manager, interpretato da quel Peter Falk più conosciuto per essere stato protagonista della famosa serie del tenente Colombo.

I tre protagonisti intraprendono questa nuova carriera dopo essere caduti in disgrazie per motivi diversi e per tutta la durata del film cercheranno - stando alle parole del regista - di recuperare oltre alla gloria, il rispetto e la fiducia per sè stessi; un'altra storia di riscatto che anche in questo caso inizia con una sconfitta da parte delle antagoniste principali per poi procedere sui binari della graduale rivincita. All'interno di questo percorso si svolgono una serie di incontri e per il secondo di questi il casting puntò sul reclutamento di due vere lottatrici che dovevano avere sufficiente credibilità senza però sovrastare le protagoniste sia dal punto di vista fisico che da quello tecnico, aspetto curato e coordinato dalla pioniera del wrestling americano Mildred Burke; la scelta ricade su due stelle sempre parte della All Japan Women, Mimi Hagiwara e Jumbo Hori; entrambe potevano vantare una specializzazione in tag match e se la Hori lo rimarrà anche nel proseguo della sua carriera, la farfallina bianca di fusariana memoria era riuscita a ritagliarsi anche delle soddisfazioni in singolo (in quel periodo deteneva la seconda cintura dello Zenjo, la All Pacific belt) merito principalmente della sua avvenenza e del suo saper interpretare la beniamina del pubblico.

Al tempo stesso la loro assunzione era funzionale per richiamare il pubblico giapponese nelle sale, tuttavia i loro nomi non sono menzionati durante il film - e se è per questo i loro personaggi non assumono alcuna identità - ad ogni modo questa trasferta americana contribuirà ad accrescere la loro visibilità e nel caso della Hagiwara rappresenta il picco assoluto della sua popolarità all'interno di una carriera relativamente breve. Al contrario il film nonostante un discreto riscontro di critica, le vendite al botteghino non riuscirono a ripagare pienamente i 7 milioni di dollari di budget stanziato, sicché l'iniziale progetto di sequel venne messo da parte e mai più ripreso.

...All The Marbles - 1981, Robert Aldricht

1992 Ningen kyōki: Ai to ikari no ringu (A Human murder weapon)

Takashi Miike era ed è un regista estremamente prolifico soprattutto per la sua volontà di accettare produzioni a bassissimo budget pur di mettere in scena progetti di suo gradimento e spesso orientati sui temi della violenza o dell'horror alternativo. A Human murder weapon nè è un perfetto esempio, un lungometraggio basato sull'omonimo manga di Ikki Kajiwara ed ambientato nel mondo dei combattimenti clandestini di cui il protagonista (chiamato Karate Kid e interpretato da Sylvester A. Anderson ) si trova a dover lottare per guadagnarsi da vivere nonostante rappresenti fonte di grandi sofferenze: in passato infatti si era innamorato di un'allieva del suo stesso dojo, ma per via delle rigide regole della struttura dovette abbandonarla prima di sapere che fosse rimasta incinta; le relazioni complicate sono il motore della trama, infatti l'attaule amante del protagonista viene rapita e costretta a lottare per la FMW in una serie di incontri in cui è in gioco la propria integrità fisica e sessuale.

L'acronimo non è inventato, si tratta proprio di quella Frontier Martial Wrestling fondata da Atsushi Onita, il quale conoscendo il regista aveva proposto di fornire la propria organizzazione come base delle riprese per ottenere visibilità, riuscendoci anche grazie ad un cameo in cui interpreta sè stesso. Oltre a lui viene coinvolta tutta la federazione, in partciolar modo la divisione femminile: a interpretare l'ex fidanzata di Karate Kid fu niente meno che il volto della compagnia, Megumi Kudo, mentre ad affrontare la ragazza in pericolo (ruolo ricoperto da Chika Matsui) in uno dei combattimenti toccò alla sua rivale Combat Toyoda.

Il volontario anticonformismo della produzione non diede grossi riscontri in termini di pubblico, così il film rimane ad oggi un prodotto estremamente ancorato alla filmografia del suo regista ed al suo seguito di cinefili.

A human murder weapon - 1992, Takashi Miike

2000 - GAEA Girls

23 anni dopo la Sato, tocca alla sua "erede" Chigusa Nagayo prendersi i riflettori di un documentario targato Kim Longinotto e prodotto dalla BBC.

