Calle joshi

Sendai Girls'
Attualità | By Poppo • 20-10-2020
Image Credits: Sendai Girls'

Mei Hoshizuki è un enfant prodige, l'ennesima di un mondo che da anni cerca nella gioventù il proprio futuro, tenendo però lo sguardo rivolto perennamente al passato.

Nel giro di poche settimane Mei è riuscita nell'impresa di lottare nel main event di 3 degli show più importanti della scena giapponese, cosa sorprendente viste età (18 anni) ed esperienza (non ha ancora completato il secondo anno di attività); ancora più sorprendente se si considera che la sua Marvelous, oltre ad avere un ristretto pubblico, è una palestra dura e che solitamente offre prospettive di crescita nel lungo periodo, come imposto dalla sua padrona Chigusa Nagayo (per conferme chiedere a Meiko Satomura).

Eppure il volto che ha chiuso gli spettacoli delle Sendai Girls', della Stardom e della Assemble c'era lei.

E ci è arrivata a colpi di dropkick.

Essenziale

La velocità oggi è tutto: per catturare l'attenzione di un pubblico, l'azione sul ring è sempre più frenetica e coreografata, spesso a discapito degli aspetti più realistici, sicchè non è raro vedere lottatori e lottatrici subire power moves di grande impatto per riprendersi immediatamente lanciandosi in flip altrettanto spettacolari; a volte si tratta del tipico fighting spirit giapponese, altre volte si tratta di semplice volontà di ignorare concetti come il selling ed il feeding per risaltare di più nell'immediato. Sulla falsariga ideologica si piò notare come molti talenti giovanissimi cerchino la via del colpo ad effetto per impressionare gli spettatori e divenirne i beniamini: ad esempio nel corso della sua prima difesa titolata in Ice Ribbon, Suzu Suzuki (poco più giovane della Hoshuzuki) si è lanciata in un German suplex in scivolata dopo aver subito per diversi minuti le brutali angherie di Tsukushi, oppure in Stardom c'è la giovane Saya Kamitani che fin dagli esordi ha sempre provato a proporre diverse manovre aeree all'interno dei suoi match (a volte con successo, altre volte no).

Invece, fin dai tempi della Gaea, la scuola della Nagayo dal canto suo ha sempre seguito una via diametralmente opposta tanto da consentire il debutto delle proprie allieve solo nel momento in cui sono considerate sufficientemente solide nell'incassare i colpi e a restituirli sotto forma di feroci comeback basati esclusivamente su una sola mossa, i dropkick. Per i primi 3 anni le ragazze possono scordarsi di avere altre mosse nel repertorio, perchè prima vengono i fondamentali.

Nonostante questa reputazione, Mei non ha esitato a lasciare la sua Shizuoka per entrare nel dojo Marvelous ad appena 16 anni: come prima di lei la Satomura, Sakura Hirota, Saika Takeuchi e Takumi Iroha ha subito il fascino dell'ex Crash Gals e si è buttata anima e corpo nel mondo del wrestling. La severità della sua formazione tuttavia non ha soffocato la sua personalità come successo ad altre rookie, a partire dal nome, identico all'omonimo personaggio di Yume Miru Mahou Shoujo to Koi no Jumon, un manga cosiddetto shōjo (indirizzato al pubblico femminile quindi) che racconta la storia di un gruppo di ragazze in grado di trasformarsi in guerriere magiche. Ma ciò che impressiona di più da par suo è il suo stile di lotta, il quale pur mantenendosi estremamente essenziale, colpisce per la sua velocità e pulizia di esecuzione perfettamente applicata ai ritmi dei suoi incontri, tanto da risaltare lo stesso anche agli occhi degli osservatori meno attenti.

Qualità che non sono passate inosservate da parte della maestra, tanto da metterla in primo piano rispetto al resto della "cucciolata" composto da altre aspiranti star come Mikoto Shindo, Maria e Manami e di premiarla concedendole uno scontro di lusso con una delle top performer in assoluto, Arisa Nakajima.

E che non sono sfuggite neanche a Meiko Satomura

Sendai Girls'

Dopo una serie di rinvii (rischiando pure la cancellazione) il torneo Jaja Uma ha potuto finalmente avere una conclusione dopo 11 anni di assenza.

A inizio anno Mei era riuscita a qualificarsi al secondo turno sconfiggendo la sua collega Maria per poi dover attendere di rimettere piede nel senjo solo a fine di questo mese. L'avversaria in origine doveva essere un'altra giovane stellina di nome Mei, l'apple girl Mei Suruga, la quale però ha dovuto dare forfait causa limitazioni della circolazione nel territorio; a prendere il suo posto ci ha pensato Yurika Oka, aggregatasi recentemente tra la schiera di giovani promesse agli ordini della Satomura, ma non ancora pronta per competere a livelli più elevati, così è riuscita agevolemente ad accedere alla semifinale ed incrociare una altra ragazza Marvelous, quella Mikoto Shindo che in Sendai ha militato per diverso tempo, aggiudicandosi pure il titolo Junior. Palmarès comunque insufficiente a contrastare la tattica esibita anche nel corso degi altri incontri fatta di prese a terra alternate da mosse fulminee culiminanti in chiusura con manovre di rapina in grado di sorprendere le rivali.

