Calle joshi

Attualità | By Poppo • 24-06-2021

Ben 2 rinvii in altrettanti anni hanno fatto sospirare i nostalgici prima di poter rendere onore alla vecchia GAEA, costando tempo e denaro alle organizzatrici Meiko Satomura e Chigusa Nagayo, le due proprietarie di Marvelous e Sendai Girls', costrette ad impostare più volte le card dello spettacolo in questione e dei precedenti.

Un problema non da poco per chi in questo momento non naviga nell'oro ed é di fatto obbligato a contare su roster ridotti al lumicino composti da poche atlete davvero consolidate e diverse giovani in fase di addestramento o mandate in prestito a farsi le ossa, per questo motivo GAEAISM - Decade of quarter century é stato qualcosa di più di una semplice rievocazione di facciata, un modo come un altro di dare nuova linfa all'eredità storica delle realtà nate dopo la fine di quella che é stata la terza forza per importanza assoluta nella storia del wrestling femminile giapponese, ed al tempo stesso un nuovo tentativo di fare rete nato dopo il naufragio della Assemble avvenuto all'inizio del 2021.

Per questi motivi a celebrazioni concluse é il caso di interrogarsi su quale sarà la strada che le due boss decideranno di intraprendere da qui in avanti, se ci sarà un futuro condiviso, ma ancora prima se quanto accaduto avrà un valore nel brevissimo periodo.

E in un mondo legato alla sua tradizione e che ha dimostrato di muoversi molto più lentamente rispetto ai tempi che corrono, forse é quest'ultima la domanda che lascia più interrogativi.

Grandi eventi

Nella stessa settimana in cui la Stardom ha organizzato in pompa magna il suo Pay per view, il primo pensiero va verso un parallelismo tra il modo di concepire gli eventi: la compagnia di Rossy Ogawa può contare sugli investimenti di Bushiroad e su un collaudato confezionamento del proprio prodotto, a partire dalle traduzioni di promo, canali social e dalla scorsa settimana anche del commento degli incontri, un'aggiunta che ha fatto il paio con la stessa offerta che sta includendo il consorzio Cyberfight di cui fa parte la Tokyo Joshi Pro, tutte e 2 reduci quindi da spettacoli "di peso" svolti alla solita Korakuen Hall ed al General Gymnasium di Ota, la stessa location affittata dalla Nagayo.

Una scelta quella di ripresentarsi qualche giorno dopo la concorrenza che ha in parte premiato l'ex Gals e le sue sodali, riuscendo a portarsi a casa più spettatori dal vivo rispetto alla Stardom (circa 1500 contro 1200), ma a fare la differenza in termini di riscontro mediatico in favore della seconda é stata sicuramente la trasmissione in streaming su una piattaforma già rodata ed accessibile più agilmente da parte del pubblico oltreoceano, accessibilità non altrettanto garantita in parte anche da Zaiko (servizio usato molto per la diffusione di eventi musicali), ma a prezzi più alti (circa 40€ al cambio) e senza il supporto multilingua. Scelta sicuramente comprensibile in assenza di risorse adatte allo scopo, ma figlia di quell'immobilismo che da un lato aiuta a preservare la bellezza e l'unicità di tanti aspetti culturali tipici del movimento, ma che d'altra parte ne impedisce la crescita in un momento in cui, come in questo caso, gli show possono ospitare meno spettatori a causa delle restrizioni dovute alla pandemia. Certo, i numeri sono stati superiori (del doppio) rispetto ai già citati spettacoli Assemble, ma in linea con quanto fatto da altre rievocazioni storiche in grado di portare appassionati nostalgici perduti nel tempo. Le 5000 presenze che la GAEA portava a casa all'epoca, così come il contratto offerto ai tempi da GAORA TV, per non parlare del palco dal quale Chigusa annunciò la nascita del suo progetto oggi paiono un miraggio irraggiungibile.

