Calle joshi

Recensioni | By Poppo • 03-08-2020

I 7 anni nel wrestling rappresentano il lasso di tempo più corretto per riproporre una storia stimato dallo storico manager e booker Jim Cornette, un periodo ritenuto più che sufficiente per consentire sfuggire dalla memoria di quella parte di pubblico meno attenta ed al tempo stesso valido per tentare di attrarre nuovi fan garantendo un ricambio adeguato.

Ne sono passati 5 da quella sera alla Korakuen Hall  e le immagini di allora sono ancora perfettamente vivide nella memoria collettiva degli appassionati: il volto tumefatto di Act Yasukawa che sembrava uscito da un incidente automobilistico, la rabbia di Kyoko Kimura trattenuta a stento dalle altre colleghe intervenute per salvare una situazione ormai degenerata, lo sguardo fisso immobile di Rossy Ogawa e le lacrime in conferenza stampa di Yoshiko, l'artefice di questo disastro, colei che ha trasformato un match di wrestling in una rissa vera e propria spedendo l'avversaria all'ospedale e costringendola in seguito al ritiro definitivo dalle scene.

Impossibile dimenticarlo, anche per chi segue solo la SEAdLINNNG non può ignorare il fatto che se non fosse stato per quell'episodio questa promotion non esisterebbe e probabilmente la stessa Yoshiko a quest'ora avrebbe potuto vantare una carriera ben più soddisfacente, forse addirittura travalicando i confini nazionali visto il boom che il  wrestling femminile ha conosciuto negli ultimi anni. Eppure il tempo sembra stia giocando a favore dell'ex campionessa Wonder of Stardom che sembra aver trovato un nuovo pubblico non conoscere o addirittura ignorare quanto successo in quella che non è affatto una storyline.

Rebuild

In questi ultimi anni l'ex Gold Tiger ha vissuto il suo esilio al fianco della padrona della SEAdLINNNG Nanae Takahashi, sua maestra e protettrice, tanto da rinunciare a tutte le cariche in Stardom (di cui è fondatrice) pur di difenderla dopo l'accaduto. Al di fuori di questa realtà invece ha trovato pochissimo spazio, salvo trovare asilo presso la OZ Academy di Mayumi Ozaki, ormai divenuto buen retiro per molte atlete sul viale del tramonto, in forte contrasto con la sua storica mission di accademia per giovani prospetti. Ad ogni modo, nemmeno in SEAdLINNNG si può dire che abbia goduto di grossi trattamenti di favore: nonostante lo status fosse uno dei nomi di punta fino ad oggi non era mai andata oltre il ruolo di avversaria di lusso per la campionessa di turno o di semplice tutrice di Rina Yamashita nel team BORDERLESS.

Per molto tempo il suo nome è rimasto troppo ingombrante per poter ambire a riconoscimenti singoli, addirittura nel 2016 era stata mandata a fare attività promozionale per la compagnia in Cambogia, dove si erano tenuti dei piccoli eventi tramite sponsorizzazione la cui esistenza è nota solo a partire da quest'anno grazie alla documentazione video postata all'inizio di quest'anno.

Le cose cambiano all'inizio di quest'anno quando viene assunta una giovane ex infermiera di nome Airi. La ragazza (figlia d'arte dello storico annunciatore della AJW Nagaharu Imai) aveva già lavorato con la compagnia durante il periodo delle scuole superiori in qualità di Public relation manager, salvo poi lasciare e tornare in carica a Gennaio. Il suo obiettivo è quello di avvicinare un pubblico più giovane ed estraneo al mondo joshi e per farlo indovina in TikTok il media più congeniale ed in Yoshiko il volto ideale per il suo messaggio essendo meno stagionata di altre lottatrici del ristretto roster, ma soprattutto per la sua fisionomia massiccia abbinata alla sua reputazione da badass che paradossalmente viene estratta dal suo contesto e trasformata in un qualcosa ai limiti del comico, a partire dal primo duetto con la cantante Ayumi Hamasaki.

Con il passare del tempo inizia ad evolvere i contenuti postando i suoi esercizi a casa durante il periodo di lockdown, fino a produrre video di cucina ch gli sono valsi il superamento dei 200.000 followers. Numeri altissimi per chi fino a quel momento aveva postato solo un video giusto per gioco e che probabilmente devono aver convinto Nanae che ormai era giunto il momento di tirare fuori dalla soffitta la sua prediletta e farla scontrare nuovamente con l'attuale asso della promotion.

