Calle joshi

MAKAI
Match | By Poppo • 13-12-2020
Image Credits: MAKAI

Una delle condizioni poste da Hikaru Shida alla AEW per l'ingaggio avvenuto ormai più di un anno fa è stata quella di poter continuare le proprie attività esterne alla compagnia: il riferimento non era tanto rivolto alle promotion giapponesi frequentate prima del trasferimento in America, quanto alla MAKAI, la compagnia di intrattenimento che racchiude le due anime di Hikaru, quella di attrice durata fino al 2009 e quella di lottatrice iniziata nello stesso anno sul set di Surî kaunto, il film sul wrestling ideato dal duo Kyoko Inoue-Emi Sakura.

La MAKAI include tutto questo e anche di più ed  è il motivo per il quale la Shida e altri suoi colleghi ne calcalcono i palcoscenici. O i ring.

II = Intrattenimento Ibrido

Nata come una serie di spettacoli autoprodotti nel 2014, MAKAI è diventata una società a tutti gli effetti nel 2017 grazie al crescente supporto del pubblico radunato nello sgabuzzino delle "start-up puroresu" per eccellenza, la Shin-Kiba 1st ring, tanto da indurre il produttore e regista Akihito Manabe ad investire nella sua nuova avventura creativa che fonde wrestling, musica e teatro, con una serie di scorci sul versante cinematografico e della produzione seriale (con tanto di titoli di coda proiettati al termine delle rappresentazioni); gli show infatti si basano su un copione basato su una singola sinossi portata avanti nel corso di questi 6 anni all'interno della quale si alternano esibizioni canore da parte di alcune band, match e scene recitate dal cast diviso equamente tra attori (tra i quali spicca lo specialista del teatro Kabuki Nagoya Saburo) e lottatori. La contaminazione tra i vari ambiti ha contribuito in seguito a creare dei progetti paralleli e specifici per i singoli comparti ma sempre afferenti alla mitologia originaria, come ad esempio le esibizioni musicali dell'etichetta MAKAISYOJYOKEN, oppure alle videoproduzioni più recenti e IZANAGI, la serie di combattimenti ambientata in un futuro successivo alla storia centrale.

L'ideatore Akihito Manabe (detto Yusha) é una figura poliedrica dai molteplici talenti: laureato in lettere presso l'università di Doshisha ha svolto in precedenza ruoli dirigenziali per varie aziende, in particolare la Yoshimoto Kogyo, marchio storico dell'intrattenimento nipponico nata ad inizio del ventesimo secolo e specializzata nella formazione di performer di vario genere e nell'organizzazione di spettacoli, con tanto di parco a tema dedicato presso l'isola di Hokkaido. Nel 2002 Yusha ha lasciato la casa madre per adereire ad una nuova creatura, la Pioneer Co., Ltd. che di fatto è la società progenitrice della sua futura creatura e che oltre ad occuparsi sempre del mondo dello spettacolo si occupa anche di istruzione ed attività educative. Nel mentre, all'attività manageriale, Manabe scrive testi, sceneggiature arrivando ad occuparsi anche di audivisivo dirigendo alcuni cortometraggi e spot pubblicitari. La figura autodidatta ed anarchica ideale per tentare un simile tipo di sperimentazione.

Il nome della compagnia è lo stesso del mondo dal quale prende origine la trama di fondo, un interregno funzionale a proteggere il mondo dei vivi da quello dei morti (una sorta di Inferno) il quale per poter esistere ed assolvere la sua funzione necessita dell'energia prodotta dal combattimento tra le forze del bene (Gobousei) e quelle del male organizzate in diverse formazioni; ogni schieramento è composto da anime appartenute a personaggi di valore, eroi del passato (molti realmente esistiti, altri appartenenti alla mitologia) detti Hitogata, i quali vengono evocati di volta in volta dagli ONMYOJI, figure tipiche dell'esoterismo giapponese. Protagonista principale della serie è una di queste anime erranti, una principessa guerriera risalente all'epoca Sengoku di nome Tsuruhime (o Tsuru nella sua abbreviazione) morta tragicamente in battaglia a soli 18 anni.