Collaborazioni

Marvelous e Senjo negli anni hanno reso visibile parte delle proprie realizzazioni gratuitamente su Youtube (chiaramente dopo un certo lasso di tempo) e in tempo di quarantena hanno approfittato per pubblicare ulteriore materiale per mantenere la visibilità loro e delle proprie lottatrici. L'ultimo anno in termini di evoluzione di storie e dinamiche interne invece ha visto una sostanziale stagnazione, tant'é che gli sviluppi in tal senso si sono visti solo ed unicamente in ottica di costruzione di questo spettacolo, con le continue invasioni delle "pigiamine" allieve della Nagayo ai danni delle ormai veterane studenti della Satomura. Le poche ragazze a disposizione - disponibilità riscontrata nel main event di questo anniversario dove si sono esibite performer che avevano già lottato nel corso della serata - ed il vorace appetito di freelance da parte della concorrenza interna di Bushiroad - cui si è aggiunta quella internazionale, data la riapertura delle frontiere - sta imponendo progressivamente anche realtà consolidate (come le stesse Sendai o la Ice Ribbon) a condividere risorse e storyline per portare a casa la pagnotta. Un tema già trattato diverse volte su queste colonne, ma a differenza di altri progetti che spesso e volentieri si sono limitati alla realizzazione di un singolo o al massimo a 2 o 3, questo matrimonio ormai si sta prolungando già da molti mesi e non solo in ottica di costruzione delle storie che sono state proposte la scorsa settimana, ma anche allo copo di dare nuove opportunità al proprio vivaio, come dimostrato già ad inizio dello scorso anno durante il Jaja Uma Tournament.

Come già detto le ragazzine terribili della Marvelous sono apparse in molti altri contesti esterni alla loro promotion, persino all'interno dello stesso Cinderella della Stardom grazie alla partecipazione (anche se marginale) di Rin Kadokura, così come una parte di delegazione aveva figurato durante il decimo anniversario della compagnia. Alla stessa Rin era spettato anche l'onore di rappresentare la sua società nel torneo organizzato dalla AEW mesi fa, un qualcosa di non poi tanto diverso dalla collabrazione che la GAEA aveva messo in piedi con la WCW e che aveva portato in dote l'apparizione di molte sue star nella programmazione di Ted Turner, tra le quali la stessa Satomura, oggi campionessa del brand inglese di NXT, nonché unica della sua delegazione ad aver beneficiato di visibilità durante questo periodo di vacche magre.

Tutta pubblicità fruttata grazie all'appoggio di compagnie più grandi - e certamente non gratuita e disinteressata - ma é pur vero che l'ultima vera età dell'oro per il movimento é coincisa con l'era interpromozionale e lo stesso gaeismo aveva prosperato lavorando gomito a gomito con diverse personalità con le quali aveva lavorato la stessa fondatrice - ieri i canadesi, oggi CIMA e Great Sasaki di GLEAT e Michinoku Pro) e realtà come la JWP e successivamente con la OZ Academy, un'attività ancora oggi presente nel business. Onde evitare però di trasformarsi in vivai vuoti altrui però, queste piccole sigle in futuro saranno chiamate ad uno sforzo comune più ampio ed in controtendenza con il fiorire di altre attività che pur avevndo sicuramente arricchito la varietà di offerta, allo stesso tempo ha cannibalizzato un mercato interno impoveritosi enormente nel tempo. Possibilmente evitando le disfunzionalità ed i distinguo visti durante il recente periodo dell'assemblea.

Celebrare il passato

Un errore che invece é stato evitato a questo giro é stato quello di fare rievocazioni fini a sé stesse: l'atmosfera aggiunta dalla passerella iniziale (dove sono apparsi tanti nomi che non si vedevano da tempo come Carlos Amano, o vecchie fiamme come Sonoko Kato) e dalle musiche di forte connotazione anni novanta é stata usata solo ed esclusivamente per dare un tono alla serata, ma senza sovrapporsi alle legittime protagoniste, tutte prevalentemente contemporanee. Alle vecchie glorie sono stati riservati 2 incontri di numero dove sono stati dosati sapientemente i momenti catartici riservati agli appassionati: lo scontro tra le leggendarie proprietarie, il commosso ritorno di Toshie Uematsu (la più emozionata, assieme all'amica Chikayo Nagashima) e la solita presenza forte di KAORU; non poteva poi mancare un nome imprescindibile a queste latitudini, ossia quello di Sakura Hirota, la scoperta più inaspettata da parte dello spietato dojo di allora ed alla quale é stato riservato un posto d'onore con una doppietta di match in cui ha rievocato tutto il repertorio storico (la cintura HHH, le imitazioni ed il famoso promo in stile The Rock).

