Calle joshi

Storia | By Poppo • 19-12-2020

25 Luglio 1999, alla Korakuen Hall va in scena Tournament Sky, spettacolo organizzato dalla Arsion, compagnia che da poco aveva superato l'anno di vita sotto l'egida guida della fondatrice Aja Kong ed il suo presidente Hiroshi Ogawa, i quali seppur con diverso peso specifico, avevano vissuto in prima persona gli anni d'oro del movimento joshi e che si trovavano per la prima volta a lavorare in proprio.

Due visioni molto diverse di concepire la disciplina, a volte in grado di amalgamarsi tra di loro, altre (molte altre) in aperto conflitto: la convivenza durerà solo per un altro anno e mezzo e la conseguente rottura coinvolgerà anche alcuni membri del roster fedeli all'ex asso della AJW, ma che farà in tempo a creare un prodotto in grado di interpretare l'attualità aggiungendovi sfaccettature anche innovative e che si possono intravedere proprio in questo periodo che si può definire di messa a punto delle proprie dinamiche esterne.

Conflitti generazionali irrisolti

Un primo dettaglio da annotare di questo evento é la presentazione iniziale con il roster al completo allineato al centro del ring. Sarebbe la consuetudine usata dalla maggior parte delle promotion passate e presenti, eppure la Arsion inizialmente allestiva delle vere e proprie sfilate (nel vero senso della parola, a volte a scopo pubblicitario) utilizzando la propria sigla di apertura come sottofondo (Feel it) ed annunciando una per una le lottatrici presentandole per nome e per numero di licenza attribuito dalla stessa società. L'inizio del primo anno di vita, il consolidamento dell'immagine aziendale unito ad esigenze organizzative metterà fine a questo componente scenico.

L'incontro di apertura invece si rivela una scelta molto più curiosa in quanto concerneva la storia principale in corso, nonché due dei filoni narrativi più in voga all'epoca: lo scontro tra nuove e vecchie generazioni e l'invasione da parte di lottatrici provenienti da fuori; nel corso del precedente spettacolo tenuto nel mese precedente, le famose Cachorras Orientales nella loro versione in duo formata da Etsuko Mita e Mima Shimoda si erano presentate a sorpresa per deridere due loro colleghe uscite sconfitte dai loro rispettivi impegni, Rie Tamada e Yumi Fukawa. La sconfitta era solo un pretesto, i dissapori tra i due gruppi provvenivano dai trascorsidai tempi dello Zenjo, dove le TamaFuka avevano iniziato a muovere i primi passi nel business proprio sotto la supervisione delle ex allieve di Akira Hokuto divenute nel tempo nomi di primo piano anche come singole, ma principalmente in coppia, anche fuori da quel nido materno che Rie e Yumi avevano abbandonato per seguire Aja Kong (ed ottenere un vero stipendio, viste le cattive condizioni finanziarie che nel mentre erano sopraggiunte).

Un passato che la Fukawa in particolare ripudiava attraverso il personaggio interpretato in Arsion, dove in più occasione aveva mancato di rispetto alla fondatrice ed all'altra colonna storica Mariko Yoshida, dalle quali aveva sempre subito sconfitte piuttosto nette nonostante la grinta messa in campo e che in qualche modo ricordava l'attitudine delle attuali LCO agli esordi, il cui affronto nei suoi confronti era stato subito trasformato da parte sua in una sfida verso le odiate insegnanti.

Etsuko Mita e Mima Shimoda

Un'invasione di campo e di contenuti che aveva spinto la promotion a promuovere il match come X zone, ossia esterno ad essa avendo come protagoniste due lottatrici non gradite e senza un vero contratto, un po come aveva fatto la GAEA con le ragazze della OZ Academy a suo tempo. Come in quella circostanza, anche in questo caso agli invasori viene dato ampio spazio e dominio nell'economia degli incontri, ma sono i modi a fare la differenza: le Cachorras erano diventate famose grazie all'uso smodato delle armi (le sedie soprattutto) ed al caos che regnava nel corso delle loro contese per via del loro ricorrere spesso a mosse aereee combinate fuori dal ring nei momenti di maggiore difficoltà; niente di tutto ciò si vede in questa circorstanza, le due veterane infatti si sono limitate a sfruttare la superiorità  fisica dovuta alla dominanza in termini di altezza della Mita, sufficiente per tenere al tappeto per la maggior parte del tempo le due minute rivali.

