Calle joshi

Match | By Poppo • 28-09-2020

La storia dei 4 ragazzi che lottarono in GAEA

Il wrestling intergender negli ultimi ha destato la curiosità di un pubblico sempre più consistente abbattendo man mano la diffidenza sia da parte del pubblico che degli stessi addetti ai lavori fino ad arrivare oltreoceano - sponda nordamericana - registrando progressivamente gli exploit da parte di lottatrici come Candice LeRae, Kimber Lee e Tessa Blanchard.

Un punto di vista differente sulla partecipazione dei sessi è rappresentato invece dalla presenza di atleti di sesso opposto all'interno di quelle promotion che fondano la loro identità sulla rigida divisione dei sessi, in particolare la scena giapponese dove nonostante la storicamente forte contaminazione con la Lucha libre e la presenza di realtà fuori dagli schemi come la DDT o la 666, le compagnie si dividono ancora in compagini maschili e femminili; recentemente l'acquisizione della Stardom da parte di Bushiroad aveva inizialmente creato speculazioni sulla possibile fusione con la società principale del gruppo, la New Japan Pro Wrestling subito smentite dall'immediata separazione dal punto di vista legale ma che di fatto ha consentito quest'anno alle ragazze di Rossy Ogawa di presenziare - seppure in un dark match - al più grande evento della NJPW, Wrestle Kingdom.

Curiosamente una delle partecipanti di questo incontro aveva preso parte tempo prima ad un tentativo di inclusione dell'altra metà del cielo: Giulia infatti era stata una delle vittime dell'invasione della Ice Ribbon di Hideki Suzuki con il suo tentativo (in storyline) di istituire una divisione maschile all'interno della promotion di Tsukasa Fujimoto.

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Hideki Suzuki in azione per la Ice Ribbon

L'obiettivo sulla carta non è andato in porto, ma è altresì vero che a Saitama in seguito hanno partecipato molti altri colleghi di Suzuki, riuscendo a dare seguito ad un'intuizione che Chigusa Nagayo ebbe nel 2003 e che da parte sua non riuscì a portare avanti.

Formazione canadese

Quando si parla di wrestling canadese è scontato pensare alla legacy della famiglia Hart con la loro Stampede ed il famigerato dungeon da cui sono usciti alcuni dei migliori performer di tutti i tempi, incluso l'ottavogenito del patriarca Stu, un certo Bret, per gli amici e fan Hitman...

Ma guardando i nomi delle ultime grandi stelle canadesi si può notare come queste si siano formato in un contesto ben diverso: Edge, Christian, Trish Stratus, Gail Kim, Beth Phoenix sono tutti nomi cresciuti sotto lo sguardo vigile e severo di Ron Hutchison, ex lottatore iniziato fin da giovanissimo alla disciplina ma uscitone dopo un breve arco di tempo dopo aver diviso la sua presenza tra il territorio canadese e diverse comparsate di lusso nella WWF di inizio anni 80. In questa finestra temporale farà comunque in tempo a conoscere diversi nomi importanti dell'epoca ed uno di questi si rivelerà fondamentale per la storia in questione: Rhonda Sing in arte Monster Ripper.

Ron assieme alle lottatrici della WWE: a partire da sinistra le allieve Trish Stratus e Beth Phoenix più Natalya

I due si affrontarono in un paio di occasione all'interno dei mixed tag team match comunemente messi in scena dalla Atlantic Grand Prix Wrestling della famiglia Dupree (il cui figlio del fondatore Renè avrà anni più avanti un breve momento di gloria in WWE). Rhonda aveva già passato alle spalle il momento più alto della sua carriera che l'aveva vista trionfare in AJW vincendo il titolo massimo portando avanti una lunga faida con la beniamina del pubblico Jaguar Yokota, un successo improvviso figlio dell'intuizione del promoter Takashi Matsunaga che decise di investire su quella ragazza grande e grossa ma del tutto priva di una vera e propria formazione, "colpa" anche del rifiuto di allenarla da parte di Bruce Hart (secondogenito della dinastia) data l'assenza di una divisione femminile nella Stampede. I molteplici viaggi in Giappone lo convinceranno del contrario e porteranno in dote la partecipazione di altre lottatrici di spessore, tra le quali spiccherà Chigusa Nagayo, portata in dote proprio dalla stessa Rhonda.

Tornando a Ron, il wrestling sarà per lui comunque fonte di notorietà grazie alla sua attività dietro le quinte, non solo in veste di allenatore, ma anche di promoter: nel 1998 fonda la sua promotion, la Apocalypse Wrestling Federation e grazie alle sua abilità organizzative (specie alla collaborazione con l'ambiente musicale degli eventi dal vivo) ed alle sue conoscenze maturate lavorando anche al di fuori dei confini nazionali (perfino in India) riesce a portare sugli spalti un numero piuttosto consistente di pubblico, decisamente superiore a quello che si vedeva in altri contesti del panorama indipendente. Sempre per rimanere in tema, tra i vari campioni massimi di questa federazione c'è anche una donna, la famosa Missy Hyatt che avrà l'onore di difendere la propria cintura contro un altro nome di grande spessore, Sherri Martel.