Sakura Hirota vs Mima Shimoda - 3 Aprile 2005, GAEA JAPAN 10th anniversary (Yokohama Gymnasium)....

...E l'imitazione 16 anni dopo!

Per poi interpretare l'inedito ruolo di...Sè stessa, o meglio della giovane Sakura agli esordi, timorosa persino di rimanere sul ring con le sue allenatrici e combinando pasticci a destra e manca, tanto da strappare più di una risata alla seriosa alleata KAORU e alla collega di allora Meiko e un po' a tutti gli spettatori, vecchi e nuovi.

Aiutare il futuro

Una mano tesa all'indietro ai fedeli seguaci, ma senza ignorare il nuovo che avanza: il match di apertura pur somigliando nello stile ai vecchi opener con le giovani promesse nella forma, grazie alla personalità delle nuove ragazzine ha saputo essere contemporaneo aiutandole a far risaltare la loro frizzante personalità, così come la giovane Hibiki, la quale pur subendo una dura lezione da parte dell'esperta dell'hardcore DASH Chisako ha riscosso le simpatie del pubblico fornendo una prestazione assai volenterosa che ha saputo creare empatia nei suoi confronti, mettendo in secondo piano la sconfitta patita.

Ma il cuore di tutta la manifestazione é consistito nel main event, rimaneggiato a causa dell'infortunio patito lo scorso anno da parte dell'ace Marvelous Takumi Iroha - che avrebbe dovuto sfidare la controparte rappresentata da Chihiro Hashimoto - e dalla mancanza di alternative a sorpresa che come già detto ha portato a riproporre un'altra battaglia a squadre sul modello visto negli incontri di avvicinamento alla serata. Per aumentare la posta in gioco e dare un qualcosa di degno dell'occasione si é optato per una scelta interigante nel prossimo periodo, la reintroduzione delle cinture AAAW appartenute alla vecchia compagnia fallita e la messa in palio dei diritti di utilizzo.

Ne é uscita una contesa frizzante e molto giocata sulla velocità combinata del trio Kadokura-Hoshizuki-Momono che già in precedenza aveva messo in seria difficoltà le 3 sfingi del Senjo formate dall'asso Hashimoto, dalla DASH e dalla ritrovata Mika Iwata: queste 2 sono state eliminate senza grossi complimenti lasciando di fatto il peso delle sorti della gara sulle robuste spalle del loro mammuth, desideroso di riprendersi la ribalta raggiunta nel 2019 e a secco di fatti degni di nota nell'ultimo periodo. Malgrado la forte vitalità delle avversarie, la differenza di status ha finito per prevalere permettendole di far fuori Rin e Mei e lasciando Mio alla sua mercè, imbastendo un massacro a parti invertite rispetto all'ultimo precedente in cui era stata eliminata a sorpresa proprio dalla stessa dopo essere rimasta in inferiorità numerica.

Stavolta però non c'é stato spazio per l'impresa ed il ritorno alla realtà é stato piuttosto doloroso per la Momono

Così le Marvelous rimangono ancora senza cinture, mentre a Sendai si raddoppiano gli allori, o almeno per il momento, dato che alla fine dei giochi Takumi - assieme alla mentore Nagayo - hanno lasciato intendere una futura rivalsa nei confronti delle vincitrici, con l'intenzione di prendersi la vecchia cintura mondiale AAW, ormai tornata ufficialmente in vigore. Una sfida che si spera di vedere quanto prima, così come si spera che il suo recupero proceda altrettanto velocemente, perché come dice il proverbio é meglio fare oggi ciò che si può fare domani e grazie a lei questa nuova sinergia potrebbe finalmente recuperare il tanto tempo perso. Parte di esso é stata recuperata dal passato, ma ora é tempo di provare ad attingere dal presente.

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