Calle joshi

Recensioni | By Poppo • 09-08-2020

Per la maggior parte delle joshine il vero rito di passaggio è rappresentato dallo scontro uno contro uno contro Meiko Satomura: il suo scalpo è un trofeo riservato a poche elette, per tutte le altre il massimo a cui si può aspirare è disputare il miglior incontro in carriera e magari conquistarsi la possibilità di avere una seconda opportunità in futuro.

Per la serie di 7 incontri iniziata e voluta da Saki Akai ancora lo scorso anno non poteva esserci migliore ostacolo per concludere questo variegato percorso di crescita e festeggiare i 7 anni di carriera (effettiva).

Dimmi con chi lotti e ti dirò chi sei

L'incontro in questione è un inedito, non perchè le due non si fossero mai affrontate prima, ma perchè tutti gli incroci passati aveva sempre visto la presenza di alleati, in particolar modo l'ultima volta: nel corso della scorsa primavera la Satomura, assistita dalle sue Sendai Girls' aveva intrapreso una serie di "visite di cortesia" in DDT prendendosi lo sfizio di conquistarne i titoli KO-D Six Man Tag Team (come suggerito dal nome i titoli per la categioria trios) sconfiggendo l'ambiziosa e dominante unit degli ALL OUT formata da Shunma Katsumata, Yuki Ino e dalla stella Konosuke Takeshita; la prima a farsi avanti e reclamare una possibilità per i titoli è stata proprio Saki, la quale per l'occasione aveva formato un vero e proprio dream team joshi arruolando l'amica ASUKA e la principessa guerriera Hikaru Shida.

Sendai Girls' (Chihiro Hashimoto-Dash Chisako-Meiko Satomura) vs Saki Akai, ASUKA, Hikaru Shida - 11 Maggio 2019, Road to Peter Pan 2019

Un dispiegamento di forze notevole, ma non sufficiente a battere una squadra super rodata capace di raccogliere riconoscimenti in giro per il mondo, incluso il prestigioso  King of Trios in Chikara. Lo schienamento decisivo per l'occasione lo prenderà proprio la proprietaria del Senjo schienando agevolemente Saki con la sua collaudata Death Valley Driver.

Dopo circa 3 mesi gli ex proprietari si rifaranno sotto alle ragazze di Sendai in evento dedicato in cui tutti i componenti delle rispettive unit si sono sfidati prima in match singoli ed infine in un 3 contro 3 con le cinture in palio in cui Takeshita riuscirà finalmente a battere Meiko dopo diversi tentativi andati a vuto nel periodo precedente.

Flashforward un anno dopo gli ALL OUT hanno abdicato in favore dei giramondo Strong Hearts (El Lindaman, T-Hawk e Tetsuya Endo) e ancora una volta Saki decide di farsi avanti, forte stavolta di una squadra più rodata, gli Eruption di cui fa parte il fidato Yukio Sakaguchi, già compagno di diverse avventure. Nel corso del penultimo episodio del breve show televisivo mandato in onda durante il periodo di lockdown, Saki riesce a prendersi la soddisfazione di conquistare il terzo titolo della sua carriera dopo l'Iron Man Heavy Metal ed il Princess Tag Team messo in palio dalla Tokyo Joshi Pro Wrestling.

Una vittoria che in qualche modo segue le orme della più famosa veterana, che non a caso infatti al termine della disputa viene annunciata come ultima sfidante dell'Okibariyasu e ad aggiungere il carico da novanta viene annunciato come main event dello show SEE YOU AT DDT 2020, il primo totalmente al femminile nella storia della promotion.

La Boss finale

L'unico vantaggio di cui poteva farsi forte Saki era la condizione atletica: mentre la DDT in qualche modo riusciva a produrre match per la propria programmazione, il Senjo rimaneva chiuso in attesa di un miglioramento della situazione, decidendo peraltro di mandare le proprie impiegate a lavorare presso le risaie del loro sponsor; non per questo la montagna da scalare era meno ardua: in 25 anni Meiko ha sperimentato di tutto lottando in giro per il mondo, contrariamente alla Akai che invece è sempre stata legata principalmente alla sua compagnia che è si molto votata alla sperimentazione, ma non poi così formativa, almeno per quanto concerne le donne.

Meiko Satomura vs Saki Akai - 3 Luglio 2020, DDT SEE YOU AT DDT

I primi minuti dell'incontro sono pura accademia: Saki viene sistematicamente tenuta a terra dalla Satomura faticando a tenerne il passo nonostante i ritmi siano volutamente bassi, quasi da allenamento. Un cartwheel mancato però consente alla giovane sfidante di prendersi un break fuori ring iniziando la sua offensiva attraverso la sua arma principale, i calci. Una scelta di rimando poichè uno dei punti di forza della stessa ex allieva di Chigusa Nagayo sono proprio i calci, inclusa la sua finisher, lo Scorpio rising kick, insomma una forte dichiarazione di intenti. Nonostante i danni inferti alla spalla destra, la boss riprende subito il controllo delle operazioni rispondendo per le rime e rispedendo dal canto suo la Akai fuori ring. Azione speculare, resa molto diversa.

Rispetto al solito però Saki prova alcune soluzioni alternative ai suoi soliti incontri, includendo prima una serie di proiezioni (usate raramente e come riempitivo) e poi puntando sulla sottomissione alla spalla attraverso una cross armbreaker. Quest'ultima strategia sembra pagare, tant'è che dopo 10 minuti di incontro la Satomura pare particolarmente in difficoltà, almeno rispetto a suoi standard, tanto da subire la Quetzacoalt e rischiando una clamorosa debacle scongiurata dalle corde. Sarà però l'ultima vera offensiva da parte sua, seguirà un tentativo di ripresa della stessa tattica ribaltato con il classico fighting spirit rabbioso da parte di Meiko che porterà velocemente alla sua Death Valley Driver mossa che, non contenta applicherà una seconda volta come "punizione" per la troppa resistenza della giovane, la quale però regalerà la sua ultima fiammate dell'incontro uscendo inaspettatamente dallo schienamento.

Lo Scorpio rising successivo chiuderà la pratica, ma quella piccola scintilla di resistenza ha rotto la proverbiale espressione da sfinge della veterana ed è probabilmente il valore aggiunto più significativo di questa serie - assieme alla buona prestazione svolta contro Saori Anou - rispetto ai freddi numeri di questa serie che hanno visto la bilancia pendere dalla parte delle sconfitte.

Piccoli passi avanti lungo un sentiero che forse un giorno si incrocerà nuovamente con quello della Satomura, magari non da sua pari, ma da sfidante più credibile e per farlo dovrà continuare a fare del suo meglio, o come dicono a Kyoto, Okibariyasu.

Aggiungi un commento