Uno spartito semplice e lineare e facile da interpretare da parte di tutte le parti in causa, ma a ben vedere con una motivazione di fondo più precisa: in un contesto poliedrico (come si vedrà nel corso della serata) dove si possono trovare luchadoras e lottatrici più orientate verso le arti marziali miste, proporre uno stile più lineare e distaccato dalle altre proposte si rivela una scelta adatta sia a garantire l'attenzione del pubblico per tutta la durata dello spettacolo che a valorizzare il match stesso differenziandolo dal resto della card, esatamente come pubblicizzato. Il vero succo della storia però si svolge nella parte finale, l'unica in cui le TamaFuka riescono ad avere un minimo di offensiva grazie alla feroce determinazione della Fukawa nel cercare e trovare un varco tramite il lavoro di sottomissione al braccio di Etsuko in maniera così prolungata da creare l'illusione di una possibile vittoria a sorpresa del team di casa, rotta dalla sua mossa per eccellenza di quest'ultima, la Death Valley Driver, per l'occasione eseguita due volte con interruzione di conteggio.

L'insulto oltre alla beffa, un modo come un altro di iniziare una lunga campagna di occupazione.

Sky is the limit

L'altro tema principale della serata non poteva che essere il torneo Sky High, la rassegna da cui ha origine il nome stesso dell'evento, ma anche l'omonima cintura.

Se l'opener rispecchia più la tradizione rappresentata dalla Kong, la categoria Sky High invece è farina del sacco di Rossy, uno spazio dove convogliare le junior di maggior talento reclutate e le atlete provenienti dal Messico, terra da lui stesso visitata più volte quando si occupava di pubbliche relazioni e scouting per la All Japan Women, federazione per la quale aveva reclutato anni prima le sorelle Moreno. Per la Arsion Ogawa aveva pescato da quel territorio misto che si era ormai consolidato tra i due paesi: un esempio sono le sorelle Mari e Fabi, figlie del Gran Apache, lottatore che si era affermato in patria nell'allora E.M.L.L. per poi trasferirsi nel Sol Levante a metà degli anni novanta nella IWA, percorso inverso a quello del Gran Hamada, partito dalla New Japan ed approdato in Messico lasciando in dote le sue due figlie Xóchitl e soprattutto Ayako, futuro volto immagine della baracca. A chiudere la rapresentanza latinos in questa occasione, una futura protagonista delle scene, la giovane Princesa Sugehit ed un nome storico come quello di La Galactica, prima messicana a vincere e a detenere brevemente la famosa Red belt a metà degli anni ottanta (seppur con l'aiuto decisivo di Monster Ripper).

Mari Apache

A bilanciare la presenza esotica c'era una batteria di giovani di belle speranze prese dalle altre realtà circostanti, a partire da Candy Okutsu, nome sul quale la JWP puntava fortemente al punto tale da averla sottratta allo Zenjo che l'aveva fatta debuttare giovanissima, salvo vedersela a sua volta strappare proprio da Ogawa per metterla al centro del suo progetto nella sua fase inziale nonostante il rischioso precedente rappresentato da grave infortunio alla schiena riportato qualche anno prima. Al torneo la Candy però non si presenta con il suo ring name, ma con il suo alter ego Tiger Dream, con tanto di maschera tigrata in onore del suo idolo di infanzia Satoru Sayama. Questa sua versione mascherata si vedrà raramente in Arsion e in questa serata non raccoglierà particolari soddisfazioni subendo una sconfitta netta da parte di Ayako Hamada nell'antipasto prima del torneo, ma soprattutto in quello che a tutti gli effetti sarà l'anticipo di quelle che saranno le gerarchie tra le future speranze. Stessa sorte tocca ad un'altra mascherata d'eccezione, Mikiko Futagami infatti, giovane di scuola LLPW smette i panni della specialista delle sottomissioni per indossare la mschera di Gami Metal, anticipando anche lei il suo futuro: l'approdo di Lioness Asuka in veste di booker all'interno della compagnia la trasformerà in una lottatrice di stampo comedy, ma sarà il diminutivo GAMI a diventare in futuro il suo ringname definitivo con il quale si toglierà più soddisfazioni nel corso del nuovo secolo, in particolare in Wave.

