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Ice Ribbon
Match | By Poppo • 04-07-2021
Image Credits: Ice Ribbon

Il mese di Giugno della Ice Ribbon é stato all'insegna della violenza

A chiudere la carrellata degli eventi di Giugno proposta all'interno di queste colonne, ci pensa la Ice Ribbon con la sua folta programmazione: oltre ad aver celebrato i suoi 15 anni di esitenza, la promotion di Saitama ha concluso un suo particolare ciclo di incontri e storie legati al mondo dell'hardcore, un terriorio che negli anni é stato ampiamente esplorato e conquistato anche dalle lottatrici in gonnella e che in questa compagnia più che in altre ha trovato spesso e volentieri un terreno più fertile per esprimersi.

Se l'introduzione del titolo FantastIce lo scorso anno ha di fatto stabilizzato la presenza di questi incontri all'interno delle card, gli avvenimenti di questo periodo in tal senso non solo ne hanno ampliato ulteriormente i potenziali intrecci e sviluppi, ma hanno fatto si che la regina incontrastata del genere Risa Sera adesso abbia non una specialista in più con cui confrontarsi, ma ben 2, la supernova Suzu Suzuki e la più esperta Rina Yamashita.

Cicatrici

Il film Falling down (tradotto in Italia come "un giorno di ordinaria follia") racconta la parabola distruttrice di un disoccupato a caccia della propria ex moglie - allontanasi il più possibile da lui - in occasione del compleanno della figlia, un viaggio durante il quale sviluppa nella maniera più impensabile un arsenale di armi che non é pienamente in grado di controllare, ma che causano gravissimi danni a coloro che volontariamente o meno si sono posti sul suo cammino. Suzu Suzuki la strada della violenza l'ha imboccata di sua spontanea volontà, ispirandosi proprio alla senpai Sera, ma per ottenere il consenso a diventare una deathmatcher ha dovuto attendere di conseguire il diploma di scuola superiore per potersi trasferire dalla sua isola, Kyushu, al dojo di Saitama ed una volta terminato il suo primo regno da campionessa Infinity, da Febbraio si é finalmente "regalata" la sua serie di incontri - chiamata Suzu Suzuki Hardcore Determination - contri i 7 più importanti esponenti della specialità affiliati alla Big Japan Pro Wrestling ed alla 666, realtà che spesso e volentieri collaborano con la società di Hajime Sato.

Come il William Foster interpretato da Michael Douglas, la giovane nei primi 2 incontri che l'hanno anteposta a Yuko Miyamoto e Takashi Sasaki, ha assaggiato i danni inflitti da sedie, scale e Shangai, prendendo confidenza con questo genere di bump più spinti del solito, ma probabilmente non era ancora pronta per il sanguinamento, tant'é che il terzo incontro disputato con il "bimbo pazzo" Masashi Takeda é stato interrotto dall'arbitro a causa dell'eccessiva ferita riportata al capo, dopo che Masashi l'aveva bloccata infilzandola con un paio di forbici.

Takashi Sasaki vs Suzu Suzuki - 27 Marzo 2021, Spring Is Short, Fight Girl (Korakuen Hall)

Un episodio che ha fatto partire una serie di critiche da parte dei commentatori nei confronti della compagnia - colpevole di aver messo a rischio la salute di una ragazzina - e dello stesso Takeda, reo essersene preso abbastanza cura durante l'incontro. Accuse mal digerite dalla stessa Suzu, così come i messaggi di preoccupazione rivolti dagli stessi fan, i quali malgrado le buone intenzioni non riuscivano a cogliere la sua volontà di mettersi alla prova ed il suo carattere orgoglioso.

“I’m sure that if you watch my matches you’ll understand, and if you get to know me then your views will change. The thing I hate the most is being pitied.”

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Sono Sicura che se guarderete i miei incontri capirete e cambierete il vostro punto di vista. La cosa che odio é essere compatita

Suzu Suzuki

Poco meno di 3 mesi, dopo la serie é proseguita regolarmente mostrando una progressiva aggressività della ragazza, al punto da giocarsela alla pari con mostri sacri come Jun Kasai, Isami Kodaka ed arrivando agli ultimi eventi al leggendario Abdullah Kobayashi per cercare infine una rivincita contro Miyamoto, il primo che aveva affrontato. Contro ognuno di essi Suzu ha provato a ritorcere contro ognuno di essi le proprie trademark e le armi caratteristiche, sopperendo spesso alla stanchezza con l'uso di calci nelle parti basse, come a dimostrare la feroce foglia di essere all'altezza del compito.

