Calle joshi

Recensioni | By Poppo • 19-06-2021

Quella passata é stata una settimana campale per molte realtà joshi, una 7 giorni in cui si sono svolte la rievocazione della GAEA (organizzata da Marvelous e Sendai Girls'), l' ultimo episodio della settima stagione dei ChocoPro targati Gatoh Move e la conclusione del Cinderella Tour della Stardom (quest'anno eccezionalmente ripartito in più serate).

Gli ultimi due eventi si sono distinti per aver ospitato 2 incontri di cartello molto lunghi ed abbastanza affini per storia ed abbinamento degli interpreti, ma Alla fine dei giochi sono usciti due risultati molto diversi tra loro e non solo per il fatto di essere stati organizzati da due compagnia letteralmente agli antipodi: a fare la differenza non sono stata la differenza tra il palcoscenico della Korakuen Hall e quello angusto della Choco Square o la trasmissione in Pay per View piuttosto che in streaming su Youtube.

Le sfide parallele per le enfant prodige Utami Hayashishita e Mei Suruga dovevano rappresentare una delle tante prove di maturità che dovranno affrontare in questa fase delle loro ancora brevi carriere e i nomi delle vette da scalare corrispondevano a quelli di una coppia di carneadi del ring quali Syuri e Minoru Fujita e proprio il modo con cui hanno svolto il loro tema é ciò che ha fatto la differenza.

Premessa

Quello tra Mei chan e Fujita era l'unico incontro previsto all'interno del centoventicinquesimo episodio di ChocoPro e la contesta é stata venduta come la prova del 9 per l'allieva prediletta della promoter Emi Sakura: oltre alla volontà di vendicare la sconfitta patita dal compagno di team - nonché "migliore amico" - Baliyan Akki in occasione del centesimo episodio, si trattava della seconda vera opportunità di vincere la cinta Super Asia diventando la nuova ace del gruppo, laddove aveva fallito qualche anno prima perdendo con la precedente "cocca" della maestra, Riho. Dopo tanti incontri in coppia quindi, finalmente un'opportunità di spessore per l'apple girl, vista e considerata la lunga carriera dell'attuale detentore ed il suo crescente ruolo nell'ambito intergender come dimostrato dalle recenti apparizioni in altri show al femminile (ultimo in ordine di tempo quello autoprodotto da Risa Sera) e dal tag consolidato con Rina Yamashita.

Chi invece ha già avuto il suo momento di gloria ed una cintura alla vita é Utami, essendo da diversi mesi campionessa mondiale Stardom dopo aver battuto l'asso Iwatani, pertanto il suo status partiva sicuramente da una posizione più consolidata rispetto alla collega, tuttavia la sfida lanciatale dalla filippina - primo incrocio assoluto tra le 2 - rappresentava una svolta netta in confronto al percorso intrapreso dalla sua reggenza: dopo affrontato subito la sua senpai Momo Watanabe, la figlia di Big Daddy ha dovuto prendersi maggiori oneri cercando di tirare fuori il meglio da performer meno esperte come nel caso dell'alleata Kamitani o meno integrate nel contesto joshi come Bea Priestley (con la quale peraltro aveva inscenato un pessimo precedente qualche anno prima), di certo non in grado di rappresentare minacce concrete per lei. Dal canto suo il ruolo assunto da Syuri dopo il suo ingaggio é quello di dare esperienza e varietà ad un roster che si sta popolando di molte ragazze anche provenienti da altre realtà ma dotate di un curriculum nazionale (e non solo) decisamente inferiore. A parte Mayu, Kaori Yoneyama, nessun'altra possiede spessore e qualità da trasmettere in contesti molto importanti, proprio come in questo frangente, vista anche la recedente adozione della formula a Pay Per View da parte di Bushiroad che sta ponendo maggiore enfasi sulla promozione degli spattacoli principali della compagnia (non ultima la scelta di introdurre un team apposito di commento formato da Sonny Gutierrez e Stewart Fulton). Con Mayu impiegata a valorizzare le sue vecchie ed attuali STARS, si é venuta a creare nel tempo una sua alternativa da mettere di fronte alle aspiranti main eventer, così come avvenuto con Giulia, la bicampionessa (SWA e Goddesses of Stardom) é stata contrapposta senza problemi ad un'altra campionessa come boss intermedio da affrontare.