In questo sottobosco junior, un ruolo importante veniva ricoperto da uno dei nomi più spettacolari della categoria dei pesi leggeri, Chaparita ASARI, altro nome dipartito dalla AJW, ma che rispetto alle altre poteva vantare un esperienza più ampia avendo lottato molti incontri interpromozionali nel periodo d'oro di inizio anni novanta, tanto da conquistarsi addirittura una chiamata da parte dell'allora WWF per alcuni show tenuti in America nel 1995. Ma se lo Zenjo le aveva dato un palcoscenico e una certa quantità di riconoscimenti, é altresì vero che la bassa statura unita ad un fisico non particolarmente sviluppato avevano convinto la dirigenza a rinchiuderla nel recinto della sua stessa categoria, mentre in Arsion aveva trovato un ambiente dove il peso e lo stile di lotta non venivano considerati un ghetto per recintare le proprie performer.

É lei a rappresentare il Giappone nella finale del torneo dopo aver eliminato in sequenza Ai Fujita e AKINO, due lottatrici di stampo tecnico che avevano provato ad eliminarla attraverso l'annullamento del suo reportorio volante colpendola rispettivamente alla schiena ed alle gambe per cercare di tenerla a terra ed evitare la sua mossa più spettacolare e che l'aveva resa famosa, la Sky Twister Press dalla terza corda; da perfetta beniamina del pubblico, la ASARI aveva subito per larghi tratti per poi beffare le rivali di rapina dando sempre l'idea di dover scalare la metaforica montagna rappresentata peraltro dall'altra finalista, Mari Apache. La maggiore delle sorelle dal canto suo aveva sconfitto la conterranea Linda Star in una breve esibizione di lucha libre per poi realizzare un vero e proprio incontro ibrido contro la Hamada dove le due hanno mostrato più che altro le principali mosse del proprio repertorio, ma rinunciando ai ritmi ed alle fasi distintive delle contese messicane tradizionali. Contrariamente alle altre federazioni però, Mari non era la straniera cattiva venuta per invadere (come le sorelle Moreno) o dalla cattiva influenza come era stato per grandi personaggi storici come Bull Nakano o Akira Hokuto, rappresentava solamente la sua famiglia ed il suo retaggio lottando in coppia con Fabi e non all'interno di una vetrina esotica come avveniva nei primordi, ma in qualità di parte integrante del roster, se non una delle attrazioni gazie alla grande sincronia di movimenti che aveva con la sorella e alla sua agilità piuttosto insolita se paragonata al suo fisico facendone di fatto l'esatto opposto della Chaparita.

La finale riassume molto bene questa combinazione di qualità da parte di Mari, la su velocità e la capacità di lanciarsi dalle corde infatti le consentivano di gareggiare senza problemi con l'altra flyer ed al tempo stesso le sue power moves rappresentavano l'ideale contromisura alle manovre aeree nemiche, consegnandole di fatto il controllo della maggior parte dell'incontro e spingendo la ASARI al limite, come testimoniato dall'utilizzo della Sky Twister Press fuori dal ring. Proprio le mosse dalla terza corda sono il leit motiv secondario del match, la volontà sopraffare la rivale sul suo stesso campo ed al tempo stesso di stupire il pubblico con un crescendo di spettacolarità priva di freni dovuti dalle gerarchie interne come avviene giocoforza nelle realtà più consolidate. Ma non solo: l'uso della terza corda era stato la carta vincente che la Apache si era giocata per sconfiggere la Hamada nel turno precedente grazie ad un rovesciamento di fronte aereo più spettacolare, ma in questa finale é la sua rivale a cambiare le carte in tavola con un'improvvisata Sunset flip decisamente impattante.

Chaparita ASARI

In conclusione questo evento forse non racconta a 360° la Arsion ed i suoi esperimenti (specialmente quelli di integrazione con le arti marziali miste già tentati con poco successo in passato), in compenso ne mostra quelli più significativi e che, se opportunamente contestualizzati, fanno capire come in un momento in cui si stava aprendo una nuova era (non certo positiva in termini di seguito), la creatura di Rossy e della Kong abbia provato ad anticipare i tempi rinnovandone forme e contenuti, probabilmente fallendo ma lasciando un'impronta che ancora oggi rimane d'esempio (e di monito) per le realtà attuali e per quelle che verranno.

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