Calle joshi

Ice Ribbon
Recensioni | By Poppo • 29-08-2021
Image Credits: Ice Ribbon

Il videoclip che ha introdotto lo spettacolo che ha sancito i 15 anni di attività della Ice Ribbon ha visto protagoniste Tsukasa Fujimoto e Hiroyo Matsumoto, sedute sulla panchina di un parchetto ed intente a discutere amabilmente delle storie legate alla promotion ed ai loro percorsi professionali. Una campionessa, l'altra prima contendente alla cintura, ma prima ancora di ciò entrambe rappresentano l'anima fondante della compagnia in tutti questi anni, il reclutamento di giovani talenti a cui é stata data una formazione severa, ma al tempo stesso la massima esposizione possibile.

Nonostante il suo lungo girovagare per il paese e la sua attuale condizione di freelance, la Matsumoto si é guadagnata il nomignolo di donna distruttrice proprio in Ribbon per volere della fondatrice Emi Sakura, dopo che aveva distrutto una parete durante uno spettacolo. Erano gli anni del suo apprendistato presso Mariko Yoshida, il periodo in cui ha plasmato la sua personalità di lottatrice in grado di incassare di tutto e di restituire con gli interessi i colpi subiti, la stessa che a suo tempo inflisse una dura lezione alla giovane Fujimoto, la quale doveva ancora farne di strada prima di diventare l'erede di Manami Toyota, la madrina che ha preso il posto della Sakura.

A 13 anni da quella collutazione, Hiroyo ha provato ad impartire nuovamente la lezione a Tsukasa, facendole passare un brutto quarto d'ora dal quale é uscita proprio perché memore di quei dolorosi insegnamenti.

Don't worry

I fasti raggiunti dalla Stardom durante il suo anniversario svolto a Marzo, sono qualcosa di difficile da replicare per una società che, pur forte dei discreti risultati di pubblico nel pre pandemia, non può contare su un sostegno economico pari a quello del gruppo Bushiroad, pertanto Hajime Sato e soci si sono dovuti accontentare di azzardare il noleggio del Budokan di Yokohama (teatro di altri avvenimenti importanti di quest'anno, su tutti Gaeaism) ed affidarsi alla benevolenza dei propri supporter promuovendo un apposita raccolta fondi durata qualche mese, avvicinandosi al traguardo prefissato di 2000000 Yen (pari a 150000 Euro), attestandosi sui 1717000 Yen (13249,52 Euro al cambio attuale). Una scelta in linea con la filosofia di ottimizzazione dei profitti e la razionalizzazione dei costi intrapresa negli ultimi anni.

Se é vero che sono mancati quindi i pizzi ed i merletti, la rappresentazione é stata sostanziosa, a partire delle partecipazioni, dove ad eccezione dell'infortunata Hiragi Kurumi, sono comparsi tutti i fiori all'occhiello della scuola joshi di Saitama, quelli nuovi come le giovanissima Saran e NATSUMI (di scuola Zero1), Nao Ishikawa e Yuki Mashiro, ma anche quelli che da qualche tempo si vedevano meno come Bunny Oikawa e Asahi. E ovviamente non é mancata la vecchia guardia, la prima generazione di studentesse capitanata da Hamuko Hoshi (sempre intenta ad allenare la figlia Ibuki) e Tsukushi Haruka, rispettivamente impegnate con le 2 ospiti d'eccezione, la leggendaria Aja Kong (che con Hamuko aveva un conto in sospeso) e Nanae Takahashi, una che ha letteralmente visto la compagnia evolversi da progetto scolastico a vera e propria realtà consolidata, dando in parte un contributo con le sue comparsate.

9 Incontri per 33 partecipanti a cui si sommano gli inevitabili contributi esterni da parte di ex lottatrici ed amici e colleghi della lunga lista di collaboratori, eppure il main event ufficiale - togliendo l'atteso regolamento di conti tra la futura star Suzu Suzuki e Rina Yamashita per la cintura FantastIce - ha visto Tsukka e la godzillessa lottare in due incontri distinti, uno per le cinte di coppia vinte qualche settimana prima - rimesse in palio dopo il forfait di Hiragi, compagna di tag di Hiroyo - e l'altro per la infinity cross detenuta dalla Fujimoto. La coppia scelta per affrontare il veterano duo rappresenta probabilmente l'esperimento meglio riuscito della categoria in questi anni, l'unione tra l'esperta (e folle) Risa Sera e l'altra stella nascente della Ice Ribbon, Maya Yukihi, le quali dismessi i panni delle loro versioni oscure (regina dei deathmatch Risa, regina della Oz Maya), sono tornate alla loro versione celeste riformando le Azure Revolution dopo un lungo periodo di spearazione proprio per questa ricorrenza.

Sulla carta un ostacolo impegnativo teso ad indebolire le due principali antogoniste, in realtà una vera e propria dichiarazione di quelle che sono state le gerarchie degli ultimi anni, dove Tsukasa ha ricoperto il ruolo di asso della promotion, Risa la numero 2 per esperienza ed orginalità e poi poco più indietro Maya, legittimata da un anno di regno (2019-2020) da campionessa assoluta e fulcro delle principali storie proposte, un'annata in cui le Azure hanno visto il loro ultimo periodo di attività prima di separarsi proprio a causa della perdita delle cinture a causa delle Dropkick, l'altra squadra rodata di casa formata proprio da Tsukka e Tsukushi.