Ron Hutchison in compagnia di Mike Myers, meglio noto come il protagonista della serie di film Austin Powers.

Contro-formazione giapponese

Nel 2003 la GAEA di Chigusa Nagayo stava raggiungendo il culmine della potenza territoriale: grazie ai soldi ed ai contratti ottenuti per merito dell'ex Crush Gals la sua creatura godeva di ottima copertura mediatica e di una forza economica tale da consentirle di richiamare leggende del calibro di Akira Hokuto, Manami Toyota, Dynamite Kansai e la sua compagna di una vita Lioness Asuka e al tempo stesso poteva scippare i talenti più promettenti alla concorrenza; per il suo ottavo anniversario infatti era stata ingaggiata Ayako Hamada, giovane stella uscita in modo burrascoso dalla compagnia che l'aveva lanciata e che stava ormai emettendo il suo canto del cigno, la Arsion. Il Main event di quella serata sarebbe stato lo scontro tra la leggendaria Manami e la giovane allieva simbolo del dojo, la giovane Meiko Satomura, ma la boss vuole allestire un evento forte in tutte le sue componenti e così decide di sfruttare l'occasione per proporre qualcosa che nessun'altra compagnia concorrente poteva proporre: un match interamente al maschile e per di più stranieri.

Tramite Rhonda riesce a mettersi in contatto con Hutchison e reclutare alcuni dei suoi ragazzi per un tour di formazione in giappone dove avrebbero lavorato sempre sotto la supervisione del loro capo che però sarebbe stato coadiuvato nientemeno che dalla stessa Nagayo e così nascono i GAEA Boyz: Tony Mack, Matt David, Silk e Jerrick Miller; tutti canadesi poco più che ventenni, freschi di debutto nella AWF e con pochissimo altro alle spalle, tant'è che i ringname vengono subito riadattati per dagli un'impronta più altisonante: Big Mack, Great Miller e Super Simpson (Silk).

Unica eccezione Matt David cui viene amputata una t senza superlativi aggiunti e non si sa se sia stata fortuna o sfortuna che dal canto suo lo colpirà più severamente in prossimità dell'evento.

Mat David & Great Miller vs Super Simpson & Big Mack - 6 Aprile 2003, GAEA Yokohama Limit Break

L'incontro viene collocato nella parte centrale della card, i ragazzi entrano seguendo la stessa theme song ed indossando una maglietta celebrativa con il brand GAEA Boyz ben in vista. Fin dagli ingressi si nota che "Mat" David entra zoppicando con il suo attire rosso: durante gli allenamenti poco prima dell'incontro si era infortunato rompendosi il piede, ma questo lo renderà lo stesso arruolabile per l'evento, in pieno spirito giapponese; sarà quello che lotterà di meno, ma paradossalmente dei 4 è quello che può vantare (ancora oggi) la carriera più longeva sotto lo pseudonimo di Chakal e David St-Martin (nomeusato per contrasegnare anche la sua seconda passione, il disegno artistico); l'altro lottatore di lungo corso ai giorni nostri è il "Big" Mack (in tenuta verde), anche se la sua strada è rimasta prevalentemente legata alla AWF (di cui è stato anche campione) ed al sottobosco delle federazioni canadesi.

Finita la novità legata ai nomi coinvolti, il match segue a grandi linee i dettami del tag team old school che si vedeva nello Zenjo ai tempi di Chigusa con ampie fasi di lavoro di sottomissione seguiti da improvvise mosse d'impatto per rovesciare l'andamento dello scontro. L'applicazione dei ragazzi nel seguire le indicazioni è piuttosto evidente, così come si può notare la voglia di improvvisare e di mettersi in mostra nelle fasi shine da parte di tutti, in particolare di Super Simpson, ragazzo di colore che dopo qualche anno di attività sparirà dai riflettori. È a lui però che viene affidato l'onore di occuparsi delle fasi finali della contesa e di andare a segno con la mossa più impattante di quelle viste, la powerbomb che mette al tappeto Great Miller, probabilmente il worker meno appariscente del gruppo.

Nonostante la freddezza del numeroso pubblico (quasi 6000 spettatori, numeri altissimi se paragonati al presente), questa decina di minuti per tutti loro rimane il palcoscenico più grande che abbiano (ed avranno in seguito) calcato in tutta la loro vita e la stessa GAEA si troverà due anni dopo a sparire definitivamente a causa della scellerata gestione economica delle risorse. Di ambo le parti però è rimasta una traccia in qualche modo unica nella storia del wrestling mondiale, così come Ron sempre nel 2005 si lancerà nell'ennesima impresa visionaria affiancando la star di Baywatch Carmen Electra nella creazione della sua personale compagnia di wrestling, la NWWL, ancora una volta alla ricerca di imprese bizzarre da realizzare dietro al palcoscenico.