Calle joshi

DDT Universe
Recensioni | By Poppo • 12-05-2021
Image Credits: DDT Universe

La vittoria della cintura Princess da parte di Rika Tatsumi sembrava il primo passo lungo un percorso che l'avrebbe portata a raggiungere la stessa considerazione ottenuta dalle altre originals con le quali aveva iniziato l'avventura nel mondo joshi e la fondazione della Tokyo Joshi Pro. Dal trionfo su Yuka Sakazaki - una delle più popolari del gruppo - la dragonessa ha messo a segno una serie di difese molto convincenti dalle quali sono emerse sia le sue capacità di far ben figurare avversarie meno esperte di lei che la determinazione nel volersi affermare nel ruolo inedito di main eventer a tutto tondo.

Si può dire che era questione di tempo prima che sul suo cammino si parasse la sua bestia nera: molti grandi regni hanno visto le proprie protagoniste gettare il cuore oltre l'ostacolo per affrontare le proprie debolezze; alcune ci sono riuscite, mentre ad altre non é andata altrettanto bene, ma nel contesto in cui si sta svolgendo la narrazione corrente, questo pattern sta diventando la parte essenziale di un brand ormai giunto a maturazione. Così dopo 3 anni, nello stesso evento, Rika e Miyu Yamashita hanno incrociato nuovamente le armi, seppure a parti invertite.

Ma solo una delle due é riuscita a cementare il proprio stato alla fine della serata.

Ieri, oggi, domani

Il match conclusivo dell'edizione 2018 di YES! WONDERLAND era stato preceduto da un toccante videoclip in cui campionessa e sfidante avevano ripercorso la loro storia personale: gli allenamenti, la vita in comune nel dojo, le rinunce, le vittorie e le sconfitte; quando Miyu all'inizio di quell'anno aveva vinto per la seconda volta il titolo battendo la più navigata Reika Saiki, si trovava nella condizione di dover dimostrare di poter reggere la baracca, specie dopo aver subito una dura batosta qualche mese prima ad opera di quel monumento chiamato Meiko Satomura. Dall'altra parte, Rika aveva "fatto il fioretto" di tagliarsi i capelli con il proposito di lasciare un segno indelebile in TJPW, un obiettivo a cui ha praticamente legato l'intera carriera.

La storia poi é nota: malgrado la tenacia della rivale, il regno di Miyu non solo é proseguito, ma si é persino allargato raggiungendo gli Stati Uniti ed arrivando laddove nessuna era ancora arrivata. A lei si sono poi succedute Shoko Nakajima e poi la stessa Sakazaki, detentrici di tutto rispetto che hanno tenuto alto il nome della promotion e della stessa cintura, portando anche loro il vessillo al di fuori dei confini nazionali.

Entrambe compagne di classe di Rika, più precoci rispetto a lei e per molti versi più fortunate avendo incontrato meno imprevisti e, soprattutto, meno infortuni.

Dopo 3 anni passati nelle retrovie - seppure al centro delle storie secondarie - la ruota sembrava aver preso un giro diverso per tutte loro: Yuka e Shoko stanno rosicchiando apparizioni in giro per il mondo (la prima in particolare), mentre Miyu oltre a comparire negli spettacoli della casa madre (la DDT), spesso e volentieri ha messo in gioco il proprio peso specifico per aiutare a crescere le altre ragazze in rampa di lancio (ultime su tutte Maki Itoh e Hikari Noa) anche a costo di perdere o apparire defilata rispetto ai principali fatti raccontati. Gli ultimi spettacoli sono stati esemplificativi della divisione tra la prima generazione di talenti e le successive: gran parte della card ha visto invece per protagonisti nuovi volti, come la già citata Noa, Yuki Kamifuku, Suzume e Mirai Maiumi ed il neo acquisto Yuki Arai, tutte guidate dalle classi successive rappresentate da gente come la Itoh, Hyper Misao e le Bakuretsu Sisters; isolate e per conto loro invece, le due ex campionesse (più Mizuki, ormai divenuta un'altra veterana) citate si sono contese lo stato di prima sfidante al prossimo CYBERFIGHT FESTIVAL (il prossimo grande evento che vedrà collaborare per la prima volta TJPW, DDT, NOAH e Ganbare Pro), mentre a chiudere c'erano ancora una volta Rika e Miyu, l'una contro l'altra, seppure stavolta quella che aveva tutto da dimostrare ad alti livelli non era la Yamashita.

Se il futuro della compagnia sta assumendo nuovi nomi, adesso ai piani alti si lotta per esserne il presente.

Ieri come oggi

Il precedente del 2018 aveva visto le 2 equivalersi nella prima fase di gara nel tentativo di affermare il proprio dominio al tappeto, per poi spostarsi gradualmente verso il punto focale della sfida, ossia le gambe e quindi i calci di Miyu. La Tatsumi aveva provato a lungo ad indebolire l'arma principale della prossima ace cone le sue principali trademark, senza però trovare una contro risposta nel momento in cui la sua strategia ha dato esito negativo, facendo quindi leva sull'orgoglio e sulla stoica resistenza finale, resa vana dalla ferocia dei fendenti ai capo rivolti dalla Yamashita.

L'esperienza pregressa però non ha influenzato l'attuale Princess Champion e per molti versi la fase iniziale di questa rivincita ha ricordato in qualche modo il passato, segnata da una fase di studio piuttosto prudente da parte sua, quasi timorosa di imbattersi nei temuti calci rivali che puntualmente hanno sono iniziati non appena i ritmi hanno iniziato a salire. Solo una volta sfogata l'aggressività inziale Rika ha provato a lavorare seriamente alle gambe, ma rispetto alle ultime uscite non é riuscita a farlo in maniera incisiva a causa dei pochi varchi concessi dalla più esperta avversaria.

A segnare la differenza però é stato lo svolgimento successivo: come nelle altre occasioni, la White dragon ha saputo cambiare schema in corsa, trovando nel collo l'altro punto su cui fare pressione, trovando il colpo ad effetto per mezzo di una Twist of fate eseguita sull'apron. Da quel momento si é assistito ad un match molto diverso, più agonistico, più centrato verso un copione meno scontato, quello della favorita in difficoltà. Da tempo Miyu ricopre i compiti di enforcer trovandosi a lavorare quando c'é da far piazza pulita dei rivali ed andando in crisi solo in particolari situazioni di inferiorità numerica. Le ancate e la Dragon Sleeper hanno messo a dura prova la sua resistenza, facendo venir meno tutta la sicurezza esibita all'inzio e dando davvero l'impressione che l'incontro potesse terminare non tanto per sottomissione quanto per KO tecnico.

Quello che Rika non aveva previsto però, era il fatto che la Ymashita potesse uscire anche da questa tattica, specie dopo aver subito un contrattacco altrettanto spettacolare su una delle sue manovre di maggiore impatto, l'hip attack dalla terza corda.

Questa é stata la chiave di volta decisiva che ha permesso il ripetersi degli eventi visti in passato: Miyu ha ripreso a caricare con maggior foga i suoi calci e Rika ha resistito fino a quando ha potuto, capitolando al terzo, violentissimo colpo  (Buisaku Knee) che ha spento le luci sul suo regno e sulle sue ambizioni per la seconda volta, mentre per la terza volta la pink idol é sul tetto della compagnia e a CYBERFIGHT ritroverà Yuka Sakazaki ad attenderla in uno scontro tra top name.

Insomma, tra passato, presente e futuro, la Tokyo Joshi Pro ha scelto la seconda opzione. A Rika invece, per il momento si prospetta una sorta di limbo che sa di beffardo.

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