Il ruolo da sempre è stato interpretato proprio da Hikaru Shida, scelta personalmente da Manabe dopo averla conosciuta nel 2014 ad uno dei suoi corsi di recitazione chiamati Actraining. Tramite lei aderiscono al progetto altre lottatrici, molte delle quali parte integrante del gruppo che ormai si era formato tra le principali freelance della scena e quando si parla di loro, il nome più grande ed ecclettico non può essere che uno soltanto, quello dell'attuale Asuka della WWE, Kana.

Nel primo spettacolo infatti, il focus della narrazione si concentra sulla resurrezione di Tsuruhime da parte del leggendario sacerdote SEIMEI ed il suo primo scontro con la principale forza portante del male, un ex guerriera dell'era Heian chiamata Tomoe e che sarà la sua antogonista nel corso delle prime fasi di vita del progetto.

Episode 1 Abent - 24 Aprile 2014

Insomma una sceneggiatura che include molti elementi ricorrenti del wrestling moderno, a partire dalla canonica divisione tra buoni e cattivi (face e heel) e l'ulteriore ripartizione in gruppi (unit) ed ovviamente i combattimenti che seguone grossomodo forme e regole basilari: ring, arbitri (qui incarnati da diverse figure, soprattutto dai signori della guerra) e la vittoria per schienamento o la sottomissione; a differire però ci sono altrettanti elementi scenici, a parte l'assenza delle classiche corde del ring, trattandosi di combattimenti soprannaturali vengono chiamate in causa armi estremamente coreografiche (come spade o asce) così come possono venire invocate magie ed incantesimi che gli ONMYOJI (sempre parti attive negli incontri) passano ai loro campioni, seppure queste intrusioni sono in qualche modo asseribili alle interferenze a bordo ring che si vedono spesso in un match vero e proprio. Oltre a ciò, l'altro elemento fondante è la musica: i brani eseguiti in presa diretta non si limitano ad introdurre l'ingresso dei contendenti, ma accompagna e sottolinea tutti i passaggi dei combattimenti in quella che a tutti gli effetti é la colonna sonora dello spettacolo composta, arrangiata ed eseguita su misura del racconto in corso. Anche il modo di lottare risulta molto diverso da quello che ci hanno abituato realtà come la Stardom o la New Japan Pro Wrestling: se mosse e movenze sono per la maggior parte le stesse messe in scena dai singoli lottatori, l'esecuzione é molto più scandita e studiata per adattarsi alle coreografie ed allo stesso tempo tutta la componente più "reale" rappresentata dai colpi diretti e dalle prese a terra spesso e volentieri sono messe da parte in quanto poco funzionali alla messa in scena. In poche parole, una rilettura in chiave puramente scenografica dove non c'è spazio per l'improvvisazione e dove viene totalmente a mancare quel sottile filo che da sempre separa realtà e finzione scenica.

Casting

Non solo lottatrici però, dopo qualche episodio il roster si é avvalso delle prestazioni di un altro lottatore, Shonnoh Hagane il quale in questa storia ricopre il ruolo di Yasunari, amante della protagonista (ma allo stesso tempo fratellastro a sua insaputa a causa di una macchianazione ordita dal padre) morto assieme a lei nel corso della loro ultima battaglia combattuta fianco a fianco. La loro relazione tormentata è uno degli elementi ricorrenti della storia, spesso e volentieri infatti, il loro percorso li porterà a scontrarsi più volte a causa dell'appartenenza a diverse fazioni, Tsuru dalla parte dei Gobousei e Yasunari da quella dei pirati, gruppo senza una vera collocazione che agiva per proprio tornaconto e al quale apparteneva un altro nome noto del mondo del quadrato, quel Jun Kasai esperto dell'Ultra violent, stile che in questa circostanza viene totalmente messo da parte.