A farne le spese maggiormente é stato lo storico allievo di Abdullah the Butcher (che in passato aveva fatto vedere i sorci verdi a gente come Kyoko Kimura ed alla stessa Risa Sera) al quale é stato riservato durante lo scontro un taglio di capelli gratuito e non richiesto ed un peggiore trattamento ai gioielli di famiglia, colpiti più volte da Suzu utilizzando la scala a disposizione. Anche se l'obiettivo dichiarato alla vigilia da parte della diciassettenne, cioé quello di applicare il suo German suplex al più grosso rivale affrontato sinora, non va in porto, comunque é riuscita nel proseguo a prendersi lo sfizio di farlo sanguinare copiosamente a sua volta e di colpirlo con la più classica delle body slam.

La rivincita con il gladiatore della 666 - alla Korakuen Hall, il luogo del misfatto - invece ha visto l'introduzione dell'unico elemento che era macanto nel corso della serie, ossia il tavolo con il filo spinato, usato fin dalle prime battute della sfida e che Suzu ha assaggiato nella maniera più dura possibile. La giovane invece per l'ultima esibizione ha puntato invece su un'arma non convenzionale: se durante la serie aveva optato per l'utilizzo di un secchiello di campanellini su cui far atterrare gli avversari al posto delle più comuni puntine (da cui ha ricavato un'apposita t-shirt messa in vendita), stavolta li ha sostituiti con un sacco di ricci di castagne, più naturali ma non meno dolorosi per via delle spine e della durezza e dell'irregolarità del frutto.

Più di un quarto d'ora lottato alla pari, ma conclusosi come il resto della serie con la sconfitta di Suzu, l'unica nota negativa della serata, assieme ad un errore nel passaggio precedente alla chiusura dove aveva sbagliato il posizionamento in fase di esecuzione di una sunset flip bomb rompendo in anticipo un tavolo, errore al quale aveva rimediato subito senza perdersi d'animo colpendo, ancora una volta con violenza l'avversario alle parti basse e chiamdno a gran voce il pubblico. Sconfitta, trascinata in spalla dall'esperta Mio Shirai, ma uscita di scena a testa altissima.

Yuko Miyamoto vs Suzu Suzuki - 27 Giugno 2021, After The Rain, Ribbon ~ Goodbye Our Matsuya Uno (Korakuen Hall)

Colpire più forte

Proprio per rispondere alle precedenti critiche e scagionare Takeda dalle accuse, Suzu ha scelto quest'ultimo come partner in occasione di Nuclear Fighting 2, il sesto show prodotto da Risa Sera (in collaborazione con la Ribbon) diviso in due parti svolte tra il pomeriggio e la serata dello scorso 13 Giugno, il cui tema é stato un torneo a coppie miste, ovviamente con regole hardcore. Oltre alla coppia citata hanno partecipato l'organizzatrice, affiancata dal fedele Orca Uto, il litigioso duo formato da Maya Yukihi e Takashi Sasaki, quello disfunzionale composto da Hiragi Kurumi e Toshiyuki Sakuda e quello festaiolo formato da Mochi Miyagi e Takayuki Ueki e proprio la povera Mochi é stata quella ad avere la peggio nel corso della serata, chiudendo con un occhio nero causato dallo scontro con uno gnomo da giardino usato come arma contundente proprio dalla Suzuki.

A chiudere il gruppo, uno scambio: Minoru Fujita e Rina Yamashita infatti sono stati per diverso tempo un team affiatato in FREEDOM, tuttavia la storia della competizione é ruotata attorno al "tradimento" di Rina per allearsi con l'ormai iconico Jun Kasai, con lo scopo di vincere la competizione e sconfiggere Risa Sera, colei che l'aveva sonoramente sconfitta lo scorso anno nel match di assegnazione della cintura FantastIce. Per ripicca Fujita ha scelto come compagna la coriacea Akane Fujita, un'altra che con Risa ha battagliato diverse volte nel corso dell'ultimo anno, anche durante i precedenti spettacoli autoprodotti. Dopo alcune schermaglie avvenute al termine dei rispettivi incontri del primo turno, le squadre si sono affrontate nella chiusura della prima parte di giornata, dove in uno scontro di forza bruta al femminile a prevalere é stata quella di Rina.

