Calle joshi

Storia | By Poppo • 12-07-2020

La carriera di Mariko Yoshida da il senso della ipotetica parabola intrapresa dal wrestling femminile nipponico: nata come timida allieva del dojo della All Japan Women's Pro Wrestling ed esplosa grazie all'onda lunga dei nuovi movimenti formati verso la fine degli anni novanta fino ad assurgere al ruolo di leggenda da export con la vittoria del titolo femminile del CMLL e alle numerose apparizioni nei territori indipendenti del Regno Unito nel finale di carriera

Un pesce grande in uno stagno che man mano è andato a restringersi, ma che lei stessa ha provato ad espandere occupandosi della formazione dei nuovi talenti, alcuni dei quali sono oggi colonne portanti del mondo joshi.

Una ventata d'aria fresca

Alle porte del nuovo millennio il grande gigante, la AJW era ormai ridottto ai minimi termini a causa del calo di popolarità della disciplina unito ad una scriteriata gestione economica che avrebbe portato alla bancarotta nel giro di pochi anni a venire. Rimanevano quindi a spartirsi  il mercato le storiche rivali della JWP, l'emergente GAEA ed una serie di altre piccole realtà, tra cui la Arsion, quella fusione tra il bagaglio tecnico delle arti marziali miste e la Lucha libre voluta dall'eterna Aja Kong e dal giovane Hiroshi "Rossy" Ogawa. In questo nuovo disegno Mariko doveva ricoprire il ruolo di allenatrice delle giovani trainee, grazie alla sua età non troppo avanzata ed alle sue riconosciute doti di technician, ma a conti fatti finirà con il divenire il cuore e l'anima della compagnia, ancora di più della giovane prescelta Ayako Hamada, di Akino e Kaori Yoneyama.

In questa parte di documentario vengono proposti spezzoni della vittoria di Mariko dello Zion Tournament su Ayako Hamada nel 1998

A stroncare l'ormai popolare etichetta sarà - ancora una volta - una scellerata gestione delle finanze, in grado di bruciare i ricavi degli show sold out nel giro di pochi anni, tanto da venire acquisita da Yumiko Hotta e rinominata in atoZ nel 2003. Il cambio di società non stravolge il ruolo della donna ragno, la quale rimarrà la trainer di riferimento, tuttavia Mariko voleva sfruttare la sua crescente popolarità ed allo stesso tempo espandere la sua mission di creazione e valorizzazione dei nuovi volti da inserire nel panorama.

Con queste premesse decide così di fondare nel 2005 la sua promotion, la IBUKI la cui traduzione letteraria è respiro, o per dirla con le parole del comunicato ufficiale "una porta aperta alle donne di tutto il mondo per iniettare nuove energie nel mondo del Pro Wrestling femminile".

Una storia che si ripete

la prima a rispondere all'appello della Yoshida è Kyoko Kimura: la futura regina dei death match a due anni dal suo debutto stava iniziando ad esplorare territori esterni alla JWP e nella fondatrice di questa nuova realtà vede una potenziale maestra per poter evolvere le proprie abilità parimenti alla sua personalità (già all'epoca molto marcata). Il vero serbatoio di talenti però arrivava dalla atoZ, infatti il doppio ruolo della presidentessa le consentiva di poter gestire le atlete da ambo le parti e scambiarle nei modi ritenuti più opportuni; grazie a questo viavai approdò una giovane ritenuta estremamente promettente, il suo nome è Ayumi Kurihara.

Saranno questi due nomi il centro focale degli spetttacoli allestiti dalla compagnia, tutti rigorosamente svolti nella città di Tokyo (salvo pochissime eccezioni)  con cadenza mensile e denominati da una semplice numerazione. Il primo di questi si svolse il 5 Giugno 2005 e come main event propose un incontro di coppia tra il duo formato dalla Kurihara e dalla Kimura contrapposto a quello di Mariko Yoshida e da un ospite d'eccezione, la lottatrice MMA Megumi Fujii. Un filone quello delle arti marziali miste che sarà l'altro filo conduttore del reclutamento delle lottatrici.

Mariko Yoshida & Megumi Fujii vs Kyoko Kimura & Kurihara Ayumi - 5 Giugno 2005, IBUKI #1

Per essendoci alla base l'idea di ricreare l'atmosfera di "invasione" tipica dell'era interpromozionale,con le due lottatrici esterne nel ruolo delle cattive, con tanto di stipulazione apposita che prevedeva l'assegnazione di punti per ogni pin fall o sottomissione l'incontro si rivelerà un monologo da parte delle due padrone di casa, in particolare la spiderwoman terrà una vera e propria lezione di tecnica facendo cedere entrambe le avversarie grazie alla sua terribile eleganza nel lavorare gli arti inferiori.

Per la futura madre di Hana però sarà solo l'inizio di un percorso che la porterà ad afermarsi come uno dei nomi di spicco in circolazione: sfiderà più volte la Yoshida, sempre in tag e riuscendo con il passare delle contese a giocarsela alla pari con la più esperta rivale, fino alla sfida in singolo in occasione del primo anniversario della compagnia, stavolta un best 2 of 3 falls.