Tornando al mondo femminile ed al gruppo freelance, l'altro nome ricorrente della serie è quello di Syuri, anche lei aggregatasi nelle fasi iniziali del progetto per provare- inaspettatamente visto il suo background - a portare avanti il suo terzo sogno dopo quello di diventare wrestler e lottatrice MMA, cioè quello di recitare. La sua parte (denominata Saizo) é piuttosto importante ed approfondita con l'evolversi della trama, infatti appartiene ai 10 leggendari guerrieri, altra fazione polivalente ai fini del racconto; il suo intreccio con Keiji rappresenta la seconda storia d'amore infelice della storia ed è il motivo ricorrente che la porta a prendere le parti delle varie fazioni.

Più recentemente si sono aggiunti altri nomi come l'ex Kaientai e pluricampione Yuji Hino  (nel ruolo di Taira) e l'attuale campionessa Indipendent ASUKA (qui Sansaburo) fin da subito messa in contrapposizione di Saizo e parte del gruppo di riferimento dei cattivi, la Black Magic Army

Episode 38 Black Magic Orchestra - 10 Luglio 2017

Ad aggiungersi alla comitiva tramite candidatura spontanea uno Youtuber australiano molto particolare che aveva già intrecciato il suo percorso di intrattenitore con quello joshi: Ladybeard (al secolo Richard Magarey) infatti aveva preso parte ad alcuni incontri per la Tokyo Joshi Pro Wrestling allenandosi con le ragazze ed inscenando alcni siparietti con la vulcanica Hyper Misao mettendosi in mostra per il suo modo di vestire da crossdresser che l'aveva reso virale nello stesso periodo. Ma la sua popolarità é solo uno dei motivi per il quale è stato assunto, dalle parole di Manabe nel corso del mini documentario sulla MAKAI si evince che l'obiettivo sia quello di incorporare attori e lottatori stranieri, non soltanto per una questione linguistica (e commerciale), ma per creare un contesto multiculturale per aggiungere più spunti narrativi, non a caso il personaggio assegnatoli è quello del missionario cattolico ed europeo, un portoghese di nome Luís Fróis che rinnegherà la propria fede in nome del potere assoluto.

All'aspetto umano del progetto si sta aggiungendo recentemente l'impiego della tecnologia a supporto: le magie - non visibili dal vivo - sono state aggiunte nelle versioni video acquistabili dopo la rappresentazione, mentre nella serie spin-off MAKAI VR trasmessa su Youtube sono state adottate tecniche di ripresa basate sulle riprese dei combattimenti con videocamere a 360° ottenendo risultati molto particolari a livello di percezione dei duelli in termini di spazio e dettagli legati ai movimenti degli interpreti.

Anche la MAKAI  come altre compagnie è stata danneggiata dalla recente pandemia globale, tanto da aver sospeso momentaneamente la prorammazione a causa del numero ridotto di spettatori ospitabili a Shinkiba, inoltre l'episodio 68 dello scorso Marzo (distribuito gratuitamente sempre sul canale Youtube della compagnia) è stato in qualche modo storico essendo stato il primo in 6 anni senza la sua protagonista rimasta bloccata negli Stati Uniti.

Episode 68 Stairway to heaven - 28 Marzo 2020

In attesa del ritorno della programmazione, la MAKAI ad oggi é uno degli esperimenti più interessanti legati all'evoluzione del wrestling e della sua componente legata alle altre forme artistiche e di intrattenimento, specie le prime dato che in passato il principale tentativo di integrazione è stato tentato attraverso la strada cinematografica già citata o documentaristica e in tempi più recenti ha visto sbocchi verso il formato televisivo con prodotti come la Tofu Pro Wrestling, Lucha underground (e sempre per rimanere in Messico, il sottoprodotto web Lucha de barrio) ed il recente programma web The Masked Wrestler targato Beyond Wrestling; nesuno di questi tentativi però ha visto una così omogenea distribuzione delle arti messe in campo per la realizzazione del prodotto, tantomeno è riuscita ad indicare dei potenziali punti di evoluzione della tecnica realizzativa ed interpretativa del business così com'è stato concepito fino ad oggi.

Ecco perché la MAKAI é una realtà da guardare, e soprattutto ascoltare, con grande attenzione.

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