Calle joshi

Actwres girl’Z Beginning
Recensioni | By Poppo • 23-02-2021
Image Credits: Actwres girl’Z Beginning

Per molte compagnie joshi le cinture hanno rappresentato (e rappresentano tuttora) qualcosa di più di un semplice mezzo per valorizzare le proprie beniamine, una sorta di mito fondatore, di pietra miliare della propria storia. La Red belt della All Japan Women's Pro-Wrestling (e ripresa nelle intenzioni dalla Stardom) rappresenta in primo luogo l'eredità trasmessa dalle americane sbarcate in Giappone per esportare il wrestling e la successiva esplosione globale del gruppo della famiglia Matsunaga. Una delle poche eccezioni in tal senso é rappresentata dalle Actwres girl’Z: la promotion delle idols é sempre stata fedele alla sua linea di valorizzazione delle proprie performer facendole esibire sia nella lotta che nelle altre arti come il canto ed il ballo, insomma nell'intrattenimento a tutto tondo.

Con lo sbarco di Yumiko Hotta nel 2018 pareva che questa visione potesse cambiare: la reputazione di allenatrice e "donna di ferro" dell'ex AJW suggeriva un maggiore investimento sul versante del quadrato, non a caso per sua volontà era stata istituita il primo - e fino a poco tempo fa unico - alloro della compagnia. Dopo appena due anni però la Hotta ha rinunciato ai propri incarichi per intraprendere una nuova avventura fondando la propria etichetta, la T-Heart, la terza contando anche il rebranding della Arsion). Alla ripartenza degli spettacoli post quarantena non era chiaro qualche direzione avrebbe intrapreso questo nuovo corso, specie dopo aver subito altri scotti in precedenza quali l'infortunio di Reika Saiki dopo aver vinto la cintura AGZ e la perdita di Saori Anou, uno dei prodotti più interessanti usciti dal vivaio.

Per ora la risposta é stata l'istituzione delle nuove cinture di coppia con relativa assegnazione tramite un torneo che di contro ha visto protagoniste per la maggior parte provenienti da altri ambienti. Scelta ponderata o necessità?

Outsider

Ai blocchi partenza in quel della Korakuen Hall si sono presentate 14 team, molti per la verità costruiti giusto per l'occasione accoppiando ad una delle giovani girl’Z una tutrice più navigata: é il caso di Noa Igarashi, assegnata a quella vecchia volpe di Kaori Yoneyama, oppure del binomio Yuna Mizumori-Yuna Manase; quest'ultimo sodalizio (formatosi altrove peraltro, in GANBARE PRO) rappresenta meglio l'idea di fondo dato che per accompagnare la Mizumori a colei che ha preceduto la Hotta nel ruolo di allenatrice si é deciso di separare un tag fatto e finito come quello delle TropikaWild formato con SAKI, anche lei riassaegnata per fare squadra con Hikari Shimizu, creando di contro una delle poche squadre formate interamente in casa e rappresentante delle Colors, una delle 2 unità in cui il roster é suddiviso, un po' come avviene per le formazioni delle idols.

L'unica coppia di fatto quindi é quella delle Luminous, recentemente diventate campionesse di coppia della Diana di cui fa parte l'attuale ace Miyuki Takase, la quale assieme a Haruka Umesaki si sta ritagliando spazi ed ingaggi al di fuori del nido. Troppo importanti dunque per non venire considerate le favorite d'obbligo di questa competizione, soprattutto per il prestigio della Takase, rimasta ormai l'ultima bandiera delle Actwres.

Il main event della prima giornata però ha racontato una storia totalmente inaspettata, spiazzante per certi versi: le due favorite vengono sconfitte da una coppia improvvisata e per di più provveniente dall'esterno, dalla Ice Ribbon; assieme la sigla di Tsukasa Fujimoto le due realtà avevano recentemente messo in scena uno show congiunto alla fine dello scorso anno, ma in generale tra le due parti c'é stato spesso e volentieri un interscambio di talenti e stavolta é toccato a Maika Ozaki e Tae Honma "invadere" Tokyo.  Le 2 avevano stretto un'alleanza dopo la loro apparizione nell'act 47 che aveva visto lottare Tae nel main event arbitrato eccezionalmente proprio dalla Ozaki. Tuttavia  la loro unica similitudine si limita al chiudere gli incontri attraverso una mossa di sottomissione: per il resto sono molto diverse quanto a stile, personaggio ed esperienza in generale; al tempo stesso queste differenze non sono così nette da essere complementari, sicché la loro arma vincente risulta essere la forza in singolo, soprattutto della Honma e della armbreaker capace di mettere in seria difficoltà l'asso Takase e di sottomettere la sua compare. Sarà il motivo ricorrente del torneo, assieme alla partecipazione di altre campionesse di categoria esterne, tant'è che la stessa Maika qualche settimana dopo vincerà le cinture International assieme a Maya Yukihi.