Proprio il contributo maschile é stato l'elemento distintivo della manifestazione: i lottatori hanno messo in campo la propria personalità senza per questo mancare nelle interazioni e nel dare un contributo a livello di storytelling, tuttavia all'interno degli incontri la loro presenza si é limitata allo stretto indispensabile, in modo da non sovrapporsi alle vere protagoniste rubandogli la scena. Un esempio in tal senso é stato il ruolo di Sasaki, prima defilato a semplice rinforzo per consentire il derby tra Risa e l'ex compagna di tag team Maya (protagoniste di un divertente scambio schermistico utilizzando un tubo fluorescente ed un ventaglio) e poi impegnato a lottare contro la precedente alleata durante la serata recitando la parte del maschio alfa in difficoltà.

Un breve scambio generazione é avvenuto durante le semifinali attraverso gli scambi tra una sanguinante Risa ed una ancora vispa (e munita appositamente di forbici) Suzu, ma il vero climax é stato raggiunto nella finale, tra la veterana e Rina. Per quest'ultima era arrivato il momento di rivendicare le tante esperienze accumulate recentemente nei match hardcore ma soprattutto in quelli intergender dove ha forgiato ulteriormente la sua reputazione di "dura a morire".

Se Uto e Kasai hanno contribuito ad alzare il livello di violenza con un brutale susseguirsi di colpi sferrati con i temibili lightubes, le due ragazze si sono scambiate una serie di cortesie veloci ma piuttosto intense ed alla fine la Yamashita ha avuto l'ultima parola schiantando la rivale contro una pila di sedie con la sua Splash Mountain, imitando in parte il suo compare di serata, guadagnandosi il diritto di avere la rivincita dello scorso anno.

Potendo scegliere la stipulazione in quanto campionessa di categoria, Risa ha scelto quella che meglio ha interpretato durante i suoi diversi anni di attività, il Fluorescent Light Tube Death Match. Con il ring circondato da tubi di neon e la sua fidata raggiera composta da altrettanti lightubes, l'obiettivo era quello di riportare la rivale al fatidico scontro precedente, con particolare riferimento a quando l'aveva ridotta in ginocchio rompendogliene diversi direttamente in testa. Tuttavia, la storia dell'incontro é andata in una direzione totalmente opposta, infatti dopo pochi istanti le due contendenti hanno iniziato a lanciarsi di proposito contro gli oggetti contundenti ed a sbatterseli di proposito contro il corpo autoinfliggendosi danni e sollevando una coltre di polvere bianca, tutto al solo scopo di dimostrare di non avere paura di farsi del male.

La volontà di non mostrare le proprie debolezze ha fatto si che a seguito di molte delle comuni mosse d'impatto ricevute, il conteggio dell'arbitro si sia sempre fermato a 1, anche quando le condizioni fisiche delle 2 ha iniziato a degenerare seriamente, come dimostra la schiena della Yamashita che ad un certo punto si é letteralmente tinta di rosso per via delle ferite riportate alle spalle - a causa delle schegge di lampada sparse per il ring - ed alla fronte per gentile concessione dell'etichettatrice (una scenetta comica che si era vista proprio durante Nuclear Fighting 2 per pubblicizzare la locandina). L'esperienza pregressa però in altri casi ha aiutato Rina a controbattere le tecniche della queen of deathblast, molte delle quali si erano viste nella cornice dello Yokohama Bunka Gymnasium e stavolta ribattute con altrettanta veemenza, dall'attacco dalle scale alle tipiche ginocchiate volanti di Risa.

Nemmeno un terrificante colpo sferrato con la raggiera mentre si trovava sulla terza corda é bastato a mettere KO Rina, la cui adrenalina é stata sufficiente nel momento decisivo per sferrare un devastante 1-2 applicando un B-drive sopra una sedia munita di filo spinato e successivamente la Splash Mountain su una pila di tubi luminosi, diventando la seconda persona a detenere la cintura a un anno dalla sua introduzione. Un vero e proprio passaggio di consegne, come sottolineato dai complimenti finali della precedente regnante e dal sentitissimo abbraccio conclusivo.

Un bel momento interrotto dall'irruzione di Suzu, ancora dolorante per via del già citato scontro avvenuto poco prima con Miyamoto, pronta a rivendicare un'opportunità alla cintura: se l'inseguimento della Yamashita si é concluso, il suo é appena agli inizi e per battere le 2 campionesse, dovrà usare tutte le armi possibili. Forse anche qualcosa in più.