Mariko Yoshida vs Kyoko Kimura - 17 Luglio 2006, IBUKI 1st anniversary

Dopo una soffertissima prima caduta in cui Mariko le distrusse letteralmente la gamba destra risucendo a farla cedere nuovamente, Kyoko si riprenderà vincendo di rapina il secondo round e strappando la vittoria finale con un Big Boot di pura adrenalina andando oltre i danni subiti. Questo match rappresenta la sua prima vera affermazione convincente, cui ne seguiranno molti nel corso della sua carriera, inoltre segnò il passaggio di consegne con la fondatrice che da quel momento inizierà a defilarsi mettendosi pienamente al servizio delle nuove promesse da lanciare, assieme ad altre collaboratrici occasionali come Command Bolshoi e Kaoru Ito, sua vecchia conoscenza ai tempi dello Zenjo.

In una compagnia priva di titoli e trofei (salvo l'eccezione del torneo svolto nel 2008 in cui era in palio sostanzialmente la gloria personale), l'unico modo di affermarsi era quello di mettere su la miglior contesa possibile e per permettere ciò la formula era la ormai consueta miscela di tra gioventù ed esperienza.

La godzillessa e le sue sorelle

Ad un anno dalla nascita della promotion fece il suo debutto assoluto uno dei nomi ad oggi più decorati in circolazione: Hiroyo Matsumoto; colei che verrà rinominata Lady destroyer da Emi Sakura era infatti allieva di Mariko Yoshida nonchè parte fin dai primi giorni della compagnia.

Mai Ichii vs Hiroy Matsumoto - 19 Marzo 2006, IBUKI #6

Fin dal suo breve debutto contro Mai Ichii (altra novizia proveniente dal mondo del Kickboxing), Hiroyo aveva mostrato una buona dose di fisicità esplosiva, tanto da meritarsi un trattamento diverso da altre trainee ottenendo da subito alcune vittorie ed un minutaggio sul ring sempre maggiore con il passare degli spettacoli.

Un altro personaggio di spicco formatosi in IBUKI è stata Natsuki Tayo, la spettacolare High-Flyer ammirata per anni in Stardom al fianco di Nanae Takahashi lottò diversi incontri, anche se spesso il suo ruolo era quello di semplice sparring partner per l'avversaria di turno essendo ancora una freelancer agli inizi e non avendo ancora fatto intravedere le sue incredibili doti di agilità e creatività che farà vedere nelle sue annate migliori.

Purtroppo tra le tante giovani speranze c'è stata anche qualcuna che si è persa per strada in modo irrimediabile: è il caso di Chiemi Kitagami, giovanissimo prospetto proveniente dalla atoZ e ritrovata senza vita nel suo appartamento nel 2005 dopo una lunga depressione circondata da ombre legate all'uso di farmaci specifici prescritti appositamente e rivelatisi inefficaci e forse ancora più dannosi. Farà in tempo a disputare il main event del secondo evento in coppia con la Yoshida, la stessa con la quale avrebbe dovuto lottare nel corso dello spettacolo successivo, che però si terrà nove giorni dopo la sua morte, trasformandolo in una cerimonia di commemorazione segnata dalle lacrime di Mariko durante l'apertura. Una tragedia resa ancora più terribile se si pensa che il nome che Chiemi si era scelta per lottare era Mirai, che in giapponese significa futuro.

La foto ricordo di Mirai esposta in occasione di IBUKI #3

La rappresentante delle arti marziali miste più nota ad aver lottato per la compagnia fu Atsuko Emoto, pupilla di Akino anch'essa rimasta nel giro di collaborazioni dopo la chiusura della Arsion ed osservatrice molto abile nello scovare talenti tra le fighter trasfrmandole in wrestler a tutti gli effetti. In particolare Atsuko legherà fortemente con Kyoko Kimura e come lei verrà gradualmente promossa nelle gerarchie interne fino ad incrociare le armi subito dopo il primo anniversario, in una faida incentrata sulla rissa allo stato pur che proseguirà fino all'ultimo giorno della compagnia.  Entrambe guadagneranno reputazione e credibilità grazie a questi scontri, in particolare la Emoto riuscì a far vedere un lato più serio della sua personalità, molto distante da quello comedy interpretato sotto la maschera di Bullfight Sora. Come Tomoka Nakagawa uscirà da questa esperienza facendo gruppo proprio con Kyoko, dando vita a quella Revolution Amandora vista in altri lidi.

L'elenco potrebbe tranquillamente continuare includendo le tante comparsate fatte dai nomi più disparati: dalle transfughe della morente Gaea, Meiko Satomura e Toshie Uematsu alla presidentessa della Wave  Yumi Ohka e poi la giramondo Emi Sakura, Lin Byron, Leon e Shuu Shibutani altro nome che faceva spesso capolino nei match di cartello negli ultimi due anni.

Insomma una vera e propria palestra grazie alla quale molte lottatrici hanno potuto crescere ed affermarsi gradualmente in un momento in cui stavano venendo meno le forze portanti che in passato avevano trascinato il movimento nella sua età dell'oro. Un'età che maluguratamente la IBUKI non raggiungerà mai pecuniariamente, tanto che dopo meno di cinque anni chiuderà definitivamente i battenti dopo un'ultima annata già distinta per la forte incertezza economica.

Molti nomi legati alla IBUKI hanno preso parte all'evento di ritiro di Mariko Yoshida nel 2017

Mariko proseguirà la sua carriera di lottatrice per altri 7 anni congedandosi dal mondo del puro sfidando proprio la sua ex allieva Hiroyo Matsumoto e chiudendo con l'ultimo abbraccio da parte di molte delle ragazze, leggendo e non, che hanno preso parte a questa sua avventura, questo respiro breve ma intenso.

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