Al di là del risultato però, per entrambe contava la prestazione, riuscire come minimo a tenere il passo di questi avversari e se possibile ad infondervi la propria personalità evitando di venire offuscate dal peso degli avversari. Fare un passo avanti per evitare di doverne fare due all'indietro insomma.

Svolgimento

Il primo elemento a saltare subito all'occhio dei 2 scontri é stato il fattore tempo, 43 minuti per il main event Stardom (30 di base a cui si sommano i 13 passati dalla convalida della ripresa delle ostilità) e addirittura 55 per quello della Gatoh. Un'enormità per tanti addetti ai lavori, molto sfruttata per le grandi sfida da etichette come la New Japan e in passato proposta con maggiore frequenza, anche se in ambito femminile era più una prerogativa di realtà come la JWP che proponeva nel lottato lunghe fasi di scambi a terra che lentamente vedevano accelerare l'evolversi delle trame proposte.

Un mondo molto distante dal contesto della Gatoh Move, dove lottatrici e lottatori si muovono dentro e fuori dalla palestra cercando di sfruttare il poco spazio a disposizione nella maniera più creativa per creare situazioni bizzarre in grado di catturare la fantasia dello spettatore. Un'arte nella quale Mei Suruga ormai eccelle: nel giro di un anno la ragazzina é passata dal farsi appendere con un gancio da Chris Brookes ad avere un ruolo più attivo nel corso dei suoi incontri, mettendo quindi lei in difficoltà gli avversari spuntando a sorpresa da qualsiasi angolo.

Mei Suruga vs Minoru Fujita - 12 Giugno 2021, ChocoPro #125

Rispetto al solito però l'azione si é svolta per la maggior parte del tempo sul tappetino: nell'ora avuta a disposizione la sfidante ha cercato di sottomettere il campione in più modi ed in diversi punti, cambiando strategia di volta in volta a causa dell'impossibilità di completare le sue mosse a causa dell'ampio divario fisico esistente tra i due (sia in altezza che in larghezza); questo gap però non ha incanalato la storia verso binari tradizionali affidando quindi la conduzione principalmente a Fujita, il quale si é messo pienamente a disposizione lasciando gran parte dell'offensiva alla più giovane, accentuandola ed enfatizzando le sue reazioni cercando di mostrarsi in piena difficoltà. Un ruolo da ace, lo stesso a cui ambisce dichiaratamente Mei.

Una sfida già di per sé difficile, ma complicata dallo scorrere del tempo: un'impostazione di questo tipo infatti rischia di essere limitata dalla scarsità di spazio dedicato al ring, costringendo perciò ridurre i movimenti durante le prese per evitari di invalidarle ed in qualche modo portando a costruirle in maniera molto simile dando una sensazione di maggiore ridondanza. La mancanza di un arto specifico su cui Mei si é concentrata in tal senso ha reso più semplice la fruizione "riempiendo" l'incontro di situazioni varie e legate tra di loro ed una volta messa a segno completamente una single leg Boston crab alle gambe (l'unico punto vulnerabile) senza risultato ha optato prima per il solito uso creativo della location - usando prima i fogli con le dediche degli spettatori a mo' di marketta e poi sfruttando il lavello per tentare un simpatico tentativo di annegamento - per tornare sui suoi passi nella fase inoltrata dell'incontro proponendo le consuete mosse a sorpresa riducendo la velocità gradualmente per vendere la crescente fatica.

Solo allora Minoru ha preso in mano le redini della storia ritorecendo queste strategie contro la sfidante: ha usato il materassino per uscire da una seconda Boston crab (come aveva fatto contro Baly in precedenza), si é lanciato dalla mobilia, per poi applicare a sua volta una combinazione di sottomissioni culminate nella STF decisiva a spezzare le ultime resistenze nemiche.

Molto più equilibrata invece la storia raccontata da Syuri e Utami: nelle preview precedenti all'evento, le 2 si erano appena incrociate fornendo un timido antipasto in occasione del torneo Cinderella, dove a farla da padrona era stata la sfida tra la forza fisica della Red champ e la tecnica dell'ex UFC, un preludio in parte rispettato ma non come preventivato. La Utami dell'ultimo anno ha imparato a studiare le proprie avversarie e ad adattarsi al loro stile senza limitarsi a subirlo, ma spesso provando a contrattaccare incorporandone alcuni elementi nella propria offensiva, anche qualora le mosse non fossero parte del suo bagaglio. Così nella prima metà dell'incontro ha cercato di difendersi dalle molteplici sottomissioni della filippina applicandone a sua volta: a un attacco alla gamba ha ribaltato la mossa sullo stesso arto, ad un armbar ha colpito alla mano la rivale e quando messa più in difficoltà ha provato una più semplice sleeper hold facendo valere al tempo stesso la sua maggiore forza.