Le cose però sono molto cambiate dagli spensierati anni 70 ed il nuovo millennio ha stravolto la scena: la AJW si stava avviando verso un inesorabile declino causato dalle nuove compagnie che cirolano, tra le quali la GAEA condotta proprio dalla sua ex stella; il pubblico pur rimanendo numeroso vede sempre meno ragazzine - vero fulcro degli anni d'oro - popolare i palazzetti, ma molte ancora cercavano di sfondare nel duro mondo del puroresu memori delle grandi imprese delle Gals: molte di queste, come Saika Takeuchi e Wakabayashi vedranno il proprio sogno trasformarsi in un incubo sotto forma di allenamenti in pieno stile Full Metal Jacket con Chigusa nella parte del sergente Hartman; l'unica che resisterà alla durissima selezione diventerà una leggenda in grado di perdurare fino ai giorni nostri ed è il caso di Meiko Satomura, ma il tono ed il vero fulcro della narrazione si focalizza principalmente sui dolori e le sofferenze delle prime (come raccontato precedentemente sempre tra gli articoli passati) e nemmeno il finale apparentemente felice è in grado di togliere il senso di ansia ed empatia per le sofferenze da loro patite.

Un ritratto lontano anni luce dal manifesto pop delle Beauty pair fatto di buoni sentimenti ed atto ad incoraggiare le giovani ad avvicinarsi alla disciplina, seppure le reazioni negative suscitate provvengono a tuttora dai paesi all'infuori del Giappone, tant'è che la Nagayo ha continuato tranquillamente ad allenare (oggi sotto l'emblema della Marvelous) mantenendo prevalentemente gli stessi metodi di addestramento.

Resta comunque un ritratto estremamente fedele delle ultime grandi adunate registrate dgli spettacoli joshi, come dimostrato dalla copertura ottenuta dalla rivalità (appena accennata qui) tra la stessa Nagayo e la sua ex socia Lioness Asuka che porterà in seguito a quello  he ad oggi è ancora il match più seguito nella storia del movimento.

GAEA Girls - 2000, Kim Longinotto e Jano Williams

2009 - Surî kaunto (Three count)

Di solito nei film appare - all'inzio o alla fine - la dicitura "tratto da una storia vera", ma in questo caso si può dire che la realtà ha tratto spunto da questo sceneggiato vagamente di ispirazione musical e totalmente incentrato sul mondo del wrestling ed interpretato da sole lottatrici. O quasi.

Al centro del racconto un club di wrestler si trova a dover raccogliere fondi per rimanere attivo, così la proprietaria, ossia la storica Kyoko Inoue e la sua assistente Emi Sakura si attivano per reclutare nuove iscritte. Per il ruolo delle novizie venne fatto un casting tra le idols della zona in cui veniva girato il film, ossia a Saitama, sede peraltro della Ice Ribbon, promotion fondata 3 anni prima dalla stessa Sakura; la scelta ricadrà su alcune componenti del gruppo Muscle Venus, due in particolare: Tsukasa Fujimoto e Hikaru Shida, con quest'ultima che otterrà una delle parti principali, ovvero quello dell'allieva prodigio che dovrà sollevare la situazione del club attraverso i suoi combattimenti che, guarda caso, avvengono all'aperto con l'ausilio di soli materassini anticipando di molti anni la Gatoh Move.

Le due ragazze, assieme ad un'altra loro collega, Miyako Matsumoto, per l'occasione vengono invitate presso il dojo della Ice Ribbon per fare pratica ed imparare le tecniche di base. tutte e tre sceglieranno di abbandonare le carriere precedenti per dedicarsi esclusicamente al wrestling, con ottimi risultati: Tsukasa è diventata la figura reggente della Ice Ribbon nonché la diretta erede della leggendaria Manami Toyota, mentre Hikaru dopo aver ottenuto grandi successi in Giappone (pur portando avanti il suo ruolo di attrice anche grazie ai suoi spettacoli chiamati MAKAI) da un anno è sbarcata in America sponda AEW, dove attualmente è campionessa.

Quando la realtà supera la fantasia.

Surî kaunto - 2009, Shoji Kubota

Ai nostri giorni, con l'avvento di realtà come Netflix ed Amazon Prime e soprattutto con i cinema chiusi a causa della pandemia, bisogna "accontentarsi di apparizioni all'interno di produzioni seriali come i telefilm; in tal senso è da accogliere positivamente la comparsata delle ragazze della TJPW all'interno dello sceneggiato S.W.A.T. prodotto dalla CBS.

Una buona notizia, con l'augurio che possa dare visibilità alle ragazze coinvolte e che si possa tornare in sala il prima possibile.

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