Calle joshi

Sendai Girls
Recensioni | By Poppo • 18-04-2020
Image Credits: Sendai Girls

L'ultima volta che il torneo Jaja Uma è andato in scena era il 2009 e a vincere fu Sendai Sachiko, la "sorellina" di ring di Dash Chisako e protagonista di una carriera breve ma piuttosto variegata e distribuita in tutto il panorama giapponese.

Nel corso degli anni la promotion guidata su Meiko Satomura ha puntato molto sull'interpromozionalità del proprio brand (specie all'estero) tramite il suo zocolo duro formato appunto dalla boss, Dash e in alternanza Cassandra Miyagi e l'attuale campionessa Chihiro Hashimoto, insomma le sue atlete già consolidate; in parallelo ha scommesso all'interno dei proprio show su un numero limitato di giovani prospetti equamente distribuiti tra locali (Manami, Mikoto Shindo ad esempio) e Gaijin (ultima della lista l'inglese Millie Mckenzie, ACE della EVE). Nel 2018 l'introduzione del titolo Junior ha permesso a queste ragazze di avere una vetrina dove poter mostrare di camminare con le proprie gambe e di ricoprire un ruolo fisso all'interno degli spettacoli, tuttavia la fine di alcune collaborazioni esterne (come Sareee e la stessa Millie ad esempio) e la concomitanza con l'anniversario della GAEA deve aver spinto la Satomura a sondare il terreno ed aprire le porte del Senjo alle giovani performer delle altre sigle riesumando il proprio torneo junior.

Radici

Il 28 Marzo si è svolto il primo turno della competizione che ha visto competere 12 ragazze: a rappresentare la scuderia Satomura c'erano Manami (attuale campionessa Junior), Natsuho Kaneko e Yurika Oka, per la DIANA di Kyoko Inoue Haruka Umesaki e Nanami, due atlete anche per la PURE-J, AKARI e Kurea e a seguire una rappresentante a testa per SEAdLINNNG e Gatoh Move, rispettivamente Honori Hana e Mei Suruga, infine poi ci sono le allieve di Chigusa Nagayo, le ragazze della Marvellous: Mikoto Shindo (ex campionessa junior lo scorso anno), Mei Hoshizuki e Maria.

Scorrendo i nomi salta subito all'occhio il fatto che la classe di riferimento di queste performer è il 2018: se due anni sembrano pochi, la maggior parte di loro ha già alle spalle diversi match e un discreto quantitativo di esperienza. L'altro aspetto da considerare è che, com'era prevedibile, le ragazze della mentore di Meiko si sono presentate in numero maggiore ed hanno avuto un occhio di riguardo in quanto a timing ed esposizione. Detta così può sembrare semplice raccomandazione, ma da quanto visto è facile capire che non si tratta solo di quello.

#1 Maria vs. Mei Hoshizuki

L'unico derby andato in scena è stato quello più logico in quanto le due ragazze si sono incrociate molte volte lo scorso anno lottando assieme o contro (spesso in tag).

La chimica e la conoscenza reciproca si è vista negli scambi di mosse molto fluidi e con poche incertezze, ma ha consentito alle due di poter anche raccontare la storia di due giovani rampanti non disposte a cedere alla propria rivale come si è visto prima dai tentativi di sottomissione reciproca ed in seguito dai numerosi conteggi di due scanditi da un ritmo in crescendo sempre più veloce, specie nel finale. La vittoria di Mei arriva per il rotto della cuffia, ma in generale le due contendenti si sono dimostrate di pari livello, anche come potenzialità future.

Un buon incontro insomma, tutto condensato in 11 minuti, che sembrano pochi, ma per durata è il secondo incontro del torneo. L'unico che è durato di più...