Reclaim

Arisa Nakajima era nel pieno del suo primo regno da campionessa Beyond the Sea giunto quasi ad un anno di durata e fatto di momenti epici come l'hair vs hair contro la stessa Nanae e di ottimi incontri come in occasione dell'ultima difesa contro l'esterna ASUKA. Yoshiko di fatto rappresentava lo scalpo mancante di questa cavalcata, anche se in realtà non si trattava certo della prima volta in cui le due si sono incrociate: Yoshiko era stata una delle prime rivali incontrate da Arisa in SEAdLINNNG, quando veniva ancora considerata parte integrante della sua vecchia compagnia, la JWP di cui è stata rappresentante per diversi anni; in quell'occasione a vincere dopo un duro scontro era stata proprio l'invasore.

Arisa Nakajima vs Yoshiko - 16 Ottobre 2016, SEAdLINNNG Sparkling-d!

Per vedere il seguito occorrerà attendere quasi 4 anni, sempre in quel fatidico Gennaio: niente titolo in palio, ma stavolta nessuna emerge vincitrice, arriva un time limit dopo 30 minuti di battaglia feroce: pochi secondi in più rispetto al precedente, ma sufficienti a lasciare uno spiraglio aperto per una sfida più sostanziosa.

Regain

Quella che è salita sul ring qualche settimana fa non è stata la solita Yoshiko: nell'ultimo periodo il suo modo di porsi sul ring l'ha sempre fatta risaltare per la scarsa attitudine a "vendere" i colpi della rivale di turno prendendo il controllo delle contese imponendo il suo ritmo di gara lento e pesante scandito dai suoi lariat alternati da prese a terra. Un mostro indistruttibile con cui difficilmente altre lottatrici possono mettersi in mostra, salvo poche elette: una è Nanae, l'altra è Arisa, l'altra prediletta della presidentessa nonchè la vera pietra angolare sui cui poggia la compagnia.

Era da molto tempo quindi che non si vedeva Yoshiko passare così tanto tempo a terra inerme durante un suo match: sicuramente la Nakajima ci ha messo del suo applicando alla sua consuetà velocità di esecuzione delle mosse una feroce intensità negli scambi diretti (schiaffi e calci al volto) ed aggiungendo la solita sequenza di mosse fuori ring di forte impatto per stordire la rivale, insomma un gameplan già visto e sempre vincente. A stupire però è l'atteggiamento di Yoshiko, non passivo come al solito ma più orientato a cercare il consenso del (poco) pubblico da babyface, una versione anomala nel suo essere un powerhouse che lotta da underdog svantaggiata viste le proporzioni in campo, ancor più estraniante se si pensa che in questa veste non si è quasi mai vista nel corso della carriera. Eppure è quel che si vede sul quadrato, specie nelle fasi in cui Arisa si è focalizzata sulla sua gamba sinistra limitandone la mobilità, un classico dei Davide contro Golia. Le sue tattiche più caratteristiche come i tentativi di vittoria per count out o l'abuso dei lariat sono ridotti al minimo venendo utilizzati solo per sottolineare la sua fatica nel riuscire a prendersi un break di vantaggio sulla campionessa, i quali arrivano solo quando si è trattato di contrattaccare il repertorio volante di Arisa come il moonsault ed arrivando addirittura ad usare uno spettacolare belly to back dalla seconda corda.

Come da copione la Nakajima tiene botta facendo salire l'intensità dei suoi colpi e cambiando strategia nei momenti critici: la parte finale è dedicata al suo repertorio di suplex, il German in particolare è stato l'arma con la quale aveva sconfitto Yoshiko durante il primo scontro ed in occasioni minori in tag con la migliore amica Tsukasa Fujimoto (presente a bordo ring per l'occasione). La nemica però non è da meno e la sua risposta in un certo senso va a parare su l'altro piatto forte della campionessa, quello volante con la sua Diving Senton dalla terza corda, un'altra mossa spettacolare e devastante per via della sua stazza, un'altra scelta più consona alla beniamina dell'incontro che non da villain. Arisa dal canto suo mantiene la scelta di proseguire con le proizione arrivando a connettere con il suo Dragon suplex, senza tuttavia raggiungere il conto di 3, anzi al ripetersi dei tentativi l'avversaria inizia man mano a rialzarsi più velocemente accusando sempre meno i colpi e riuscendo a piazzare il lariat decisivo per stenderla quel tanto che basta per consentirle di eseguire in combinata una Splash ed un'ultima Diving senton sempre dalla corda più alta. Yoshiko è la nuova campionessa e allo stesso tempo la terza ad aver detenuto tutti i titoli della compagnia.

Stavolta la mezzora è stata sufficiente a concludere lo scontro e a terminare sul più bello il regno più importante della (breve) storia della SEAdLINNNG per scrivere un nuovo capitolo che non sarà certo un nuovo inizio, ma piuttosto la prosecuzione di un cammino di redenzione: se essa sarà reale o fittizia, solo il tempo lo dirà.

Aggiungi un commento