Credits Stardom

Una strategia speculare che si é dovuta scontrare però con l'altro volto di Syuri, quello di striker feroce e capace di sferrare calci letali (in questo caso concedendosi qualche variante aerea) e di incassare colpi molto violenti ripredendosi molto velocemente. Ma non solo: per rispondere a sua volta, ha osato molte più tecniche d'impatto del solito, sia lanciandosi furoi dal ring (con risultati alterni) ed anche lanciando l'avversaria dalle corde, sempre però cercando di riprendere il lavoro all'arto danneggiato, con particolare attenzione alle braccia di Utami.

In questo modo gran parte delle powermoves effettuate da Utami all'interno del quadrato sono state disinnescate dalla pronta reazione della sfidante, sicché come avvenuto nelle difese precedenti, la Hayashishita ha cercato spostare le sue proverbiali cannonate fuori dal ring, prima adoperando l'Air raid crash (mossa che era stata importante, specie nella sfida con Momo) e poi un pericolosissimo German rivolto verso il ring e che ha visto il capo di Syuri sfiorare appena l'apron, rischiando danni ben più gravi. A queste tecniche la risposta é sempre stata immediata ed altrettanto d'impatto, dando una vera e propria struttura modulare all'incontro: sottomissione - mosse d'impatto - fase fuori ring e così via, una sequenza ripresa 3 volte nel corso dei tre quarti d'ora trascorsi, persino una volta riavviata la gara dopo lo scadere dei 30 minuti a disposizione: anche in quel momento questo modo di operare metodico e preciso, volto all'annullamento reciproco, senza peraltro forzarne i ritmi.

Anche Giulia aveva cercato di puntare sulla stessa arma della sua compagna di unit, tuttavia in quel caso era evidente come fosse un modo di "inseguire" l'avversaria per non farsi sopraffare, mentre in questo caso c'é stato un reciproco scambio di strategie, lo scontro si é sviluppato in un contesto di parità relativa dove l'ipotetica vittoria ai punti é molto soggettiva: gli spot di maggior impatto li ha effettuati Utami, ma la velocità dell'azione (molto sostenuto) lo ha dettato la sfidante e non é un caso se le parti centrali e quella finale hanno visto lei gestire l'offensiva.

Paradossalmente il doppio KO finale ha finito per proteggere più la veterana (al secondo pareggio in un match per le cinture maggiori) che non la più giovane leonessa, il risultato infatti ha reso ufficialmente la terza campionessa un ostacolo quasi insormontabile nelle attuali gerarchie, persino per chi possiede il titolo più importante.

Conclusione

Rispettando a pieno i canoni della formazione giovanile giapponese, per i due prospetti sono arrivati due stop importanti e che molto proabilmente verranno ripresi in un prossimo futuro: il ruolo centrale di Mei nella piccola Gatoh Move é fuori discussione e l'uso della cintura massima é un modo come un altro per dare maggior peso alle mini storie che avvengono all'interno della piccola palestra e se anche non la dovesse vincere attraverso una rivincita contro Fujita, certamente questa sfida rappresenterà un ottimo punto di partenza, sia per i fatti narrati che per la sua unicità dovuta alla sua lunghezza.

Nel caso di Utami invece c'é da tenere conto dell'eco mediatico di ottenuto dall'incontro, essendo molto piaciuto a pubblico e critica, con tanto di elezione provvisoria a miglior incontro femminile dell'anno da parte del giornalista Dave Meltzer. Parere opinabile certo, ma in continuità con gli elogi espressi per il main event del decimo anniversario dello scorso Marzo, altro Pay Per View che ha trovato altrettanto riscontro, specie tra un pubblico, quello internazionale (ed americano in particolare) che il management tiene in particolare considerazione e che potrebbe spingerlo a riproporre non solo un altro scontro tra le 2, ma anche a spingere ad un ampliamento dei minutaggi a disposizione (finora estesi solo in occasioni molto particolari).

Per il momento la meta della grandezza per loro é ancora distante, ma dopo queste prestazioni forse é meno lontana di quanto possa sembrare, anche se c'é ancora molto da faticare per raggiungerla.

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