Ma le Luminuos non sono stati gli unici nomi di peso a cadere al primo turno, l'altro capitombolo é toccato all'esperta Mari, la ragazza ninja - tra le più riconoscibili di tutto il roster - ha visto la sua compagna Ayumu Hayashi venire letteralmente travolta dalle cannonate di Ami Miura dopo un vero e proprio scontro frontale formato da 10 minuti di calci e cariche, stessa sorte toccata alla Igarashi prima e poi alla Mizumori per mano di SAKI. Meno peggio é andata all'altro nome d'eccezione iscritto, l'ex Cassandra e Andras  - oggi Michiko - Miyagi, ormai prestata alla formazione giovanile attraverso il suo ruolo in Just Tap Out dopo la poco felice esperienza in Stardom; la sua nuova versione é una lontana parente del demone con la cresta ed il trucco visto nelle Sendai Girls', incredibilmente sobria, tanto da essere difficile da riconoscere persino nel modo di stare sul ring, così spoglio di quelle powermoves e taunt che l'avevano caratterizzata. Il suo torneo assieme alla più minuta Misa Matsui si ferma al secondo turno, senza infamia e senza lode, altra cortesia del duo SAKI-Shimizu. A fermare l'ultima rappresentanza della casa ci pensano le due Ribbon, sempre in controllo della contesa e a cui stavolta é toccato alla Ozaki chiudere i conti con la sua fidata Torture Rack.

A raggiungere le SPiCEAP in finale, una coppia mista: Kakeru Sekiguchi e Miku Aono, entrambe svezzate in casa Actwres, ma viste molte volte in altri contesti: Miku ha presenziato molte volte in Ice Ribbon, mentre Kakeru ha seguito le orme della Anou venendo "adottata" dalla Oz Academy dove oltre a far parte delle seconda versione delle MISSION K4 agli ordini di Kaho Kobayashi, da diverso tempo detiene - neanche a dirlo - i titoli di coppia assieme alla propria capitana. Nonostante il sodalizio non parta da una vera e propria collaborazione formale, le due hanno bene o male lavorato assieme fin dagli esordi, quanto basta per formare un'intesa magari non spettacolare ma piuttosto solida. L'approdo al fondo del tabellone é arrivato dopo una serie di incontri lottati con l'attitudine delle perenni inseguitrici, ruolo interpretato in maniera convincente da parte di entrambe.

L'ultimo incontro però segue un binario diverso: Miku infatti riesce a pareggiare la forza della Ozaki, mentre la Sekiguchi si occupa della Honma impedendole di utilizzare le sue armi per controllare il match, per poi darsi il cambio, così Kakeru applica l'armbar su Maika per impedirle di usare le sue mosse principali e Miku va a segno con le proprie trademark sulla Honma; il gioco di squadra quindi riesce a bloccare gli ingranaggi delle avversarie che faticano ad imporre le proprie peculiarità, salvo alcuni piccoli break, fino al momento in cui queste iniziano a collaborare davvero esibendo le prime vere manovre di coppia, dopodiché la Ozaki intrappola la Sakiguchi nella Torture Rack fuori ring, dando così occasione all'alleata di sfoderare un'inedita presa in grado di bloccare a terra contemporaneamente ambo le braccia e la gamba sinistra della Aono, costringendola alla resa dopo una lunga agonia.

A Maika la gioia di essere diventata bi-campionessa di coppia, a Tae il secondo titolo in carriera (con vista sulla corona di Miyuki Takase). In questo vortice di nomi e sigle é difficile capire quanto ci sia del marchio Actwres conosciuto finora e quanto arrivi dalle altre realtà, ma come nel vecchio quiz televisivo, si va per tentativi e specie in un periodo come questo di difficile assestamento, la tentazione di appoggiarsi ai nomi più consolidati a disposizione é più che comprensibile, ma non bisogna dimenticare che da questa palestra sono usciti nomi come Tam Nakano e Himeka Arita, segno che cinture o no, le idee e le fondamenta per lavorare bene ci possono essere anche con pochi mezzi, a patto di non perdere la bussola.

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