Calle joshi

Recensioni | By Poppo • 24-07-2020

Alla sua penultima tappa l'Okibariyasu, la serie di 7 sfide voluta da Saki Akai, presentava un bilancio negativo: 2 vittorie a fronte di 3 sconfitte, di cui l'ultima contro Syuri piuttosto netta. In generale l'aver affrontato rivali di maggior esperienza ha consentito all'attrice e lottatrice di potersi cimentare in contesti molto differenti da quelli sopra le righe della DDT, andando in parte a recuperare quel bagaglio tecnico che ha potuto solo intravedere nelle sue brevi comparsate in SEAdLINNNG e Wave.

Al contrario, l'avversaria precedente al termine di questi incontri, pur lottando da meno tempo rispetto a lei, può già vantare esperienze nella maggior parte delle compagnie in circolazione, inclusa quella di Sanshiro Tagaki.

Un nuovo inizio

Per Saori Anou questo è un anno importante: a fine 2019 ha ufficialmente lasciato la promotion che l'ha lanciata, le Actwres girl’Z (guidate dall'ex Zenjo Yumiko Hotta) per diventare ufficialmente freelance; prima di farlo ha dovuto prima consegnare il titolo massimo di cui era detentrice alla più esperta Reika Saiki dopo un'intensa battaglia dalla quale quest'ultima è uscita vincitrice, ma rimettendoci la mandibola causa frattura. Non sono comunque gli unici nomi di rilievo con i quali Saori ha condiviso il suo percorso di crescita: infatti avendo iniziato agli ordini di Yuna Manase, ha mosso i primi passi assieme alla ex idol Tam Nakano, condividendone anche le esperienze in FMW agli ordini di quel folle di Atsushi Onita; grazie alla Saiki ha potuto frequentare un'altra leggenda del puroresu, Kenji Mutoh e la sua W1 dove Reika svolgeva il suo ruolo di allenatrice, facendo debuttare tra le altre Hana Kimura. A pareggiare il conto delle leggende da parte femminile ci ha pensato Mayumi Ozaki, la quale oltre ad averla fatta lavorare nella sua Oz Academy, l'ha accolta nella sua folta stable personale, la Ozaki-Gun dove ha spesso lottato in coppia con un altro grande nome attuale, la Snow queen Maya Yukihi, attuale campionessa in Ice Ribbon.

Un talento fatto e finito insomma, pronto per nuove sfide in attesa del ritorno al normale svolgimento delle attività dopo il fermo a causa della pandemia globale. A darle per prima quest'opportunità è stata proprio la DDT, la quale dopo un mese di preparazione è riuscita ad organizzare un proprio show televisivo chiamato appunto DDT TV Show svolto in assenza di pubblico e con roster ridotto al minimo essenziale. Saori appare nel corso della seconda puntata in un tag team match contro la stessa Saki, in preparazione del loro match previsto per la puntata successiva. In meno di 10 minuti la Anou riesce a schienare la rivale con un German suplex. Una vittoria talmente semplice da spingerla a dichiare che forse lei rappresenta una sfida fuori dalla portata della Akai.

Highlights del terzo episodio

Di sicuro si trattava di una sfida molto difficile, per questo motivo a differenza delle precedenti contese Saki è partita da subito attaccando con veemenza, tanto da costringere la rivale ad un ritirata strategica fuori ring. Anche in questo caso il paradosso della maggiore esperienza della più giovane delle due emerge, infatti la Black Poteko attinge da subito dal manuale di Mayumi Ozaki sfruttando, senza curarsi delle regole, armi come le sedie per danneggiare la gamba nemica, nonchè la fonte principale della sua offensiva, dopodichè - in perfetto stile OZ - si limita ad attendereil conteggio dell'arbitro. Una heel impeccabile.

Saki riesce a fatica a rientrare, ma la sua gamba viene subito presa in consegna attraverso una combinazione Dragon Screwed-Figure Four sufficiente a tenerla al tappeto agonizzante. É a questo punto che viene fuori tutto l'orgoglio della ragazza di Kyoto, la quale reagisce alle continue provocazioni riuscendo a portare a sua volta fuori da quadrato la rivale e colpendola con una calcio dall'apron, dando così un segnale di forza, nonostante i colpi. Per aggiungere carico poi decide di utilizzare anche lei un'arma, la mazza da Kendo, arrivando persino a colpirla in pieno volto. Una risposta psicologica molto forte, che forse Saori non si aspettava, infatti nel periodo immediatamente successivo è un crescendo di calci da parte della Akai come se l'incontro fosse appena iniziato, con tanto di risposta al mittente di un tentativo di bridge controbattuto con una finisher, la Footchoke Versailles una mossa di sottomissione improntata a non far respirare l'avversaria.

Messe da parte le scorrettezze, si fa spazio l'altro lato della Anou, quello più tecnico fatto di proiezioni in grado di unire l'eleganza alla forza dell'impatto; tra questi il fisherman’s busters ed il German con il quale aveva messo al tappeto la padrona di casa in precedenza. Ma stavolta c'erano troppe cose in ballo, non si tratta di un classico match di preparazione in cui si risparmiano le energie proprio in vista di questi incontri.

Ci vorrebbe giusto il Dragon suplex, ma ancora una volta Saki ha la forza di reagire, colpendo sempre con i calci e sempre a volto, senza cambiare il proprio piano di gioco, in modo da poter arrivare improvvisamente alla sua Quetzalcoatl. Stavolta il primo tentativo è andato subito a buon fine e tanto è bastato per aggiudicarsi la sfida, in 11 minuti. Ironia della sorte poco più del loro precedente.

Una vittoria finalmente convincente sul piano della prestazione, probabilmente il migliore incontro di questa serie, quello che ha unito e raccontato meglio il percorso intrapreso da entrambe le performer.

Proprio ciò che le serviva prima di affrontare l'ultima sfida, quella che per molte wrestler giapponesi è un vero rito di iniziazione: il duello con la leggendaria Meiko Satomura.

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