La finale non fa eccezione, anche se la contendente è molto particolare: Manami infatti pur essendo più giovane di 3 anni può vantare una maggiore esperienza, specialmente nelle Sendai Girls' dove è ad oggi la campionessa Junior; è lei infatti a condurre le danze applicando un gameplan semplice e preciso incentrato sull'attacco del braccio destro di Mei, limitandone la mobilità e costringendola ad attendere il benchè minimo spiraglio di offensiva. Niente di diverso da ciò che le è stato insegnato nel suo ancora breve periodo di addestramento, comunque sufficiente a permetterle di piazzare la giusta intensità nel colpo finale, quello che le ha garantito il primo riconoscimento ufficiale della propria carriera.

Stardom

Altra storia di inzio anno fermata dalla recente pandemia era quella di Takumi Iroha e della sua rivalità con Mayu Iwatani. A darle man forte in occasione del suo ritorno in Stardom ci hanno pensato la sua compagna di tag Rin Kadokura e appunto Mei, dando così alla storia i connotati di una vera e propria invasione di campo. Le NEW-TRA sono la coppia più rappresentativa della Marvelous anche grazie alla maggiore esperienza accumulata in giro per il Giappone da parte del duo, il cui pregio è anche quello di completarsi a vicenda grazie alle marcate differenze fisiche e stilistiche tra le due.

Avversarie per l'occasione sono le Queen's Quest guidate dalla capitana Momo Watanabe, dalla futura vincitrice del 5 Star GP di quest'anno Utami Hayashishita e dalla giovanissima neo campionessa High speed Azumi. Un trio affiatato, forte ormai di alcuni anni di convivenza e con caratteristiche del tutto speculari: Utami pareggia la Iroha in forza e fisico, Momo e Rin in quando ad abilità nello striking e infine Azumi e Mei se la giocano sulla velocità, seppure con una differenza.

Azumi infatti ha passato gli ultimi anni in una sorta di limbo fatto di match molto coreografati per la catagoria che attualmente rappresenta, intervallati ogni tanto da incontri di coppia (o di squadra). Incontri che sicuramente colpiscono per la rapidità di esecuzione, ma che spesso hanno lasciato quel senso di artificiosità resa ancora più penalizzante dallo scarso minutaggio concesso (difficilmente le esibizioni per l'high speed superano i 10 minuti). Sotto molti apsetti, il suo modo di inserire così tante mosse in pochissimo tempo rappresenta l'opposto di quanto incarna Mei, sicchè questa occasione ha rappresentato un vero e proprio esame per lei.

La sorpresa di questo incontro è proprio lo spazio concesso a loro due: le capitane collidono in brevi scambi in ottica di preservarsi per le future sfide titolate, mentre Utami viene impegnata come enforcer per isolare tra di loro i componenti della squadra ospite, per lunghi tratti è Mei a subire l'offensiva rivale, ma allo stesso tempo a mettersi in mostra guadagnando man mano il favore del pubblico ed allo stesso tempo tenendo testa alla sua rivale diretta nella maggior parte dei loro incroci, tanto da riuscire a coglierla in fallo nell'azione decisiva grazie ad un assist fornito dalle due compari.

Nel post match e nelle interviste successive Azumi affermerà di voler incrociare ancora Mei lungo la sua strada, dichiarandosi peraltro molto più interessata a lavorare con le atlete esterne alla Stardom che alle attuali giovani colleghe.

E chissà che l'offerta di quest'ultima di fare coppia non possa trovare continuità in futuro.

Assemble

A chiudere questo mese di gloria, arriva il main event del primo show Assemble, la nuova organizzazione che raduna intorno alla sua sigla quasi tutte le promotion esistenti, inclusa la Marvelous. Le NEW-TRA stavolta passano tra le fila nemiche e ad affiancarle c'è l'amica e compagna di allenamenti Maria, mentre come alleate Mei ritrova Mikoto Shindo affiancata da Mio Momono. Si tratta del culmine della strategia messa in campo da Chigusa Nagayo in questo periodo di ripresa delle attività, ossia mettere in campo tutti i suoi gioielli con l'obiettivo di attirare nuovo pubblico grazie a realtà consolidate o nuove come in questo caso.

Il ruolo di Mei in questo caso è più marginale: a condurre le danze ci pensano le più esperte rivali, mentre a Mio Momono tocca il ruolo di dura a morire sotto ai colpi dell'ace Iroha; a lei e Mikoto non resta che subire ed intervenire periodicamente per alzare i ritmi della contesa sfoggiando solo ed esclusivamente dropkick ed al massimo la boston crab come mossa di sottomissione. Il contesto per quanto importante non cambia l'impostazione voluta dalla presidentessa e le sue ragazze obbediscono alla lettera, senza sfigurare assolutamente, anzi mettendo in scena l'incontro più divertente tra quelli proposti all'interno della lunga serata.

Una filosofia perfettamente in linea con quanto riferito da Mei nel corso della sua intervista per pro-wrestling Kakatougi news:

Penso che se sei in grado di mostrare ciò che solo tu sai fare, puoi afermarti prima di chiunque altro, quindi farò del mio meglio con quell'obiettivo.

Non voglio essere come le altre.

E se ci sta riuscendo adesso, chissà dove potrà arrivare quando le diranno che potrà andare oltre i dropkick

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