Un'altra gatta da pelare quindi per l'attuale regina, da aggiungere al brutto ricordo legato alla Matsumoto: era il 24 Ottobre del 2008 quando la povera Tsukasa si era ritrovata priva di sensi sul tappetino dell'Itigaya Ice Box (ai tempi la Ribbon faceva spettacoli molto simili a quelli della Gatoh Move) dopo aver subito un colpo violento di troppo da parte della Lady destroyer; un'esperienza traumatica - nonché una delle prime nel mondo del wrestling da parte della Fujimoto - e che aveva messo leggermente in crisi la volontà di continuare la pratica di quella disciplina, così dura per lei che proveniva dal mondo della recitazione e che al massimo aveva giocato a calcio, ma così come quel trauma é stato superato in seguito, così ha dovuto fare anche in questa occasione.

Be Happy (with pro wrestling)

Nella loro ultima sfida combattuta assieme, Maya e Risa erano state sconfitte grazie ad una precisa strategia operata da parte delle Dropkick, quella di isolarle durante tutto l'incontro impedendo di applicare le loro velocissime combinazioni grazie alle astuzie - e all'irruenza - di Tsukushi e all'abilità di Tsukasa di rovesciare la maggior parte dell'offensiva ricevuta a suo favore con l'esperienza, la stessa che le ha consentito negli anni di diventare per le 2 rivali una sorta di ostacolo superabile solo dopo aver affrontato le proverbiali 7 fatiche. Non potendo contare stavolta su un team così rodato, i ruoli si sono invertiti: le Azure hanno dato sfoggio di un perfetto sincronismo per la maggior parte del tempo e questo anche grazie al fatto di aver isolato le due detentrici fin dalle prime battute dell'incontro, stando molto attente a tenere lontana dal ring la Matsumoto per occuparsi della sua più malleabile avversaria.

Tsukka dal canto suo ha provato a guastare questa strategia, sfruttando i momenti di disattenzione per colpire in maniera veloce e furtiva, spesso quando sul quadrato c'erano già altre 3 persone e lo stesso ha cercato di fare Hiroyo per cercare di riequilibrare una situazione che spesso é sembrata troppo sbilanciata in favore delle sfidanti, facendo in modo che tutte le partecipanti si siano ritrovate spesso e volentieri ad essere tutte parte attiva della battaglia in contemporanea. Una volta tolta definitivamente dai giochi la Matsumoto con una doppia chokeslam, per Tsukasa la sfida é diventata improba e a nulla é valsa la triste, solitaria e finale resistenza, finendo vittima delle combinate delle Azure e delle tremende ginocchiate volanti di Risa, la sua specialità della casa.

Una vittoria che segna un ritorno alle origini per la coppia ed accolta con un certo trasporto dalle neo campionesse, in particolare da Maya, la quale con la sfortunata parentesi nelle Rebel X Enemy era finita all'ombra degli altri pilastri e della supernova Suzu e che probabilmente aveva bisogno di un segnale di fiducia e sostegno da parte della compagnia per tornare agli ottimi livelli raggiunti 2 anni fa.

Per Tsukasa invece la strada per guadagnarsi la serata era ancora piuttosto lunga e l'azione infatti é ripresa subito dopo la premiazione delle Azure. La sua idea iniziale per poter affrontare l'assalto della ex compare é consistita nel cercare di contrattaccare con velocità le prime bordate al suo indirizzo per prendere subito il controllo e rallentare l'azione. Una strategia inapplicabile e spenta subito dalla prima poderosa powerbomb, sufficiente a spedirla fuori dal quadrato togliendo i residui di forza rimanenti dopo i 20 minuti dell'incontro precedente. Da quel momento é iniziato il suo calvario: il suo rientro in gioco é stato lento e faticoso e la sua offensiva da lì in poi non é più stata lucida come al solito, ma basata sul puro istinto che per quanto le abbia evitato una seconda e devastante powerbomb, é stata sistematicamente bloccata ogni volta dai successivi lariat, piazzati ogni volta con intensità crescente fino al conseguimento della temuta mossa che ha portato la godzillessa ad un passo dalla vittoria.

Pur salvandosi all'ultimo secondo, le difficoltà della regina sono proseguite in maniera clamorosa in seguito, quando il suo debole tentativo di usare il famigerato Japanese Ocean Cyclone Suplex (la mossa tramandata da Manami Toyota) non solo é stato bloccato facilmente, ma la stessa mossa é stata rubata da Hiroyo, compiendo un vero e proprio oltraggio nei confronti della leggenda che aveva posto il veto sull'utilizzo ai soli eredi designati. Ancora una volta Tsukka si é trovata ad un passo dal non riuscire a rispondere presente al conteggio dell'arbitro, riuscendo a rialzarsi solo all'ultimo momento per raccogliere le energie rimaste e mettere in piedi una disperata controffensiva basata su una spettacolare code red ribaltando un tentativo di superplex dalla terza corda (peraltro una mossa stilisticamente simile ad una powerbomb rovesciata), ripetendo la stessa mossa pochi minuti dopo per rovesciare un devastante B-drive trovando inaspettatamente il sospirato conteggio di 3.

Una lieto fine arrivato dopo una prova molto diversa dal solito e per certi versi utile per evitare alla ace di sedersi sugli allori, ma di sicuro per offrire una chiusura degna dell'anniversario della seconda forza del wrestling femminile giapponese e di una lottatrice come Hiroyo che nonostante i tanti anni di attività ha ancora molto da offrire all'attuale panorama (e forse anche qualcosa di più) e che ha contribuito a plasmare talenti come quello della Fujimoto.

Un talento che si appresta a partire per una piccola tournée in terra messicana: un altro ritorno alle origini per Tsukasa, un altra opportunità di migliorarsi. É la strada che percorrono i migliori.

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