#2 Mikoto Shindo vs. AKARI

...ha come protagonista un'altra Marvellous, Mikoto Shindo. Avversaria di turno AKARI, gaijin cilena al tempo stesso la più "anziana" del torneo (26 anni), ma meno esperta (lotta in PURE-J da solo un anno). Mikoto ha perciò dovuto condurre per la maggior parte del tempo, con risultati alterni: la sua offensiva incentrata sull'uso dei dropkick è risultata ridondante e poco incisiva, al tempo stesso però è riuscita invece a valorizzare bene i contrattacchi dell'avversaria nascondendo bene alcune sue imprecisioni nel posizionamento ed arrivando alla parte finale dell'incontro tenendo dei ritmi abbastanza veloci per dare una sensazione di incertezza del risultato. Probabilmente non il miglior match dell'ex campionessa, ma una prova di maturità visto che contrariamente alle colleghe ha dovuto mettere su una contesta con un'avversaria dalle caratteristiche molto diverse dalle sue.

#3 Mei Suruga vs. Honori Hana

Qui invece si trovano di fronte allieve provenienti da due scuole diametralmente opposte.

Honori Hana è stata formata negli ultimi anni dal dojo SEAdLINNNG sotto la guida di Nanae Takahashi, ultima erede della storica AJW e trainer di lunghissimo corso che si può dire abbia formato molte delle più importanti atlete emerse dalla Stardom nello scorso decennio (tra le quali la ormai famosa Kairi Sane conosciuta ll'epoca come Kairi Hojo), tuttavia in SEAdLINNNG non sono molte le allieve emerse dalla sua fondazione e spesso e volentieri le giovani sono arrivate da altre scuole. Mei Suruga dall'altro lato è l'ultima gemma scovata dall'ex FMW Emi Sakura, anche lei storica formatrice prima con la Ice Ribbon e ora attraverso la Gatoh Move dove è cresciuta la prima campionessa femminile AEW Riho.

Nel caso di Mei è già evidente un'impronta molto visibile della sua allenatrice, sia per lo stile molto improntato sull'high speed che nell'acting e nel modo di porsi sul ring quasi tendente al comedy, tutto sostenuto da un certo carisma di fondo molto interessante e da sviluppare. Per certi versi ricorda molto Azumi (con la qual ha condiviso il ring durante lo show di ritiro di Kagetsu). Hana invece è ancora un work in progress, sicuramente mostra una tecnica abbastanza solida e sul ring sembra muoversi con sicurezza, tuttavia le manca ancore un set di mosse ben definito e soprattutto ha una personalità ancora da sviluppare, sicchè in questo incontro è stata totalmente sopraffatta dall'avversaria limitandosi al ruolo di spalla ma senza mai dare l'impressione di poter vincere o quantomeno lasciare un'impronta sul match.

#4 Manami vs. Nanami

A chiudere l'evento sono due giovanissime, la campionessa Sendai Manami infatti ha solo 15 anni, ma lotta già da 2 anni, quindi a partire dalla stessa età dell'avversaria.

Nanami provviene dal Dojo DIANA dove negli ultimi anni sono cresciute la già citata Sareee e l'ex NXT champion Rhea Ripley e dove è possibile trovare e lavorare con molti nomi di spicco della storia joshi che frequentano la promotion, tra le quali figurano Aja Kong e Kaoru Itoh (oltre alla fondatrice). Naturalmente non poteva certo uscire un capolavoro, ma l'età delle ragazze è un fattore che non si può trascurare e l'azione è stata comunque solida e soprattutto nessuna delle due è sembrata a disagio sia in fase di selling che di comeback. Non è poco considerando poi che se Manami ha già collezionato diversi incontri "pesanti" con le main eventer Senjo, altrettanto non si può dire per la più giovane rivale.

La vittoria di Manami era comunque scontata e molto probabilmente sarà lei a beneficiare di questa occasione per consolidare il suo status e diventae un altro fiore all'occhiello della Satomura, ma in generale una di queste ragazze potrebbe riapparire in altre occasioni, soprattutto adesso che è stato formalizzato un nuovo contrato televisivo con ITW, altra conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, che Meiko Knows best.

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